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Diario politico. Franceschini: “In piazza con la Cgil”. Berlusconi al congresso Udc

aprile 3, 2009 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it, firmata da Gabriele Canarini, si apre ancora una volta con la politica estera, e in particolare con il vertice Nato e la presenza di Obama a Strasburgo. “Un attacco di Al Qaeda è più probabile in Europa che negli Stati Uniti”, ha detto tra l’altro il presidente Usa. Per la politica italiana ha tenuto banco la discussione sulla decisione della Corte di “bocciare” parte della legge 40. Scontro tra la seconda e la terza carica dello Stato: Schifani risponde a Fini, “E’ una buona legge”, dice, “e non c’è Stato etico”. Il segretario del Pd annuncia che sabato, domani, sarà alla grande manifestazione del maggior sindacato confederale. Mentre dal palco del congresso dei centristi il presidente del Consiglio lancia a Casini un altro invito a riunire le forze: “Siamo insieme nel Ppe, abbiamo governato bene per cinque anni. Non vedo ragioni per non farlo”. Il racconto.

Nella foto, il presidente del Consiglio, oggi al congresso Udc

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di Gabriele CANARINI

Anche oggi l’apertura spetta alla politica estera, che sta vivendo giorni intensi sulla scia del primo viaggio in Europa di Barack Obama. In una Strasburgo blindata per i ripetuti scontri fra manifestanti e polizia di ieri e di oggi, si è infatti tenuto il vertice Nato, cui Obama ha presenziato fianco a fianco al presidente francese Sarkozy. Poco prima dell’inizio del vertice, i due capi di Stato hanno tenuto una conferenza stampa congiunta, nella quale neopresidente americano ha dapprima espresso soddisfazione per l’intesa instauratisi con la Francia: «Quando Stati Uniti e Francia operano di concerto, aumentano le possibilità di pace e prosperità nel mondo». In seguito, il presidente Usa ha chiarito la sua idea sullo stato attuale della lotta al terrorismo, avvertendo che «un attacco di Al Qaeda è più probabile in Europa che negli Stati Uniti». Questo monito certo non lascia insensibile neanche il mondo politico italiano, che però oggi ha vissuto una giornata incentrata principalmente su ben altri temi, fra i quali spicca il dibattito sulla legge 40.

Schifani vs Fini. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, e le parole di Fini, pronunciatosi ieri in favore della verdetto della Corte e contro la legge stessa, ritenuta «da Stato etico», oggi il presidente del Senato Schifani ha preso le difese dell’intervento legislativo approvato nel 2004, parlando di «una buona legge, di libertà». Proprio per rispondere alle accuse di «dogmatismo» avanzate dal presidente della Camera, il suo omologo al Senato ha osservato: «Una legge, quando affronta un dibattito lungo e tanti passaggi parlamentari con voti segreti nei quali si vota secondo coscienza e non sulla base di dogmi, è una buona legge, anche perché non vi può essere nessuna ingerenza dei partiti o di altri». A proposito della Corte Costituzionale, Schifani ha precisato che tale organo giuridico è deputato a «vigilare sui principi», mentre, a proposito del dilemma Stato laico-Stato etico, ha così chiarito la sua posizione: «Stato laico significa non rinunziare alle proprie responsabilità tutte le volte che ci si rende conto che ci sono vuoti normativi da colmare. Quindi personalmente», ha significativamente concluso Schifani, «non riscontro nella legge sul testamento biologico o nella legge 40 la presenza di una eticità della vita parlamentare, così come in tutte quelle leggi approvate con voti segreti. Lì sono le coscienze che decidono, non i dogmi». In difesa del testo di legge sulla fecondazione assistita, è sceso in campo anche Monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia per la Vita: «La legge 40 non è stata certamente una legge cattolica, ma una legge in difesa della salute della donna»; Fisichella ha, poi, rivolto un biasimo verso le «tante sperimentazioni selvagge che venivano fatte e che temo possano tornare di nuovo: c’è una nuova schiavitù all’orizzonte che proviene da una ricerca che rischia di sfociare nell’eugenetica, dobbiamo guardare al futuro con molto timore». Sulla stessa linea di pensiero il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, che non ha risparmiato una sferzata a Fini, invitandolo a «lasciare la sua carica», nel caso in cui volesse «proseguire le sue battaglie ideologiche». Completamente opposto il giudizio di Massimo D’Alema: «La sentenza della Corte Costituzionale chiarisce, al di là di ogni ragionevole dubbio, che alcuni principi della legge sulla fecondazione artificiale sono contrari alla Costituzione, oltre che al buon senso». Per questo motivo, D’Alema ha invitato il Parlamento a «mettere mano alla legge per correggerla in modo che sia più utile e rispondente ai principi costituzionali».

Franceschini con la Cgil. Ma nel Pd oggi non ha parlato solo D’Alema. La giornata odierna, anzi, ha visto la presa di posizione del segretario Franceschini, il quale ha confermato la sua presenza alla manifestazione della Cgil che si terrà domani a Roma: «Domani ci sarò. Uso le parole di Gordon Brown: dove c’è un disoccupato, un povero, qualcuno che perde il lavoro, non può non esserci un progressista al suo fianco». Franceschini ha poi chiarito il senso della partecipazione del Pd all’evento, puntualizzando che alla manifestazione non sarà presente una delegazione ufficiale del partito, bensì solo quei parlamentari che «condividono il taglio del raduno che chiede misure al governo, senza entrare nel merito delle divisioni sindacali sul modello contrattuale che sono oggetto di posizioni diverse tra i sindacati e che rientrano nella loro dialettica. Mai porremo argomenti per mettere i sindacati l’uno contro l’altro». Infine, a proposito della confluenza del suo partito fra le fila del Partito socialista europeo, il segretario ha ribadito di voler lavorare alla costruzione di «un nuovo gruppo parlamentare europeo che metta insieme forze socialiste e riformiste». Riguardo, invece, alle Amministrative, Franceschini ha spiegato che la scelta delle alleanze sarà basata, principalmente, sui candidati a livello locale, e che quindi si potranno avere coalizioni «più larghe» e aperte anche «all’Udc», ma tutte saranno nettamente nel «campo alternativo alla destra».

Udc. Ma Franceschini non è il solo a tendere le braccia verso l’Udc. Come si ricorderà, la settimana scorsa era stato il premier Silvio Berlusconi ad aprire verso il partito di Casini, in nome di una consonanza di valori radicatasi negli anni di governo insieme. Proprio al congresso, inauguratosi oggi a Roma, dell’Udc, Berlusconi, dal palco del convegno, è ritornato su questo tema: «Le mie posizioni sono note: sono sempre stato aperto al dialogo. Siamo insieme nel Partito popolare europeo, abbiamo governato bene negli ultimi cinque anni. Non vedo ragioni per non essere insieme anche oggi». D’altro canto la presenza di Berlusconi al congresso è rimasta in dubbio fino all’ultimo, proprio per gli aspri scambi di battute avvenuti in questi giorni fra il Cavaliere e Pierferdinando Casini. Quest’ultimo ha disteso per primo gli animi, salutando dal palco il premier, al momento del suo arrivo, «con grande affetto». Poco prima lo stesso Casini aveva aperto il suo discorso leggendo il messaggio del congresso rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «L’Udc si riconosce pienamente nei suoi richiami alla coesione nazionale, al dialogo e nella sua azione tesa a valorizzare l’esercizio del pluralismo politico che trova nel Parlamento la sua espressione più alta. Riconosciamo in Lei il rappresentante dell’unità nazionale che opera in piena aderenza ai valori costituzionali con passione e spirito super partes, testimoniando l’amore per la patria e la vicinanza ai cittadini». In seguito, Casini non ha lesinato una frecciatina rivolta proprio al Presidente del Consiglio presente in platea: «Come vedi, caro Silvio, le nostre accoglienze sono sempre calorose. Io ti parlo da qui». Continuano, pertanto, ad alternarsi i segnali di distensione a quelli polemici, fra Udc, Pdl e Pd; segno che le schermaglie politiche riguardo alle alleanze in vista delle elezioni di giugno sono appena iniziate. Si dovranno attendere i prossimi giorni perché si delinei compiutamente il quadro della situazione.

Gabriele Canarini

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