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Congresso Pdl. Intervista doppia a Formichella (ex Fi) e Polidori (An)

marzo 28, 2009 di Redazione 

A margine dei lavori, mentre sul palco si susseguono altri esponen- ti di spicco del Popolo della Li- bertà, confronto aperto tra due rappresentanti, giovani e autorevoli, delle anime - a questo punto - che vanno a comporre il nuovo partito. Intervista doppia – firmata Ginevra Baffigo – tra i due deputati per un’ultima verifica a cavallo tra vecchie e nuova identità, per capire a che punto è il processo di “fusione”, se è vero, come sostengono in molti, che questo partito sia già nato e non oggi. Sentiamo.

Nella foto, gli onorevoli Nicola Formichella e Catia Polidori

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di Ginevra BAFFIGO

Onorevoli Formichella e Polidori, adottando le parole di Gianfranco Fini, nella “nuova casa” nella quale state entrando cosa vorreste trovare di nuovo e cosa invece vorreste riconoscervi dei vostri partiti?

Polidori: “Io credo che ognuno di questi due partiti rappresenti già il nuovo e completi assolutamente tutti i valori di riferimento con i quali sono stata cresciuta; quindi Alleanza Nazionale, meritocrazia, storia, tradizione unita all’attivismo e, mi presti la parola, l’imprenditorialità di Forza Italia. Questo è tutto quello che voglio”.
Formichella: “Il grande valore di Forza Italia è quello di essere un partito “leggero”, che è stato capace, grazie al suo leader, di intercettare i bisogni della gente. Alleanza nazionale è un partito che è riuscito a stare da 50 anni vicino alla gente, fisicamente sul territorio. Quindi l’organizzazione territoriale, la tradizione di Alleanza Nazionale insieme alla dinamicità di Forza Italia credo che diano un bel risultato”.

Come classe politica emergente, di giovani deputati, di quali nuovi valori vi sentite portatori ed interpreti in un così importante passaggio?

Formichella: “Io mi sento portatore del fare, che è quello che ci insegna quotidianamente il presidente Berlusconi. Questi, da quando ha iniziato a fare politica, ha sempre cercato di fare cose concrete per il paese; ad esempio con l’emergenza rifiuti risolta in Campania. Con la definitiva apertura del termovalorizzatore di Acerra, proprio qualche giorno fa, un problema che in Campania è stato “emergenza” per 15 anni, Berlusconi lo ha risolto in 5 mesi”.
Polidori: “Idem, portatrice del fare. Io vengo dall’impresa, vengo dal mondo imprenditoriale, per cui è chiaro che mi sento interprete, così come credo tutti i giovani, della fine del clientelismo, della fine di una politica basata solo sulle conoscenze e non sulla conoscenza. Dove talvolta conta più “l’esser figlio di” piuttosto che saper fare qualcosa. Il presidente ha scelto una squadra di giovani che hanno un curriculum, che hanno un passato, che sanno fare e che erano già inseriti nella società”.

Nonostante lo scioglimento dei due partiti, i circoli giovanili continuano ad essere due entità separate e distinte. Pensate che sia solo un processo momentaneamente rimandato o che vi sia una certa preoccupazione dei giovani militanti rispetto al confluire in un gruppo unico?

Polidori: “Il nuovo fa sempre paura. Ma fa paura a tutti, non solo ai giovani. Chiaramente la giovanile ha diritto di essere lasciata libera, in quanto questa non avrebbe un senso se fosse obbligata a delle scelte. Io ritengo che i giovani da soli, quando sarà il momento, si amalgameranno e lo faranno, secondo me, anche in tempi brevi”.
Formichella: “Basta vedere quello che è successo ultimamente alla Sapienza con le elezioni universitarie, dove i giovani di Forza Italia e quelli di Alleanza Nazionale non sono riusciti a trovare un punto d’incontro. Quindi questo significa che evidentemente i giovani, che hanno molto più entusiasmo, che militano nel vero senso della parola, trovano ovviamente qualche difficoltà in più. Però arriveranno a superare questo dualismo”.

In merito al tema della leadership quali dovrebbero essere secondo voi i criteri da assumere e privilegiare nel designare la futura guida del partito?

Formichella: “La meritocrazia, chi più merita diventerà il futuro leader, ma è la vita che va così. Berlusconi è stato un leader nel mondo dell’impresa, ha deciso di fare politica ed è diventato leader nel mondo della politica. Quindi se ci sarà un’altra persona, dopo Berlusconi, in grado di prendere in mano la sua leadership sarà leader”.
Polidori: “Il leader è Berlusconi, su questo non si discute. Ritengo comunque che il leader non si scelga, leader si nasce e poi si diventa. Quindi sarà la gente a scegliere, di certo non può essere designato adesso. Sicuramente l’intelligenza del presidente Silvio Berlusconi ha fatto crescere molta gente attorno a sé e sarà lui stesso, come d’altronde ha dichiarato qualche giorno fa, a tirarsi indietro nel momento in cui avrà visto un successore degno di tale nome. Sono tante le persone che sanno lavorare e che sono in gamba, ma la leadership è qualcosa di diverso; il carisma lo si ha o meno”.

In 15 anni di coalizione nelle varie tornate elettorali prima con il Polo delle libertà, poi nella CdL ed infine con il Pdl, cosa vi piaceva dell’alleato e cosa invece vi piaceva meno?

Formichella: “Dell’alleato ci piaceva sicuramente la lealtà, l’affidabilità e il modo di condurre battaglie insieme. In effetti dal punto di vista politico con An non ci sono stati veri contrasti; probabilmente ci saranno stati a livello di amministrazioni locali o regionali, ma questo è nella dinamica delle parti. Anche all’interno di uno stesso partito ci possono essere delle divergenze. Secondo me il Pdl era già un unico partito; si chiamava con due nomi, aveva due strutture, ma ad esempio riconosceva Berlusconi come leader. Inoltre la gente che votava Alleanza Nazionale votava anche per Berlusconi, non solo per An. Berlusconi ha capito che era davvero un partito unico e ha fato il Pdl”.
Polidori: “Io ritengo che sia stato da sempre un unico partito, come diceva il mio collega, con sensibilità diverse, il fine non si è mai discusso. E’ un fidanzamento che è durato 15 anni, era giusto arrivare al matrimonio”.

C’è un dato interesante che vorrei prendere in esame con voi. Nell’ultima tornata elettorale la Lega ha ottenuto molti voti, recuperando regioni storicamente rosse a proprio vantaggio. A fronte del fatto che la maggior parte dei partiti di destra sono confluiti nel Pdl, facendo una previsione per il futuro, con le dovute cautele, ritenete possibile che la Lega entri nelle file del Pdl o pensate piuttosto che questa, forte di un così vasto consenso, un domani possa rivelarsi antagonista?

Polidori: “E’ una domanda difficile, anche perché stiamo parlando di previsioni. La Lega, come ha detto il presidente Berlusconi, dopo un primo momento di aggiustamento si è dimostrata un alleato leale. Sicuramente io non prevedo che questa ruberà ancora molto al Pdl. Ritengo che ci debba essere lealtà, che ci debba essere una sana e giusta collaborazione interna, perché i valori che questa sta portando avanti sono fondamentalmente quelli con i quali sono cresciuta nella militanza in Alleanza Nazionale, né più né meno. E’ un partito storico, ma non credo che entrerà; è una previsione a naso, ma piuttosto vedo nella Lega un’alleata con la quale fare insieme un importante percorso”.
Formichella: “Anch’io non credo che entrerà nel Pdl. Per un motivo se vuole semplice e banale; i leghisti hanno una forma di appartenenza al partito molto forte, palesata ad esempio dalla cravatta verde o dal fazzoletto. Sarebbe molto più complicato mettere da parte, intendo anche simbolicamente, la loro cravatta per entrare nel Pdl. Dal punto di vista sostanziale, al di là dei giusti interessi che ogni partito esprime in parlamento, come diceva prima l’on. Polidori, io vedo che il rapporto, anche personale, tra i parlamentari del Pdl e quelli della Lega è molto positivo; non c’è concorrenza, ma collaborazione. Quindi penso che la Lega faccia comunque parte di un grande progetto, che gli italiani alle scorse elezioni hanno capito benissimo”.

Da domani sarete non solo alleati ma formalmente uniti sotto l’effigie dello stesso partito. Vorrebbe augurare qualcosa all’on. Polidori?

Formichella: “Vorrei augurare all’on. Polidori un buon lavoro all’interno del Parlamento; un lavoro ordinato che ci permetta di fare i parlamentari nel vero senso della parola, in modo tale da esprimere al meglio il motivo per cui siamo stati eletti”.

E lei all’on. Formichella?

Polidori: “Non vorrei far del buonismo, ma siccome il buon lavoro è dato anche dalla collaborazione, dalla stima, dall’amicizia che si viene a creare sul luogo del lavoro, io auguro all’on. Formichella, di trovare, come io ho trovato in lui, un valido sostegno, una valida amicizia, la semplicità di fare le cose insieme e soprattutto gli auguro, e lo auguro anche a me stessa, di avere davanti a sè almeno 10 anni, non voglio dire tanto di più, ma 10 anni di lavoro insieme”.

Ginevra Baffigo

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