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Diario politico. Testamento biologico non vincolante. Fini all’attacco di Berlusconi

marzo 26, 2009 di Redazione 

La nota politica de il Politico.it. La firma è di Gabriele Canarini. Altra giornata di fuoco per la politica italiana. Tregua sul fronte piano-casa, al centro del dibattito parlamentare è stata la dichiarazione anticipata di trattamento. Passa l’emendamento-Udc che la rende solo indicativa. Proteste dall’opposizio- ne: “Non conterà più nulla”. Nel pomeriggio, invece, torna ad infiammarsi il duello istituzionale tra Fini e Berlusconi. Il premier: “Parlamentari inconsapevoli”. “Rispetti il parlamento”, gli risponde il presidente della Camera. Il Cavaliere: “Cado dalle nuvole”. Le proposte del Ministro Matteoli per la sicurezza sulle strade. Riviviamo la giornata, nel racconto.           

Nella foto, il presidente della Camera Gianfranco Fini

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di GABRIELE CANARINI

Giornata convulsa e vivace in Parlamento. Via libera del Senato al disegno di legge sul testamento biologico. Renato Schifani ha espresso soddisfazione per il risultato: «Non posso non sottolineare come tutti noi in questi mesi abbiamo adempiuto ad un obbligo: quello di contribuire a dotare il Paese di una disciplina in una materia che la richiedeva con forza da tempo, e che ci vedeva tra i pochi che ancora ne erano privi». Il vicepresidente dei senatori Pdl Gaetano Quagliarello ha invece voluto riaffermare il principio-base che ha ispirato la formulazione della legge: «E’ una legge elaborata guidati dal senso assoluto della difesa del diritto alla vita». A Quagliarello ha fatto eco Maurizio Gasparri che, dopo aver dedicato ad Eluana Englaro l’approvazione del ddl, ha chiarito: «Il Senato ha scelto per la vita, contro il partito della morte e dell’eutanasia. Noi abbiamo seguito la nostra coscienza. Compatti e coesi. Questa legge è un elemento identitario del Pdl che nasce. E’ stato un buon giorno per il Senato e per la Repubblica».
Ma la partita decisiva su come definire il profilo etico del ddl si era già giocata in mattinata, quando si è nuovamente votato sugli emendamenti proposti dagli schieramenti. Questa volta, diversamente da ieri, a scatenare le polemiche non è stata la bocciatura di una proposta, bensì la sua approvazione; si tratta di una modifica, presentata dall’Udc, all’articolo 4 del ddl, grazie alla quale cade il carattere vincolante per il medico della dichiarazione anticipata di trattamento (dat). In questo modo cade uno dei princìpi-cardine su cui l’opposizione ha tanto insistito in questi giorni di discussione parlamentare, ovvero sia la possibilità, per il testamentario, di decidere della propria sorte futura in maniera conscia e precisa. La senatrice del Pd Anna Finocchiaro: «Con questo emendamento mi chiedo di cosa stiamo discutendo, visto che le dichiarazioni anticipate di trattamento non conteranno assolutamente nulla. C’è un limite oltre il quale la finzione non si regge più».
Ulteriori proteste sono state portate avanti anche dai senatori dell’Italia dei Valori, che hanno mostrato cartelli con scritto «Testamento ideologico» e «Testamento bio-illogico», e hanno ribadito l’intenzione di voler ricorrere allo strumento del referendum per dirimere una questione di così delicato carattere etico. Ai risenti commenti dell’opposizione ha risposto lo stesso relatore della legge Raffaele Calabrò che ha spiegato che la modifica dell’articolo 4 è stata introdotta al fine di «tener conto delle valutazioni del medico», nel caso in cui vi siano progressi della medicina che consentano di andare oltre la volontà del testamentario.

L’invito all’Udc. Dunque il dato politico emerso da questa giornata parlamentare è una sostanziale, e assai preventivabile, divergenza di vedute sui temi etici all’interno della stessa opposizione, fra Udc da una parte, e Pd ed Idv dall’altra. E proprio nel solco di questa controversia etico-politica ha affondato il colpo oggi il premier Berlusconi, in diretta telefonica con il programma di Canale 5 Panorama del giorno. Il Cavaliere ha infatti ricordato che alla base della rottura politica fra Fi e Udc c’è stata la scelta di Casini, che «ha preferito non fare il secondo a Roma e fare il primo in un piccolo villaggio», ma questo non cancella il fatto che, secondo Berlusconi, «gli elettori dell’Udc non si riconoscono nella sinistra, sono sempre stati nel centrodestra. Per loro le porte sono spalancate». In questo modo il premier ha aperto gli orizzonti ad una nuova grande coalizione, non senza ribadire che i rapporti con la Lega «sono ottimi e resteranno tali, penso che al di là della normale e sana competizione elettorale che c’è sempre stata e sempre deve esserci, va ricordata una cosa: insieme noi vinciamo». Oltre a ciò ha confermato che il progetto sul piano casa va avanti e, pur ammettendo che «si sta discutendo sullo strumento da usare, se un decreto legge o un ddl, e noi naturalmente preferiamo un decreto perché è più veloce», ha tenuto a chiarire che «stiamo lavorando con le Regioni, perché siano loro a tradurre l’intuizione in una legge regionale».

Fini vs Berlusconi. Ma le parole di Berlusconi oggi hanno suscitato aspre polemiche. Non tanto quelle di cui si è appena riferito, rilasciate nell’intervista mattutina a Canale 5, quanto quelle pronunciate nell’ambito dell’inaugurazione del nuovo termovalorizzatore di Acerra. A margine della presentazione il Presidente del consiglio è infatti tornato a parlare del ruolo dei parlamentari, sottolineando come sia necessaria una riforma delle norme di Camera e Senato, non senza una certa ironia: «Ci sono troppe procedure, bisogna ammodernare lo Stato, per questo siamo indietro su tutto, anche in Parlamento. Adesso sei lì con due dita ad approvare tutto il giorno emendamenti di cui non si conosce nulla».
Quest’ironia non è certo passata inosservata, e ha scatenato la dura replica del Presidente della Camera Fini, neo-alleato di partito dello stesso Berlusconi: «La democrazia parlamentare ha procedure e regole precise che devono essere rispettate da tutti, in primis dal capo del governo. Si possono certo cambiare, ma non irridere».
Questo botta e risposta a distanza fra i due leaders che fra pochi giorni si trovano fianco a fianco a celebrare la nascita del nuovo Pdl, evidenzia ancora una volta una distanza di fondo fra la visione politica del premier e quella di Fini, che già nel discorso di chiusura del congresso di An aveva ribadito come il futuro Pdl dovrà agire nel totale rispetto e tutela delle prerogative e dell’autonomia del Paralamento. Quelle parole non potevano non suonare come un piccato accenno agli scontri dialettici che, proprio su questo tema, sono già avvenuti ripetutamente fra Fini e Berlusconi in questo primo anno di legislatura. Oggi se ne è registrato l’ennesimo.
E non è mancata nemmeno una reazione da parte del Pd, attraverso le parole della senatrice Finocchiaro: «Capisco che per Berlusconi il Parlamento sia scomodo, un vero impaccio. Però ogni singolo eletto, come recita la Costituzione, rappresenta la nazione. L’idea di sopprimere il Parlamento con una riformina regolamentare, delegando a pochi eletti la funzione legislativa, esprime in modo plateale l’assenza di cultura costituzionale dell’onorevole Berlusconi, il suo incontenibile fastidio per le regole della democrazia».

Sicurezza sulle strade. In mattinata, poi, è stata presentata dal ministro dei Trasporti Matteoli una proposta per un nuovo decreto legge, che introdurrà nuove norme per il codice della strada, come il foglio rosa già a 17 anni o la scatola nera per le macchine, al divieto assoluto di bere alcolici per chi fa l’autista di professione o guida i mezzi pubblici. Saranno inoltre inasprite le sanzioni per coloro che supereranno i limiti di velocità, aumenti da 370 a 500 euro delle sanzioni minime, e da 1458 a 2000 per le sanzioni massime. Oltre a ciò, i mesi di carcere per chi guida con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro o sotto effetto di droga, salirà da tre a sei mesi. Tutte queste misure sono state presentate dal ministro Matteoli come un deterrente imprescindibile e da applicare con la massima urgenza per bloccare la «piaga sociale» degli incidenti stradali. Ma ci permettiamo una domanda: siamo sicuri che non sia invece più funzionale ed efficace applicare semplicemente le leggi già vigenti, attuando dei controlli più frequenti e inflessibili, soprattutto nelle aree del Mezzogiorno?

Gabriele Canarini

Commenti

One Response to “Diario politico. Testamento biologico non vincolante. Fini all’attacco di Berlusconi”

  1. gianfalco on marzo 27th, 2009 09.22

    Viene così introdotto un concetto innovativo: l’alimentazione e idratazione forzista.

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