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Al via il congresso fondativo del Popolo della Libertà. La diretta

marzo 27, 2009 di Redazione 

Racconto in tempo reale della gior- nata d’apertura della kermesse che segna la nascita del maggiore partito italiano. Dalla nuova Fiera di Roma, gli inviati Marco Fattorini e Lorenzo Castellani.

Nella foto,

il leader Pdl Silvio Berlusconi

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La diretta

20.15) – Si chiude qui la diretta de il Politico.it. L’appuntamento è ai prossimi aggiornamenti del giornale, in serata. Grazie per averci seguito.

20.02) – Berlusconi conclude il suo discorso: “Vogliamo aprire la prima pagina di una nuova stagione”. Il premier invita sul palco Denis Verdini, La Russa e gli altri leader dei movimenti/partiti che si sciolgono nel Pdl.

20.00) – Berlusconi: “Siamo l’unico governo posssibile oggi in Italia”. Parole di elogio per un’Europa “cristiana”.

19.57) – Berlusconi e la politica estera: “L’italia oggi è rispettata nel mondo, presiederà il G8 e per me sarà la terza volta. E, a proposito, ringrazio gli italiani per avermi confermato il consenso”.
Gli aiuti internazionali “devono essere coordinati e veramente efficaci”.
Infine “siamo grati ai nostri militari nel mondo”: standing ovation della platea che si alza in piedi.

19.50) – Berlusconi: “Dobbiamo correggere le imperfezioni della società democratica senza ideologie. Noi liberali crediamo nel mercato sociale”.

19.49) - Berlusconi: “Per noi l’occidente è uno e uno solo. Siamo convinti di riuscire a superare questa grave crisi economica insieme agli Stati Uniti, come nel secondo Dopoguerra”.

19.38) – Berlusconi parla del suo Governo: “Abbiamo ottenuto grandi risultati in poco tempo”.
La Campania e il termovalorizzatore ad Acerra, “Si smaltiscono i rifiuti e si produce energia”.
Le misure prese contro la crisi: “Abbiamo messo in sicurezza i conti pubblici”, presente in sala e piu volte inquadrato Giulio Tremonti.
Riforme come quella della pubblica amministrazione, giustizia civile, scuola e istruzione.
“Dobbiamo essere fieri di poter contare su persone competenti, la squadra di governo costituisce una rassicurazione per gli italiani”. E infine: “Dobbiamo testimoniare la verità dei fatti contro il catastrofismo della sinistra. Sostenete il governo e date forza agli italiani”, dice rivolgendosi ai delegati presenti.

19.34) - Berlusconi: “Siamo stati i precursori del nucleare. Dobbiamo colmare il divario nelle infrastrutture ostacolate da un malsano ambientalismo. L’evasione fiscale vale 100 miliardi l’anno. Disastro della giustizia, lentezza e squilibrio dei poteri nei processi”.

19.27) – Berlusconi saluta Benedetto XVI, che, dice, “dopo le elezioni parlò di un clima nuovo e della possibilità di dare avvio ad una nuova stagione di crescita economica ma anche morale. E’ quello che stiamo cercando di fare”.

19.26) – Berlusconi: “Ma una sinistra riformista sarebbe importante anche in Italia. Noi aspettiamo che loro diventino socialdemocratici. Lo facciamo perchè non c’è Governo al mondo a cui non faccia bene una mancanza di opposizione”.

19.25) – Berlusconi parla con una certa foga del cambio di egemonia culturale: “La parola “moderato”, centrodestra, è una parola che si è rivalutata ed è destinata a valere sempre di più nel tempo. La sinistra si è logorata. Ha cacciato via uno dopo gli altri i suoi leader. Così la sinistra sta uscendo di scena e non ha più un volto. Tanto che questa parola, “sinistra”, non piace neanche più a sinistra”.

19.24) – Berlusconi: “Signori della sinistra, gli italiani vedono che mentre noi andiamo avanti, voi continuate ad essere rivolti all’indietro, non trovate di meglio che tornare ad insultarci. Ed è per questo che proseguite di sconfitta in sconfitta”.

19.23) – Berlusconi: “Franceschini ha rinnegato la linea di Veltroni per tentare di salvare il salvabile”.

19.22) – Berlusconi: “Il discorso del Lingotto di Veltroni non ci lasciò indifferenti. L’idea di fondare un partito Democratico. Lo dicemmo anche in Parlamento. Ma è bastato un attimo perchè il Partito democratico – che ancora, ricordiamocelo, democratico non è – tornasse al passato e agli antichi rituali di sempre, con la sua alleanza con la Cgil”.

19.16) – Berlusconi, lungo attacco alla sinistra. Ritorna il tormentone comunista: “Il Pci si trasformò in Pds ma senza cambiare. Non si diventa democratici soltanto sostituendo la parola “Comunisti” con “Democratici”. “La sinistra ha fallito nel ’94 e in questi 15 anni non è mai mutata”.

19.14)  – Berlusconi: “Nel ’94 la fondazione di Forza Italia si richiama al concetto di popolo e patria, per gli italiani che non si riconoscevano nell’egemonia della sinistra”.

19,12) – Proseguono i ringraziamenti. Berlusconi ringrazia Stefania Craxi “figlia e degna erede di un mio grande amico” (standing ovation per Craxi); “Bettino fu il primo presidente del Consiglio a riconoscere la destra, superando l’accordo esclusivo tra Democrazia Cristiana e Partito comunista”.

19.09) – Tributo di Berlusconi e del congresso a Pinuccio Tatarella che ha dato un grande contributo al cammino del Pdl. Commozione e applausi del salone.
Berlusconi rievoca le date del cammino politico dalla sua discesa in campo nel 1994, poi il ’95 con la svolta di Fiuggi e la rifondazione della destra.
“Non fu uno sdoganamento della destra, Fini credette in idee che sanno reggersi da sole”.
Tanti ringraziamenti di Berlusconi a Fini, la platea si alza in piedi, applaude e inneggia “Fini! Fini!”.
Ringrazia poi tutti i partiti che hanno contribuito a fondare il Pdl: Dc per le autonomie, Nuovo Psi, Partito Repubblicano, Popolari liberali, Azione sociale, i Liberali, Movimento italiani nel mondo, Riformatori liberali…”.

19.03) – Berlusconi: “(Il Pdl è) un unico partito che definisce l’identita del nostro popolo. Garanzia e baluardo di libertà. Il Pdl colma una lacuna storica perchè crea una vera formazione liberale mai avuta in Italia per questioni storiche. Capace di una rivoluzione borghese popolare liberale interclassista”.

18.57) – Berlusconi: “Ci riconosciamo nella tradizione cristiana, nel diritto alla vita e all’educazione, nell’amore per la Patria”. Il premier parla a braccio ma in maniera controllata.

18.55) - Berlusconi: Libertà “perchè non ci è mai data per sempre, va difesa ogni giorno anche con i sacrifici. Anche nel tempo di pace la liberta va costruita come la religione, la nostra religione laica”.
Parafrasi di Calamandrei: “La liberta è come l’aria, ci si accorge della sua importanza quando viene a mancare”.
Critica la sinistra che considera lo Stato come un moloch con i cittadini al suo servizio; per la sinistra “lo Stato è fonte dei diritti”. E invece “la libertà è un diritto che viene prima dello Stato e che semmai dà fondamento allo Stato, che non dev’essere un tiranno arbitrario”.

18.50) – Berlusconi: “Popolo perché il primo articolo della Costituzione – che è anche nostra e non solo della sinistra, che la cambia male, quando lo fa – dice che “La sovranità è del popolo”. Nel 1787 Benjamin Franklin e gli altri padri scrissero una dichiarazione affermando di essere ”Noi, popolo degli Stati Uniti”. “De Gasperi guidò un partito di popolo e in Europa il nostro riferimento è il Partito popolare europeo”.

18.47) – Berlusconi: “Abbiamo deciso di chiamarci Popolo della Libertà dopo aver chiesto alla gente, ai simpatizzanti se volessimo essere Partito o Popolo della libertà. Furono milioni gli italiani a partecipare a tale libera scelta. Dovevamo essere un popolo, prima ancora di un partito, dovevamo essere il Popolo della Libertà”.

18.46) – Berlusconi: “Le ultime elezioni sono state un passo importante verso la modernità politica. Grazie ad una legge elettorale voluta da noi e giustamente avversata dalla sinistra, che vedeva in questa legge un pericolo. La maggioranza degli italiani ha votato per noi e per il Pd. E’ stato un capolavoro degli italiani e nostro di cui dobbiamo andare fieri”.

18.45) – Berlusconi: “Abbiamo aperto la stagione del bipolarismo, in prospettiva speriamo il bipartitismo, per garantire la governabilità. Nella storia della Repubblica si sono susseguiti 57 governi diversi. E si è prodotto il terzo debito pubblico al mondo, senza che siamo la terza economia. In Europa invece c’è stata vera stabilità. E questo ha permesso loro di avere un debito pubblico che è circa la metà del nostro”.

18.42) – Berlusconi: “Siamo il partito degli italiani che amano la libertà e che vogliono restare liberi”.

18.41) – Berlusconi: “i sondaggi, quelli veri, ci danno al 42.3%. Inutile nascondere che vogliamo puntare al 51 per cento. Sono sicuro che ci arriveremo”.

18.40) – Berlusconi: “Voglio tornare al 2 dicembre 2006. Quando contro il governo della sinistra, delle tasse, ci ritrovammo in piazza. Mi vennero in mente queste parole: “Chi crede nella libertà non è mai solo”. Le ripeto qui per celebrare l’avverarsi di un grande sogno: la nascita ufficiale del Popolo della Libertà. Un movimento che già esiste, è già forte, è già vincente. Perchè è nato nella mente e nel cuore degli italiani, che l’hanno voluto e poi votato. Un partito forte, il più grande. Ha già vinto le politiche, in Sicilia, in Abruzzo e in Sardegna”.

18.39) – Berlusconi sottolinea l’unità della coalizione e la leale alleanza con Fini e Bossi.

18.36) – E’ l’ora di Berlusconi. Comincia il suo discorso.

18.34) – Giunge al congresso il saluto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Ringrazio per il messaggio che mi avete inviato in cui si fa riferimento al mio ruolo di garante dei valori e dei principi sanciti dalla Carta Costituzionale. Sono sicuro di una leale collaborazione tra istituzioni nel superiore interesse della nazione”, è la sintesi.

18.33) – La nona sinfonia di Beethoven accompagna la discesa dal palco di Martens. In precedenza era risuonato l’inno-tormentone dell’ultima campagna elettorale “Meno male che Silvio c’è”

18.29) – La sala è stracolma, un colpo d’occhio notevole che conferma anche il talento visivo e la capacità di comunicazione del centrodestra e del suo leader in particolare, che ha voluto scegliere personalmente la scenografia e controllare un’ultima volta a ridosso dell’inizio dei lavori, subito dopo la fine del Consiglio dei Ministri.

18.28) - Il presidente Ppe spende parole di elogio per “i due leader del Pdl”, Berlusconi e Fini, citando anche l’importante eredità di De Gasperi alla base dei Popolari europei.

18.17) – Martens: ”Dignità della persona. Libertà e responsabilità. Uguaglianza. Solidarietà. Sussidiarietà. Sono i valori del Ppe in cui voi vi riconoscete”, dice alla platea.

18.16) - Prende la parola il presidente del Partito popolare europeo Wilfried Martens.

18.13) – Il congresso applaude il leader della Lega Umberto Bossi, presente in platea. “E’ il nostro alleato più importante”.

18,13) - Tra pochi minuti salirà sul palco Silvio Berlusconi per il discorso di apertura del congresso fondativo del Pdl.

18,12) – I quattro giovani sul palco che si stanno susseguendo nel parlare hanno criticato i loro coetanei di sinistra e una mentalità chiusa dilagante nella scuola e nella società.

18.10) – I giovani sul palco descrivono la loro esperienza nel centrodestra e parlano delle loro speranze per il futuro, affidate al nuovo partito del leader Berlusconi per il quale stanno spendendo molte parole di apprezzamento e ringraziamento. Si parla di futuro, meritocrazia e speranza in un cambiamento positivo.

17.52) – È appena arrivato al congresso Silvio Berlusconi e anche i presidenti delle Camere. Nel frattempo parlano quattro giovani leve del nuovo partito

17.50) – Alemanno ha parlato del cammino fatto dal centrodestra a Roma e di come la Capitale fosse roccaforte della sinistra e ora non piu. “Roma può diventare un’altra citta, con nuovi stanziamenti e progetti per arrivare al livello delle altre capitali europee.

17.34) – Alemanno: “Il congresso di fondazione del più grande partito della storia italiana”.

17.30) – Dopo l’inno di Mameli, sale sul palco Alemanno. “Vi porto il saluto come sin-da-co di Roma”, scandisce.

17.20) – Apre il congresso la più giovane deputata del Pdl – che è anche la più giovane parlamentare della legislatura – l’on. Calabria, descrivendo il cammino collettivo verso il nuovo partito: parla di valori come la libertà e legge la lettera del congresso al presidente Napolitano.

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