Top

Rasmussen neosegretario Nato, le dimissioni da premier danese

aprile 5, 2009 di Redazione 

Il successore di de Hoop Schef- fer alla guida dell’Alleanza atlantica le ha rassegnate nelle mani della regina Margrethe, passaggio obbligato dopo la nomina. Quest’ultima è arrivata all’unanimità dopo il passo indietro della Turchia che aveva inizialmente espresso la propria contrarietà: motivo, la difesa fatta da Rasmussen del giornale danese che aveva pubblicato, ricorderete, le vignette satiriche su Maometto. La vicenda si intreccia in queste ore con il dibattito sul possibile ingresso dei turchi nell’Unione europea: Obama, dall’esterno, si è detto favorevole, Sarkozy ribadisce la propria contrarietà. Ma sentiamo, nel servizio di Luna De Bartolo.         

Nella foto, il nuovo segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen

-

di Luna DE BARTOLO

Il primo ministro danese Anders Fogh Rasmussen ha appena presentato formali dimissioni alla regina Margrethe, tappa obbligata a seguito della sua nomina come segretario generale della Nato. Suo successore come premier sarà l’ormai ex ministro delle finanze Lars Loekke Rasmussen; secondo gli analisti, il cambio di timone non porterà nessuna sostanziale modifica nella politica danese.

Leader di una coalizione di centro-destra al governo da sette anni, il cinquantaseienne Rasmussen ha finalmente visto approvata all’unanimità la propria candidatura dopo una giornata di estenuanti negoziati.
La Turchia, paese a maggioranza musulmana, si era vivacemente opposta alla nomina del premier danese, reo di aver difeso i diritti di un giornale locale alla pubblicazione di alcune vignette satiriche su Maometto; vicenda che ebbe una vasta eco poiché scatenò le dure proteste di tutto mondo islamico, che si dichiarò profondamente offeso nel proprio sentimento religioso. Inoltre, il premier si è sempre rifiutato di chiudere il canale curdo Roj TV, con base in Danimarca, considerato da Ankara un intollerabile porta-voce dei ribelli separatisti del PKK (partito dei lavoratori del Kurdistan).

Il premier turco Erdogan aveva ieri ringraziato il presidente Barack Obama, sottolineando come egli sia stato il protagonista di questa operazione diplomatica, culminata nella promessa danese di un rigoroso e fitto dialogo col mondo musulmano: promessa in cui il presidente americano fungerà da “garante”.
Secondo gran parte della stampa turca, Ankara avrebbe ottenuto garanzie circa una prossima chiusura di Roj TV; il quotidiano Hürriyet chiede inoltre a Rasmussen delle scuse ufficiali a tutto il mondo musulmano per la vicenda delle vignette satiriche: scuse che, secondo il giornale popolare Aksam, potrebbero arrivare in occasione del summit dell’Alliance of Civilizations previsto per lunedì ad Istanbul.
L’Alliance of Civilizations, creata nel 2005 per iniziativa del premier spagnolo Zapatero e del turco Erdogan, è un’organizzazione interna all’Onu che mira al “dialogo tra le civiltà”, ponendo particolare enfasi nell’ammorbidire le tensioni tra il mondo islamico e quello occidentale.
Sempre la stampa locale riporta come il governo di Ankara avrebbe anche ottenuta la promessa di alcune nomine di provenienza turca a copertura di posti chiave nella Nato.

Oggi, al termine del vertice Ue-Usa di Praga, il presidente Obama ha ribadito il suo pieno appoggio per l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea, poiché la inserirebbe a pieno titolo quale importante mediatore nell’area. Il presidente francese Sarkozy ha in seguito dichiarato di “lavorare mano nella mano con il presidente Obama, ma trattandosi dell’Unione Europea, spetta ai paesi membri decidere”; inoltre “mi sono sempre opposto a questo ingresso e continuo ad essere contrario. Credo poter dire che una grande maggioranza degli Stati membri condivide la posizione della Francia. La Turchia è un grande paese alleato dell’Europa e degli Stati Uniti. Deve restatre un partner privilegiato, la mia posizione non è cambiata”. In una conferenza stampa a Praga anche il premier Berlusconi è intervenuto su questo tema, dichiarandosi fiducioso “che si possa raggiungere un compromesso” circa l’allargamento dell’Ue.

I negoziati ufficiali per un eventuale ingresso della Turchia nell’Unione sono iniziati nel 2005. Se i recenti governi hanno compiuto alcune riforme allo scopo di uniformarsi agli standard europei l’adesione appare ancora molto lontana. I principali nodi sono, notoriamente, il coinvolgimento turco a Cipro e la questione della minoranza curda.

Luna De Bartolo

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom