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G20, stop a paradisi fiscali, più Fmi I leader: ‘Un grande cambiamento’

aprile 2, 2009 di Redazione 

Il summit di Londra si è concluso con un accordo pieno: verrà stilata una black list degli Stati con regimi fiscali pressochè nulli, e saranno triplicate le disponibilità del Fondo – si parla di circa 750 miliardi di dollari – una parte delle quali quali andrà in una riserva specifica per i Paesi più duramente colpiti dalla crisi. I grandi sono concordi nel definire “un passo significativo per la ripresa” (Brown) la soluzione raggiunta e prevedono un nuovo vertice entro fine anno per fare il punto sui risultati. Ci racconta tutto Attilio Ievolella.

Nella foto, Obama, Berlusconi e il presidente russo Medvedev (e in primo piano, in basso a destra, il premier inglese Gordon Brown)

A fondo pagina un commento di Ievolella

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di Attilio IEVOLELLA

È toccato a Gordon Brown – come previsto -, nelle vesti di primo ministro inglese (e di annuale presidente del ‘gruppo dei 20′), presentare, in maniera ufficiale, i risultati raggiunti nel summit londinese del ‘G20′, conclusosi da poco.
Poche battute, le prime, pochi concetti, i primi, per definire i paletti fissati nella cornice dell’Excel di Londra, ovvero «stabilità finanziaria; lista dei ‘paradisi fiscali’; stimolo all’economia». Ciò rappresenta una conferma sostanziale delle previsioni della vigilia. Restano, a questo punto, da definire i dettagli dell’intera operazione e, soprattutto, l’applicabilità reale (e i relativi tempi) nei singoli Paesi, anche considerando il ruolo (e l’onere) di monitoraggio affidato alla struttura del Fondo monetario internazionale.

PER UNA NUOVA FINANZA - Regole. Con questa parola si può riassumere il concetto principale condiviso – almeno alla fine – dai membri del ‘G20′, e destinato a rinnovare il sistema economico e finanziario mondiale. Così, nuove regole dovranno essere applicate in ogni Paese, a partire dall’applicazione di un controllo – per la prima volta – sui fondi di investimento (i famigerati hedge funds) e attraverso l’operatività di un’agenzia ad hoc e del Fondo monetario internazionale, uscito idealmente rafforzato dal vertice di Londra, per arrivare a una gestione diversa, più razionale – forse – degli stipendi e dei bonus destinati ai manager.
A questo quadro, poi, va aggiunto un altro elemento importantissimo: lo stop ai ‘paradisi fiscali’. Il concetto – annunciato da Brown e ripreso da Sarkozy, spiegando che «il tempo del segreto bancario è finito» – è chiaro: definire l’elenco ufficiale – qualcheduno l’ha chiamata la black list – degli Stati con regimi fiscali praticamente nulli, e provvedere, di conseguenza, a contrastarne l’appetibilità per singoli e imprese con sanzioni ad hoc. Su questo punto – vero ostacolo, sin dalla vigilia, al raggiungimento di un’intesa tra i Paesi del ‘G20′ – sarà necessario, tuttavia, valutare le azioni concrete che verranno messe in campo, mettendo da parte le dichiarazioni di intento.

PER LA CRISI - «Ci si rivedrà entro fine anno per valutare i progressi compiuti». Ad annunciarlo è stato ancora Brown, confermando quindi l’idea di un nuovo ‘G20′ in questo 2009, probabilmente in Giappone.
Tale esigenza è legata alla necessità di valutare le risposte messe in campo contro l’attuale crisi economica, soprattutto le risposte prospettate dal vertice di Londra. A questo proposito, difatti, si è deciso di triplicare le risorse a disposizione del Fondo monetario internazionale per affrontare quella che è stata definita come la crisi peggiore dagli anni ’30. E questa azione – si parla di 750 miliardi di dollari – dovrebbe portare alla creazione di fondo ad hoc per i Paesi più duramente colpiti dalla crisi. A questo proposito, Brown ha annunciato lo stanziamento di «50 miliardi di dollari per i Paesi poveri».
Sempre ragionando in un’ottica di breve e medio termine, è ipotizzato anche il ricorso a un pacchetto da 250 miliardi di dollari per i flussi commerciali mondiali, prevedendo l’impiego di 100 miliardi di dollari per la ripresa causata dal crollo del credito.
Per sintetizzare, Brown ha parlato di accordo che «rappresenta un passo significativo per la ripresa»; il presidente francese Sarkozy ha addirittura affermato che «le conclusioni sono superiori a quanto ci aspettavamo»; Draghi, Governatore della Banca d’Italia (e rappresentante del Forum per la Stabilità Finanziaria) ha parlato di un «grande cambiamento»; per il cancelliere tedesco Merkel ci si trova di fronte a «un compromesso quasi storico». E toni positivi sono stati utilizzati anche dal presidente del Consiglio italiano, Berlusconi: «Verranno triplicate le risorse del Fondo monetario internazionale, fino a mille e cento milioni di dollari. E assai innovativa è l’idea di una lista dei ‘paradisi fiscali’».

IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE - Pare essere il Fondo Monetario Internazionale la vera novità del summit. Meglio, è una novità il ruolo che ad esso gli Stati sono pronti ad affidare, non solo nel sostenere la ripresa – tanto da ipotizzare addirittura la vendita di parte delle riserve d’oro del Fondo per avere ancora maggiore liquidità a disposizione da immettere nell’economia – ma anche nel tenere sotto osservazione il mercato globale e i singoli Paesi.
Così, dovrà essere il Fondo Monetario Internazionale a vigilare sulle economie e sui settori finanziari per evitare gli abusi perpetrati sino ad oggi, e che hanno avuto ripercussioni gravissime sì sull’ambito finanziario ma anche sull’economia reale, con conseguenze pesanti per imprese, lavoratori, famiglie. Con l’aggiunta, peraltro, dell’azione di un Consiglio per la stabilità finanziaria da costituire ex novo.

…DA DOMANI - Il compito più difficile arriva adesso, e dovrà essere affrontato degnamente da domani. Cioè far sì che il ‘nero su bianco’ ufficializzato a chiusura del vertice londinese si tramuti in azioni concrete, e non si fermi a parole, proposizioni, enormi cifre fissate solo su carta.
L’economia mondiale compirà quest’anno, cifre alla mano, un passo indietro, cosa che non accadeva dalla lontana seconda guerra mondiale, e, secondo le stime, circa dieci milioni di persone rischiano di rimanere senza lavoro. «Faremo il possibile per far crescere nuovamente l’occupazione», ha rassicurato Brown, confermando, indirettamente, come questo sia il più importante banco di prova per i Paesi membri del ‘G20′.

Attilio Ievolella

Il commento

NON DIMENTICARE LE PERSONE

di Attilio IEVOLELLA

Attenzione, riflettori e microfoni puntati sull’Excel di Londra, tra colazioni di lavoro, colloqui e foto di gruppo. Fino alla conferenza di chiusura del summit del ‘G20′.
Quel vertice, però, ha avuto ragione di esistere solo e soltanto grazie al mondo che era di fuori, impegnato a proseguire la propria vita. Forse lo si è dimenticato… Oppure lo si è ricordato unicamente per le proteste inscenate a Londra, nella city e nelle vicinanze dell’Excel. O, peggio ancora, lo si è ricordato, purtroppo, per la morte di un manifestante. Episodio, questo, su cui sarà necessario fare chiarezza e fugare ogni dubbio, non solo sulle cause della tragedia ma anche sui comportamenti reciproci di forze dell’ordine e manifestanti.
Ciò che preme, e qui ritorniamo a bomba, è tenere bene in mente che il vertice di Londra (come il futuro ‘G8′ in Italia e l’ulteriore ‘G9′, entrambi in programma quest’anno) ha senso solo se, e sottolineiamo se, esso avrà la capacità di dare risposte adeguate alle popolazioni dei singoli Paesi. Ossia, solo se esso, attraverso strumenti diversi, avrà la capacità di ridare un’opportunità a chi vede a rischio il proprio lavoro e il proprio futuro. Perché, sia chiaro, questo hanno provato a dire i manifestanti – quelli civili, ovvero la stragrande maggioranza – che si sono ritrovati a Londra.
Ben vengano, quindi, le nuove regole, un sistema finanziario rinnovato, la lotta ai ‘paradisi fiscali’. Ben venga un’economia migliore, più razionale, non più lasciata in mano ai furbi. Ma prima, da oggi – ma sarebbe stato ancor meglio da ieri -, più attenzione (concreta) per il mondo reale, per la piccola economia, per lavoratori, famiglie, giovani e piccole imprese. Altrimenti il summit di Londra sarà stato solo un appuntamento mondano…

Attilio Ievolella

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