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Diario politico. Ultime dal G20. Sì al piano casa. Nomine Rai, Franceschini: “Orrido”

aprile 1, 2009 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Gabriele Canarini. Facciamo il punto sul G20 con i primi incontri in corso in queste ore. Poi la politica interna, con il “piano edilizio” modificato dal Governo in accordo con gli Enti locali: possibilità di ampliare del 20% solo case mono e bifamiliari, esclusi condomini e centri storici. Ma oggi si è discusso anche di nomine Rai. Il Pd “denuncia” una riunione a casa di Berlusconi alla quale avrebbero partecipato anche i consiglieri di maggioranza della tivù pubblica, per decidere sui nuovi incarichi. Di certo si sa che il nuovo dg sarà probabilmente Mauro Masi, ex direttore generale della Presidenza del Consiglio. Il racconto.

Nella foto, il segretario del Pd Dario Franceschini

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di Gabriele CANARINI

La giornata odierna è ruotata intorno all’attesa per il G20 di domani, i cui primi incontri si stanno verificando proprio in queste ore. Prima ancora, però, che tutti i capi di stato presenti alla riunione abbiano potuto raggiungere la capitale inglese, la tensione è già salita ai massimi livelli. In mattinata infatti, circa 4 mila manifestanti, tra anarchici, ambientalisti e anticapitalisti, sono scesi in strada fra le vie della City londinese, e vi sono stati duri scontri con gli imponenti cordoni di polizia predisposti da Scotland Yard, in particolare nella zona della Bank of England, verso cui hanno confluito quattro diversi cortei, provenienti da altrettante stazioni ferroviarie. Questo forte clima di tensione non fa che acuire il nervosismo già serpeggiante fra i membri del G20 di domani, anche a causa delle divergenti posizioni che vi sono fra l’asse anglo-statunitense da un lato, e franco-tedesco dall’altro, in merito alle risoluzioni da intraprendere per fronteggiare la crisi economico-finanziaria. Nel loro incontro odierno, il Primo Ministro Gordon Brown e il presidente Usa Barack Obama hanno definito, di comune accorso, le linee guida cui intendono attenersi: «Agire immediatamente, concordando misure che ripuliscano il sistema bancario globale». In una conferenza stampa congiunta tenuta poco fa, il presidente francese Sarkozy e il cancelliere tedesco Merkel hanno, invece, ribadito la volontà di esigere dal G20 «risultati concreti». Angela Merkel ha infatti chiarito che «è assolutamente necessario arrivare ad una nuova architettura del sistema finanziario internazionale. Non ci accontenteremo di impegni generali». La stessa fermezza e volontà di concretezza trapela dalle parole del capo del governo francese: «Non darò il mio assenso a un meeting falso, che porti a decisioni inutili e che non affronti veramente i problemi che abbiamo»; Sarkozy ha inoltre rimarcato la richiesta di precise e efficienti azioni contro i paradisi fiscali, affinché collaborino realmente nella vigilanza.

Piano casa. All’incontro di domani parteciperà anche il premier Silvio Berlusconi, che è atterrato alle 16 di questo pomeriggio a Londra. Il primo incontro sarà con il presidente Usa Obama, col quale, ha chiarito il Cavaliere, non ci sarà alcun incontro bilaterale: «Non lo abbiamo chiesto, non ci sono argomenti nuovi su cui intrattenerci: abbiamo tutto chiaro». In mattinata il Presidente del Consiglio ha, invece, presentato l’accordo con le regioni sul piano casa, che, contrariamente a quanto era emerso dopo l’incontro fra lo stesso Berlusconi e i presidenti regionali settimana scorsa, sarà un decreto legge, e prevede la possibilità di aumentare il volume per le sole case mono e bi-familiari, ad esclusione dei condomini e dei centri storici. Il premier ha così illustrato l’intervento legislativo: «L’accordo sul piano casa riporta all’idea originaria: le famiglie potranno aumentare del 20% la volumetria di una casa. Ci sarà un massimo di 200 metri cubi per l’ampliamento, ma le regioni che vorranno potranno andare anche oltre i 200 metri cubi». Berlusconi ha poi aggiunto che «per gli edifici obsoleti c’è la possibilità dell’abbattimento e della ricostruzione seguendo le più recenti tecniche», sottolineando come quanto predisposto dal piano casa per gli ammodernamenti e ampliamenti degli edifici «avverrà con procedure assolutamente semplici per non avere ritardi». Nella sua presentazione, il Cavaliere ha poi voluto prospettare quale potrebbe essere, in linea di massima, l’effetto del nuovo decreto sulla ripresa economica: «Se un 10% dei proprietari di case approfittasse del piano casa, avremmo 60-70 miliardi di euro che entrerebbero nell’economia, provenienti quasi tutti dai depositi bancari dei cittadini. Questo porterebbe 4, 5, 6 punti di Pil nell’economia». Dunque il governo auspica che il nuovo decreto legge possa configurarsi come un volano utile a far ripartire il sistema economico fiaccato dall’attuale crisi, e che possa entrare in vigore quanto prima, in modo da far ripartire in fretta gli investimenti e il movimento economico ad essi correlato. Perciò il premier ha così chiosato la sua presentazione del piano casa: «I padroni di casa possono cominciare già da oggi a chiamare i progettisti e commissionare i lavori».

Commenti positivi al piano casa sono giunti dal presidente della Conferenza delle regioni, Vasco Errani, che ha espresso «soddisfazione», in quanto «l’accordo favorisce una ripresa dell’edilizia corretta». Proprio su questo punto si è espresso anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, lanciando un monito affinché gli interventi edilizi vengono fatti nell’ambito di un costante e attento rispetto del paesaggio e dei beni culturali: «Viviamo di nuovo una stagione non semplice: c’è una crisi economica e occupazionale che sollecita iniziative volte a favorire una ripresa comunque dell’attività produttiva e dell’occupazione. Ma in quel comunque», ha puntualizzato Napolitano, «si celano anche molte insidie non trascurabili, proprio per la salvaguardia del nostro patrimonio culturale, artistico e paesaggistico, valori che la Costituzione tutela e di cui impone il rispetto». L’assenso, infine, al piano casa è arrivato anche dal segretario del Pd Franceschini, che ha però “letto” nel decreto legge delineato oggi un sostanziale retro march rispetto alla proposta di legge di settimana scorsa, che tante reazioni polemiche aveva provocato: « La proposta, così come inizialmente era stata presentata, non c’è più. A questo punto si può lavorare ad un piano per l’edilizia che non comporti devastazioni per il territorio». Franceschini ha poi chiarito che «fin dall’inizio il Pd non ha detto di no su tutto, sappiamo che l’edilizia è fondamentale per far ripartire l’economia».

Nomine Rai e quote latte. Non sono mancati però anche oggi i terreni di scontro fra maggioranza ed opposizione, in particolare sul tema delle nuove nomine Rai e sulle quote latte. Per quanto riguarda le nomine Rai, proprio Franceschini si è dichiarato «inorridito» dal fatto che le esse possano essere «decise a casa del Presidente del Consiglio, proprietario di tre reti concorrenti, con un incontro tra esponenti politici, persone con ruoli in Rai e alla presenza del premier». Il riferimento del segretario del Pd era all’incontro tenutosi ieri in serata a Palazzo Grazioli fra Berlusconi e diversi esponenti della maggioranza, durante il quale sarebbero state definite le nuove cariche all’interno del Cda Rai. Proprio il nuovo presidente del Cda, Paolo Garimberti, ha oggi tenuto il suo discorso di insediamento, puntualizzando che «la Rai oggi è un’azienda sana, senza debiti, che opera su tutte le nuove piattaforme e gli ottimi risultati che ottiene sono il frutto del nostro lavoro».

Come anticipato, infine, la richiesta della fiducia per il maxiemendamento sostitutivo del decreto legge sugli incentivi, nel quale è incluso anche buona parte del testo approvato al Senato sulle quote latte, ha segnato una nuova rottura fra maggioranza e opposizione. Davanti alla quattordicesima richiesta di fiducia da parte del governo in circa dieci mesi di legislatura, la reazione dell’esponente del Pd Gianclaudio Bressa è stata assai dura: «La Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi su questa schifezza, e allora avrete delle sorprese amarissime. Il dialogo si è rotto definitivamente. Da ora in poi avrete davanti un’opposizione ancora più dura di quanto non possiate immaginare». Il vicepresidente della commissione Finanze alla Camera ha invece sottolineato come la richiesta di fiducia sia da imputare in particolare alla Lega: «La Lega e il governo rimborsano le multe di chi non ha rispettato la legge sforando le quote latte imposte dall’Europa, penalizzando tutti coloro che hanno onorato le regole. Per riempire il portafogli di pochi spregiudicati del Nord, sono stati dirottati 140 milioni di euro destinati allo sviluppo del Mezzogiorno».

Gabriele Canarini

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