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Diario politico. Il premier: ‘Obama ci tiri fuori dalla crisi’. Fini plaude alla Consulta

aprile 2, 2009 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Partiamo per l’ultima volta dal G20 con gli ultimi aggiornamenti da Londra. Il premier si rivolge al presidente americano e lo invita a “tirare su le maniche”, anche “visto che la crisi arriva proprio dall’America”. Ma veniamo subito alla giornata interna, con Fini che dice di apprezzare la decisione della Corte Costituzionale di bocciare due articoli della legge sulla fecondazione assistita: “Rende giustizia alle donne, è normale in un Paese laico”. Apriti cielo. In difesa delle legge interviene anche Rutelli. Ad un convegno sulle pari opportunità, il Ministro Brunetta annuncia di voler porre un freno “alle donne che fanno la spesa sul luogo di lavoro”. Risposta della collega Carfagna anch’essa presente all’incontro. Ma sentiamo, nel racconto.

Nella foto, Gianfranco Fini

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di Carmine FINELLI

Ultimi aggiornamenti dal G20 soprattutto in chiave nazionale. Berlusconi si è rivolto al presidente Obama esortandolo a “tirare su le maniche per far uscire il mondo dalla crisi anche visto che questa arriva proprio dall’America”. Il vertice non è stato inutile. Il presidente del Consiglio si è detto soddisfatto per “la forte e unanime volontà di cooperare per uscire dalla crisi”. Nonostante il rimprovero subìto dalla regina Elisabetta II, che lo ha ripreso dopo che il premier aveva chiamato a voce alta Obama dopo la foto ufficiale, Berlusconi sembra molto soddisfatto dell’esito del summit. Anche perché nella sua visione il G20 è solo l’inizio di un processo di regolamentazione che avrà il suo culmine nel G8 della Maddalena che si terrà a giugno. Al vertice sardo si “punterà a un vero e proprio codice sia sull’agire dei protagonisti del mondo finanziario ed economico – ha puntualizzato il premier – sia sull’attivita’ di vigilanza degli istituti mondiali, anche a livello nazionale”.

Fini plaude alla consulta. Una giornata relativamente tranquilla, invece, per la politica nostrana. La quiete viene spezzata solo nel pomeriggio dal presidente della Camera Gianfranco Fini che plaude alla sentenza della Consulta che ieri ha dichiarato incostituzionale parte della legge 40. “La sentenza della Consulta che dichiara illegittime alcune norme della legge 40 sulla fecondazione assistita rende giustizia alle donne italiane, specie in relazione alla legislazione di tanti Paesi europei”. La terza carica dello stato ha poi aggiunto: “Fermo restando che occorrerà leggere le motivazioni della Corte – aggiunge – mi sembra fin d’ora evidente che quando una legge si basa su dogmi di tipo etico-religioso, è sempre suscettibile di censure di costituzionalità, in ragione della laicità delle nostre Istituzioni”.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Il centrodestra è tutto schierato per la difesa della legge che non è stata “toccata nel suo impianto” come ricorda Cicchito. Dello stesso parere è Francesco Rutelli per il quale la legge resta comunque “positiva”. Pier Ferdinando Casini invece sottolinea: “Il Parlamento nella 14esima legislatura, con un voto ampiamente trasversale che dovrebbe essere rispettato anche dall’attuale presidente della Camera, ha legiferato laicamente su un tema eticamente sensibile. Il referendum che ne seguì, con un’astensione di circa il 75%, ha dimostrato come il popolo italiano si ritrovasse pienamente nell’operato del Parlamento”.

Spesa pubblica. La discussione sulle dichiarazioni di Fini mette un po’ in ombra l’uscita di qualche minuto più tardi dal titolare del Ministero per la Funzione Pubblica, Renato Brunetta. Durante un convegno sulle pari opportunità il ministro anti-fannulloni ha asserito di voler porre un freno anche a quelle donne che durante l’orario di lavoro escono per fare la spesa. “Il lavoro pubblico deve essere al servizio dei cittadini e non può essere un ammortizzatore sociale di genere”.
In platea era presente anche il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, che ha detto alle donne presenti che contestavano il ministro di “non cadere nelle facili provocazioni”. Il Ministro Carfagna ha poi specificato in una sua nota che non c’è “nessuna polemica con il ministro Renato Brunetta”.

Pse. Dario Franceschini afferma che il Partito Democratico non entrerà nel Partito Socialista Europeo, ma “cercherà di costruire un luogo alternativo”. Il processo, a detta dello stesso segretario del Pd, sarà lungo e richiederà pertanto del tempo. Intanto Nicola Latorre ribadisce che Franceschini non sarà candidato alle Europee.

Carmine Finelli

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