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Europee ’09. Intervista a M. Mauro, vicepres. del Parlamento europeo

marzo 31, 2009 di Redazione 

Abbiamo sentito l’esponente Ppe-Pdl al vertice delle istituzioni euro- pee. Ci ha parlato delle elezioni di giugno, di libertà religiosa e cristiana, di diritti umani. “Il 70% delle leggi recepite in Italia sono la ratifica di direttive che vengono da Bruxelles. Va trovata una soluzione al deficit di democrazia. Il prossimo giugno i nostri concittadini avranno per le mani una grande opportunità”. “Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, su libertà religiosa e diritti umani anche in Europa c’è ancora molto da fare”. Ci siamo fatti raccontare perchè. L’intervista è di Marco Fattorini.

Nella foto, il vicepresidente del Parlamento europeo Mario Mauro

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di Marco FATTORINI

Il Parlamento Europeo è di notevole importanza, dà voce e rappresentanza agli stati membri e alle loro istanze. Qual è un suo punto di forza e quale invece un punto di debolezza da migliorare in futuro?
“Di una cosa sono certo: l’Europa conta. Questo non è solo il giudizio di chi lavora all’interno delle istituzioni europee da oltre dieci anni, ma soprattutto di chi, guardando anche alle statistiche, si è reso conto di quanto ciò che l’Ue decide abbia un’incidenza molto forte all’interno dei Paesi comunitari. Forse non tutti sanno che oltre il 70% delle leggi che vengono recepite in Italia sono la ratifica di direttive che provengono da Bruxelles. Un dato che lascia sgomenti, soprattutto alla luce del fatto che soltanto il 2% dell’informazione politica parla di Europa. Qui sta la forza e insieme la debolezza di un’Istituzione che non ha ancora fatto i conti con la propria identità. Il prossimo giugno 16 milioni di europei voteranno per la prima volta i loro rappresentanti a Bruxelles. Sarà un importante momento di partecipazione che coinvolgerà l’Italia e altri 26 stati membri, quantificabili in 378 milioni di adulti abitanti il vecchio continente. Questi numeri ci richiamano al significato dello stare in Europa: batterci per trovare una soluzione al deficit di democrazia. I nostri cittadini, dunque, hanno nelle mani una grande opportunità”.
Onorevole Mauro, lei è vicepresidente del Parlamento Europeo. Ora che siamo alla fine di un ciclo e dunque alla vigilia delle nuove elezioni, può trarre un bilancio del mandato svolto fin qui? Quali i punti cardine?
“Difficile riassumere in poche battute tanto è stato il lavoro di questi ultimi anni. Come relatore per la Commissione bilancio del Parlamento europeo mi sono impegnato nei negoziati per il finanziamento delle Reti Transeuropee di Trasporto, una delle più importanti iniziative di sviluppo portate avanti dall’Unione europea nell’ultimo quinquennio. In Italia il progetto aveva trovato nel novembre scorso la resistenza della sinistra che con un emendamento alla Finanziaria rischiava di compromettere questo impegno europeo. Più in generale mi sono fatto promotore del dialogo con i maggiori leader europei per risolvere l’attuale situazione di crisi finanziaria sostenendo l’introduzione degli eurobond, la stabilizzazione finanziaria e la riduzione del rischio. Le altre numerose battaglie mi hanno visto poi impegnato in ambito internazionale. Nelle commissioni parlamentari, al fine di difendere i diritti umani nel mondo, mi sono opposto alla pena di morte in Nigeria, alle uccisioni di civili in Somalia, alla mancata tutela dei minori in Bielorussia e in molte zone di conflitto dove veniva negata la dignità della persona. Uno degli atti principali a cui ho contribuito personalmente è stata la risoluzione approvata dal Parlamento europeo nel novembre scorso in cui si condannano tutti gli atti di violenza contro le comunità cristiane nel mondo e chiede ai governi dei paesi interessati di prevedere garanzie adeguate e effettive nel campo della libertà di religione e di migliorare la sicurezza delle comunità cristiane”.
Dal 2009 lei è rappresentante della presidenza OSCE contro razzismo e xenofobia, con particolare riferimento alla discriminazione dei cristiani. Quali sono allora le situazioni concrete da monitorare e gli strumenti con cui vi muoverete?
“Finalmente la situazione non è più clandestina. Dopo la prima tavola rotonda indetta lo scorso 5 marzo a Vienna si è potuto discutere di un tema che non fa notizia: la discriminazione dei cristiani. Sono stato tra i promotori di questo incontro perché ritengo che sia una tematica ancora poco conosciuta. C’è ancora molto da fare per garantire la libertà religiosa. In particolare, sono venuti alla luce i problemi legati all’occupazione turca della parte nord di Cipro, la condizione del Patriarcato ortodosso in Turchia, le discriminazioni nei confronti di coloro che sono cristiani e vivono in repubbliche ex sovietiche dove c’è l’influenza di società orientate da governi di matrice filoislamista. In particolar modo pesano ancora i contrasti relativi alla restituzione dei beni dopo gli anni di comunismo e, in qualche modo, anche le condizioni in molti Paesi legati al meccanismo cosiddetto della registrazione, cioè il fatto di doversi dichiarare cristiani per avere uno status civile, che è un fenomeno che somiglia molto ad altre situazioni che avremmo voluto dimenticare”.
Nel dibattito sull’Europa si è sempre parlato dei valori cristiani alla base della vita e dell’evoluzione del Vecchio Continente. Tali valori e radici spesso e volentieri sono stati nascosti e insabbiati. Quanto è importante il riconoscimento dei valori cristiani alla base dell’Europa? Quale la strada da compiere in questo senso?
“È importante, per garantire una piena partecipazione alla vita pubblica, modificare in alcuni casi la legislazione, poiché l’intolleranza può essere intenzionale, quando la discriminazione è motivata da una palese ostilità nei confronti dei cristiani, oppure involontaria, cosa che si verifica quando alcune regole di governi apparentemente neutre creano una disparità di trattamento. La libertà di religione è sicuramente la cartina di tornasole per misurare tutte le altre forme di libertà esistenti e, di conseguenza, il livello democratico di un paese specifico. La mia raccomandazione – anche attraverso momenti di incontro come quelli che sono avvenuti nei mesi scorsi e che saranno organizzati in futuro dall’Osce – è di rafforzare le attività di monitoraggio relative a queste forme di discriminazione e favorire sulla base dei risultati ottenuti una vera e propria campagna nei media tesa a promuovere la comprensione e il rispetto nei confronti dei cristiani superando pregiudizi infondati e manipolazioni faziose”.
Nel suo studio e nella sua attività c’è grande attenzione al tema dei diritti umani. Può dirci a che punto siamo con la tutela dei diritti fondamentali in Europa?
“Purtroppo in materia di libertà religiosa e di difesa dei diritti umani anche in Europa, al contrario di quanto si possa pensare, c’è ancora molto lavoro da fare. La morte di Hrant Dink, le minacce contro Orhan Ant, l’episodio della sospensione dal lavoro in Inghilterra di un dipendente aeroportuale colpevole di aver esposto un’immagine di Gesù, l’incendio presso la scuola cattolica e la cappella di Notre Dame de Fatima in Francia sono solo alcuni dei casi d’intolleranza e di discriminazione nei confronti dei cristiani, sia a Est e Ovest di Vienna, senza contare le violente persecuzioni che colpiscono le comunità cristiane al di fuori dell’area Osce. Queste discriminazioni appaiono in diverse forme e, di conseguenza, ritengo ci sia bisogno di un approccio multiforme. È il contributo delle Ong che operano in questo campo e anche il contributo portato dai rappresentanti delle Chiese cristiane che si adoperano per controllare le difficoltà, affrontare l problemi e migliorare lo scambio. Tuttavia, occorre rimettere in moto pienamente l’impegno di ogni singolo Paese in materia di libertà di religione affinché si garantisca il diritto all’obiezione di coscienza, condannando tutte le forme di discriminazione contro i cristiani”.

Marco Fattorini

Commenti

6 Responses to “Europee ’09. Intervista a M. Mauro, vicepres. del Parlamento europeo”

  1. Lorenzo on aprile 16th, 2009 06.33

    Buongiorno,
    Sono un citadino Moldavo residente in Italia/FG da qualche anno!
    Li riporto alcune notize per quanto riguarda la situazione verramente molto grave in Republica Moldova, che strenamente non interviene ne ONU ne CE.
    Su questo sitto – http://jurnaltv.md/?article=2117 – puo vedere il grave statto della MOLDOVA (purtroppo in rumeno e tutto il filmato).
    Pero, so che ci sono servizzi che possono interpretare tutte le rigistrazioni.

  2. Lorenzo on aprile 16th, 2009 06.45

    Un altro documento importante..
    http://jurnaltv.md/?article=2118

  3. Lorenzo on aprile 16th, 2009 06.51

    La falsificazione dei votti di elezioni… http://jurnaltv.md/?article=2122
    Come mei la comissione della Comunita Europee che si trova in Moldavia, ceccamente sta innattiva.

    E diventata una dittatura come nei tempi di MUSSOLINI… in Italia.

    Comunque, il rumeno e molto simile al italiano.

  4. Lorenzo on aprile 16th, 2009 06.56

    Tutti arestati nei comissariati della polizzia sono brutalmente mal-tratati, alcuni adirittura abusati…
    guardate il linc alegato…

    http://garda.com.md/stiri/sos-semnale-despre-abuzuri-sexuale-asupra-fetelor-retinute-in-strada

  5. Lorenzo on aprile 16th, 2009 07.04

    La MOLDAVIA chiede ad lta voce alla Comunita Europee un grande SOS!

  6. Lorenzo on aprile 19th, 2009 15.52

    UN ALTRA VITTIMA DELLE TORTURE DEI COSI CHIAMATI “omini della legge”, agenti del presidente Voronin Vladimir.

    http://www.jurnaltv.md/?article=2143

    Un giovane che aveva 26 anni, studente alla Universita Nationale di Educazione fisica e Sport.

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