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G20 Londra, vigilia di scontri e polemiche Sarkozy: “Senza risultati lascio il vertice”

aprile 1, 2009 di Redazione 

Comincia tra poche ore, con una prima cena di lavoro a Buckingham Palace (il momento-clou sarà domani), il vertice dei venti Paesi più industrializzati del mondo, per fare il punto e prendere provvedimenti comuni per rilanciare l’economia globale. L’attesa è segnata dalle proteste di piazza dei movimenti no-global, già protagonisti di tafferugli con le forze dell’ordine, e le perplessità generali circa la possibilità che si arrivi ad una intesa forte, considerate la varietà delle posizioni. Ci prepara a domani, il nostro Attilio Ievolella.

Nella foto, cortei di no-global attraversano Londra

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di Attilio IEVOLELLA

Londra ombelico del mondo. Almeno per quarantotto ore. Almeno per il mondo attuale, colpito da una crisi economico-finanziaria che richiama, paurosamente, quella del lontano 1929. Allo stesso tempo, Londra centro della tormenta, che si manifesta con fenomeni quali, tra gli altri, recessione e disoccupazione.
Nella capitale inglese stanno affluendo, in queste ore, i membri del cosiddetto ‘Gruppo dei 20′, ovvero i rappresentanti degli Stati che compongono il ‘G20′, nato nel 1999 per creare un coordinamento sui problemi dell’economia globale.
Quanto ha funzionato sino ad oggi il ‘G20′? Poco, anche considerando i problemi odierni (e le più disparate soluzioni proposte dai singoli Paesi). Ora, però, pare indispensabile raggiungere un’intesa che possa consentire di rinnovare l’economia, di migliorarne le forme e i contenuti, di riaccendere i motori. E di farlo, se possibile, evitando di ripetere gli stessi errori.

L’ATTESA - Il flusso dei rappresentanti dei Paesi membri del ‘G20′ verso la capitale inglese si è intensificato nelle ultime ore, anticipato da un lungo lavoro di preparazione per ‘blindare’ Londra. Anche, anzi soprattutto, tenendo presenti le (annunciate) proteste dei ‘no global’, già caratterizzate anche da scontri con le forze dell’ordine e da alcuni arresti.
Per questa sera è prevista una cena di lavoro, alle 20, nella cornice di Buckingham Palace, ma gli appuntamenti centrali del vertice saranno, in realtà, quelli di domani (apertura alle 7 e 30 e chiusura alle 15 e 30, con conferenza stampa): in quel contesto ci sarà davvero da lavorare, non solo considerando i tantissimi ‘nodi’ da sciogliere, ma anche le forti divergenze di opinione tra gli esponenti dei diversi Paesi.

I PAESI - Venti le realtà economico-istituzionali rappresentate a Londra, quelle che costituiscono, cioè, il ‘G20′, ovvero Argentina (presidente Cristina Fernandez de Kirchner), Australia (primo ministro Kevin Rudd), Brasile (presidente Luiz Inacio Lula da Silva), Canada (primo ministro Stephen Harper), Cina (presidente Hu Jintao), Francia (presidente Nicolas Sarkozy), Germania (cancelliere Angela Merkel), India (primo ministro Manmohan Singh), Indonesia (presidente Susilo Bambang Yudhoyono), Italia (presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi), Giappone (primo ministro Taro Aso), Messico (presidente Felipe Calderon), Russia (presidente Dmitri Medvedev), Arabia Saudita (re Abdallah), Sudafrica (presidente Kgalema Motlanthe), Corea del Sud (presidente Lee Myung-bak), Turchia (primo ministro Recep Tayyip Erdogan), Regno Unito (primo ministro Gordon Brown), Stati Uniti d’America (presidente Barack Obama), con l’aggiunta dell’Unione Europea, rappresentata dal presidente di turno, Mirek Topolanek, e dal presidente della Commissione, Josè Manuel Durao Barroso.
Prevista anche la partecipazione dell’Olanda (primo ministro Jan Peter Balkenende) e della Spagna (capo del governo, Josè Luis Rodriguez Zapatero), oltre che del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale, dell’Asean (per il Sudest Asiatico), dell’Unione africana, del Forum di Stabilità Finanziaria (rappresentato dal presidente Mario Draghi, Governatore della Banca d’Itali), dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione mondiale del commercio.

I TEMI – Il programma del vertice è assai corposo. Chiari (e abbastanza scontati) i fili conduttori: interventi per stimolare l’economia globale; risorse aggiuntive per il Fondo Monetario Internazionale; azioni per proteggere le fasce più povere della popolazione mondiale; provvedimenti per stabilizzare il settore finanziario (anche con una regolamentazione più ferrea per prevenire ulteriori crisi) e, di conseguenza, per stimolare il flusso del credito verso persone e aziende; impegni rafforzati per l’apertura dei mercati, rifiutando il protezionismo; riforme per le principali istituzioni finanziarie internazionali affinché esse abbiano gli strumenti e le strutture per venire incontro ai bisogni della moderna economia globale.
Agenda troppo piena? Lo si potrà dire solo valutando i risultai prodotti dal vertice. Per ora c’è, di certo, che l’obiettivo fissato nel lento avvicinamento all’appuntamento londinese è assai ambizioso: mettere insieme le più grandi economie del mondo e sostenere la ripresa dell’economia mondiale attraverso un coordinamento internazionale rafforzato rispetto al passato, anche recente.

LE PROSPETTIVE E LE PERPLESSITÀ - Con quali risposte gli esponenti dei Paesi membri del ‘G20′ ripartiranno da Londra domani sera? Per adesso è questo il principale interrogativo. Soprattutto perché le prospettive di un’azione coordinata per il rilancio dell’economia sono, almeno in queste ore, accompagnate da grosse perplessità sulla capacità di trovare una strada comune da percorrere.
Alla cena (di lavoro) di stasera, difatti, si arriva con molte posizioni divergenti, e anche con qualche polemica. Come quella creata dalle parole del presidente francese, Nicolas Sarkozy, che ha addirittura paventato la possibilità di abbandonare il vertice di Londra se «non ci saranno risultati concreti», ovvero «un comunicato finale di falso compromesso eludendo i problemi che ci attanagliano». E in questa ottica, per Sarkozy, la priorità è “maggiori regole finanziarie”.
Quanti condividono questa posizione? Alcuni, forse molti, ma non tutti… E la sensazione è che le parole del presidente francese siano solo la punta dell’iceberg. Da questo punto di vista, ad esempio, anche l’ipotesi di ulteriori ‘pacchetti anticrisi’ pare poter complicare il confronto.
A poche ore dal vertice vero e proprio, l’unico punto condiviso è il rifiuto all’idea di un ricorso al protezionismo: “Libero mercato” potrebbe essere lo slogan per anticipare il summit di Londra…

Attilio Ievolella

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