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Il terremoto in Abruzzo. Lunedì 6 Ecco la cronaca delle prime ore

aprile 6, 2009 di Redazione 

Sisma di magnitudo 6,3 della scala Richter intorno alle 3.30 di oggi. Fortemente colpita L’Aquila, alcuni piccoli abitati ridotti ad ammasso di macerie. Scosse anche a Roma. Bertolaso: “Mai così grave”. Ma sul capo della protezione civile cala l’ombra di un preallarme non ascoltato: è quello del tecnico Giampaolo Giuliani, che nei giorni scorsi aveva avvertito: “Probabile un sisma devastante”. E’ stato denunciato per procurato allarme. Ginevra Baffigo ci fa il quadro della situazione, in questo primo aggiornamento di oggi del nostro giornale, oggi completamente dedicato alla tragedia abruzzese.

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di Ginevra BAFFIGO

Un fortissimo sisma di magnitudo 6,3 della scala Richter ha colpito le regioni del centro Italia alle 3.30 della notte. L’epicentro è stato registrato a Torninparte a 5 km di profondità ed è stato chiaro fin da subito che si trattava di un terremoto storico, paragonabile a quello che scosse Umbria e Marche nel ’97.
La città più colpita dal terremoto, intorno all’ottavo grado della scala Mercalli, è L’Aquila; dove nel centro storico si sono registrate un alto numero di vittime ed intere palazzine rase al suolo. In previsione dei disagi delle persone sfollate, sono stati allestiti dei centri di raccolta e accoglienza, mentre all’Aquila è stato improvvisato un ospedale da campo in piazza d’Armi, per supportare l’ospedale parzialmente evacuato.
Secondo il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ci troveremmo di fronte alla “peggiore tragedia dall’inizio del millennio”. La stima delle vittime infatti ad ora (11.00) è di 31 morti e più di 40 sarebbero i dispersi sotto le macerie.
Guido Bertolaso ha indicato ai referenti istituzionali le linee operative per un intervento efficace: anzitutto bisogna assicurare la viabilità, tenendo sgombra in particolare l’autostrada Roma-L’Aquila, che è stata chiusa al traffico proprio per agevolare i soccorsi. In secondo luogo è stato appurato che più di 15.000 utenti sono senza elettricità.
Alle 8:43 di stamani è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale; Berlusconi ha predisposto fondi per far fronte al disastro e si è messo in viaggio per raggiungere il capoluogo abruzzese. La prassi ora è che il Capo della Protezione Civile assuma le funzioni di Commissario dello Stato. Proprio per questo alle prime luci, Bertolaso ha sorvolato in elicottero le città maggiormente colpite per una ricognizione dall’alto, così da poter poi coordinare la gestione emergenze dalla sala operativa della Regione Abruzzo. Sin dalle prime ore del mattino colonne mobili di Lazio, Umbria, Toscana, Campania, regioni in cui si è avvertita la scossa ma che fortunatamente non hanno registrato danni, sono partite per i soccorsi seguite da quelle dell’intero Paese, fatta eccezione ovviamente per Sicilia, Calabria e Sardegna.
Ora il dubbio che tutto questo potesse evitarsi getta un’ombra sulla gestione Bertolaso, già indagato con l’accusa di concorso in truffa per lo smaltimento dei rifiuti dell’emergenza napoletana.
Una settimana fa, a proposito delle dichiarazioni del tecnico del CNR Giampaolo Giuliani, che aveva lanciato l’allarme sulla possibilità del verificarsi a breve di un sisma devastante, tesi avvalorata dallo sciame sismico che da oltre un mese scuote l’intero Abruzzo, la reazione del capo della Protezione Civile era stata quella di ignorare la segnalazione e di denunciare il fisico per procurato allarme.”Le scosse andavano avanti da dicembre” dice Lucia Di Cicco, aquilana di 27 anni. “Da mesi non dormivamo più. Ci sono state diverse scosse per tutta la serata e una, molto forte, verso le 22.30. Poi, all’improvviso, abbiamo sentito come un boato. Siamo riusciti a fuggire per le scale, semi soffocati dalla polvere. Ho guardato davanti a me e la palazzina di fronte non esisteva più”. La palazzina alla quale fa riferimento la ragazza alloggiava molti studenti e purtroppo fra le vittime si contano già diversi bambini.

Ginevra Baffigo

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