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G20, ieri morte di un manifestante. Italia con Francia-Germania: regole al mercato

aprile 2, 2009 di Redazione 

L’”asse” europeo “contro” Usa e GB meno favorevoli all’adozione di nuove norme. In particolare Sarkozy e la Merkel spingono affinchè sia resa nota subito la black-list dei paradisi fiscali così da mettere al bando i segreti bancari. Si va verso invece un rinvio al G8. Berlusconi: “La nostra linea è la loro”. Il pezzo.

Nella foto, il presidente del Consiglio scherza con Obama e Medvedev a margine della foto ufficiale

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di Attilio IEVOLELLA

L’Excel di Londra come una roccaforte. Assediata? Molto più semplicemente, circondata idealmente da manifestanti – ‘no global’ è una definizione semplicistica e riduttiva – che contestano le strade seguite sino ad oggi nella gestione politico-economica mondiale e che chiedono scelte più coraggiose e più sensate per il presente e per il futuro.
Le tensioni accumulatesi nella giornata di ieri nella city di Londra – e probabilmente destinate a riproporsi anche oggi -, con scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine (alle quali è stato affidato il compito di blindare la capitale inglese) potrebbero avere ripercussioni anche sul vertice avviato da poco più di un’ora tra i membri del ‘G20′, e caratterizzato anch’esso da un dialogo assai difficile.
A questo contesto, peraltro, si è aggiunta nella notte la triste notizia della morte di un manifestante. Secondo quanto riportato da Scotland Yard, la morte sarebbe dovuta a un collasso, che avrebbe colpito l’uomo (sui trent’anni) nelle strette vicinanze della Banca d’Inghilterra, situata nella zona finanziaria di Londra, ieri ‘occupata’ dalle proteste espresse attraverso quattro diversi cortei e dagli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine (che hanno portato a oltre ottanta arresti).
Restano, tuttavia, ancora da chiarire i dettagli dell’episodio.

Le tensioni (dentro e fuori il vertice) – Il clima che accompagna il summit (che si è aperto questa mattina e si concluderà questo pomeriggio) è assai agitato, sia dentro sia fuori l’Excel Center (situato a est di Londra, nella zona dei Docklands).
Da un lato, difatti, Scotland Yard ha spiegato di ritenere possibili nuovi scontri con i manifestanti arrivati a Londra per contestare il ‘G20′. Quest’oggi, però, centro dell’attenzione sarà non più l’area finanziaria della capitale inglese, la city, ma l’area dell’Excel, che, come detto, ospiterà i protagonisti del summit, ovvero capi di governo e ministri dell’Economia.
Dall’altro, poi, il confronto tra i rappresentanti degli Stati che compongono il ‘G20′ pare molto complesso, assai carico di divergenze – come già evidenziatosi ieri attraverso le diverse prese di posizione – e soprattutto lontano da uno sbocco comune sulle soluzioni da adottare, non solo per superare la crisi attuale ma anche per dare una nuova organizzazione e una nuova stabilità al sistema economico-finanziario mondiale.

Le divisioni - Pare paradossale, forse, ma si potrebbe tracciare una mappa delle alleanze che frammentano il ‘G20′ di Londra. Così, ad esempio, per Berlusconi «il messaggio è: “Non abbiate paura della crisi”» e la linea da seguire è quella sposata da Francia e Germania per una regolamentazione più ferrea dei mercati, mentre, allo stesso tempo, Usa e Gran Bretagna paiono schierarsi compatte su un altro fronte, con grossa disponibilità a operare in maniera netta, con ulteriori ‘pacchetti anti crisi’, per rilanciare l’economia, e il presidente russo Medvedev auspica una riforma globale del sistema finanziario mondiale, chiedendo «nuovi accordi per determinare la vita del sistema finanziario per decenni. E questo processo dovrebbe includere anche i Paesi in via di sviluppo».
A tutto ciò, poi, va aggiunta la riflessione del presidente francese Sarkozy «la cooperazione è una necessità, non una scelta».
Il punto è proprio questo: capire quanto questa necessità sia avvertita, e se tanto da spingere a trovare un’intesa e a superare vecchi e nuovi paletti, sociali, economici e politici. E l’impressione è che ci sia molto lavoro da fare in questa ottica… anche considerando le difficoltà dei membri del ‘G20′ ad addivenire a un documento finale che comprenda strategie precise da attuare subito. Un esempio? La lotta ai cosiddetti ‘paradisi fiscali’, che non può certo essere portata avanti solo da singoli Paesi.
Evoluzioni positive? Certo sono ancora possibili, tutto però sarà più chiaro alla conferenza stampa di chiusura, fissata alle 15 e 30 ora locale (16 e 30 ora italiana).

Attilio Ievolella

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