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Diario politico. Salta il decreto sulla casa. Idratazione, non potrà essere sospesa

marzo 25, 2009 di Redazione 

Racconto quotidiano della politica italiana: ogni sera, dopo le 20, il Politico.it ricostruisce la giornata. Piano-casa, “no” dei presidenti di Regione al provvedimento d’urgenza, il premier apre al confronto. Si discute su quali poteri dovranno avere gli enti locali. In mattinata voto al Senato sul testamento biologico, bocciato l’emendamento del Pd che chiedeva di consentire di sospendere idratazione e nutrizione. Fini parla alla stampa estera all’anti-vigilia del congresso. La firma, stasera, è di Gabriele Canarini, che comincia così la sua avventura con noi.

Nella foto, il presidente del Consiglio

di Gabriele CANARINI

Anche quest’oggi ha tenuto banco la discussione sul piano-casa. La partita si è giocata fra il premier Berlusconi e i presidenti di Regione, riuniti a Palazzo Chigi per discutere del nuovo piano edilizio previsto dal Governo. I governatori hanno prima di tutto posto il veto all’ipotesi di un decreto, spingendo per una discussione più aperta e approfondita fra Stato e regioni. Ed è stato Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia e leader dell’Mpa, a chiarire questo punto: «Venerdì nessun decreto legge sarà adottato. La bozza di confronto iniziale viene ritirata. Le proposte si costruiscono insieme perché la materia è concorrente». Davanti alla compattezza mostrata dal fronte dei presidenti regionali, Berlusconi ha dovuto concedere: «Non è detto che lo strumento del decreto sia il più opportuno, ma i presupposti di urgenza sul piano casa restano».

Ben più rilevante e centrale il tema di quale potere decisionale spetterebbe agli enti locali, sul quale Berlusconi si confronta anche con la Lega. Così il presidente della Toscana Claudio Martini prima di andare al tavolo con il Governo: «Se ci sarà un terreno utile noi offriremo un’assoluta disponibilità a procedere per la semplificazione amministrativa. Quello che chiediamo è che non ci siano prevaricazioni di competenze».
Questo è un punto molto caro ai leghisti, che proprio in materia di autonomia locale hanno ottenuto un importante successo proprio in questi giorni grazie al via libera della Camera al ddl sul federalismo fiscale, e che hanno da subito sottolineato come il piano-casa possa funzionare solo se attuato nel rispetto e nel riconoscimento delle autorità locali.
Proprio nelle pieghe di questo confronto fra la volontà del premier di stringere i tempi da una parte, e le cautele leghiste dall’altra, si è inserito il segretario del Pd Franceschini: «La Lega incassa la bandiera del federalismo, ma poi si contraddice nei comportamenti quotidiani con il decreto-cementificazione che sottrae tutti i poteri a regioni e comuni». E, realisticamente, è proprio su questo terreno che si giocherà la partita sul piano-casa nei prossimi giorni: la libertà d’azione che il Presidente del Consiglio riuscirà ad avere nel portare a termine il suo progetto, e le concomitanti pressioni in termini di salvaguardia dell’autonomia locale che porteranno avanti i suoi alleati di coalizione.

Testamento biologico - Stamattina al centro dell’agenda politica c’era invece la discussione sul testamento biologico. Il ddl, che sarà approvato giovedì in prima lettura al Senato, ha vissuto oggi una giornata cruciale, poiché sono stati definitivamente bocciati gli emendamenti proposti dal Pd, in particolare quello presentato dalla senatrice Anna Finocchiaro.
Nell’emendamento, riferito al comma 6 dell’articolo 3, si proponeva di lasciare la possibilità, a chi rediga un testamento biologico, di chiedere l’eventuale sospensione di idratazione e nutrizione: «Nell’ambito del principio di autodeterminazione, nel rispetto dell’articolo 32, secondo comma, della Costituzione, è ammessa l’eccezionalità del caso in cui la sospensione di idratazione e nutrizione sia espressamente oggetto della Dichiarazione anticipata di trattamento».
Con la bocciatura di questo emendamento, come ha sottolineto con soddisfazione il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, «non sarà più possibile un caso Englaro», che ha fatto, per così dire, da “rumore di fondo” a tutto l’iter parlamentare di questa legge.
Diverse le reazioni all’interno della stessa opposizione, come spesso accade su temi etici che “attraversano” trasversalmente gli schieramenti politici.
Mentre l’Italia dei Valori parla di un confronto mancato, «volevamo il dialogo senza pregiudiziali, ma non è stato possibile e la responsabilità è tutta del governo e della sua maggioranza che hanno chiuso l’uscio a qualsiasi tentativo di sintesi» (Belisario, presidente dei senatori Idv), per l’Udc, invece, la maggioranza in questo passaggio parlamentare ha dato prova di maturità: «Questo testimonia la libertà del Parlamento, a dispetto di chi lo ritiene soggiogato, e il senso di responsabilità con cui si sta affrontando un tema così delicato».
Chi, infine, ha espresso rammarico e amarezza per il risultato maturato in Senato oggi, è la senatrice del Pd Anna Finocchiaro, che così spiega le ragioni che hanno spinto la maggioranza a votare compattamente contro l’emendamento da lei proposto: «Il Pdl attraversa una contingenza politica particolare. Si sono irrigiditi, in modo per certi versi irragionevole, per altri versi ingeneroso, per altri ancora incostituzionale».

Fini e il Pdl - Proprio di questa contingenza politica particolare ha parlato oggi Gianfranco Fini in un’intervista con la stampa estera, elogiando dapprima le qualità di leader di Berlusconi e ribadendo poi le linee guida che dovranno ispirare il nascituro Pdl per gli anni a venire: «Il Pdl in una fase post ideologica deve essere uno strumento democratico per intercettare il consenso e per governare o fare l’opposizione. E il grande compito del Pdl, anche in ragione del grande consenso popolare di cui dispone, è quello di costruire l’Italia del futuro. Uscendo dalla logica del quotidiano, del giorno per giorno, e andando verso una fase più strategica».
E proprio sulle strategie future, in particolare riguardo alle questioni etiche (come lo stesso testamento biologico), oppure agli equilibri politici con l’irrinunciabile e non facilmente gestibile alleato leghista (come sta avvenendo per il piano-casa), si giocherà la vera sfida che attende il nuovo grande partito di governo. E sarà proprio questo il banco di prova attraverso il quale potrà essere valutata con precisione, e a fondo, l’effettiva compattezza e solidità strutturale del Pdl.

Gabriele Canarini

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