Top

Diario politico. Racconto quotidiano dei fatti del giorno su il Politico.it. 1° puntata PAOLO GARIMBERTI PRESIDENTE RAI

marzo 23, 2009 di Redazione 

A partire da stasera, il giornale della politica italiana offre ai propri lettori uno strumento in più per seguirla. Giorno dopo giorno, all’ora dei telegiornali della sera il Politico.it vi racconta la giornata. Un racconto che andrà perfezionandosi e arricchendosi sempre di più. Seguiteci. Ecco la prima puntata. Ultimora: c’è l’accordo sulla firma di “Repubblica”.

Nella foto, Paolo Garimberti durante la sua conduzione mattutina di Repubblica Tv: è il (futuro) nuovo presidente della Rai

-

ULTIMORA - C’è l’accordo per la presidenza della Rai. Il segretario del Pd, Dario Franceschini, già giorni fa aveva fatto a Gianni Letta il nome di Paolo Garimberti, firma di “Repubblica” della quale è stato vicedirettore e per cui oggi conduce, tra l’altro, il programma del mattino di Repubblica Tv. Berlusconi aveva da subito espresso apprezzamento per il nome di Garimberti considerato anche da Fini ”garanzia di professionalità ed equilibrio”. Dopo un giro di consultazione con gli altri leader della maggioranza è arrivato, poco fa, il placet definitivo. Mercoledì l’assemblea dei soci Rai ufficializzerà la nomina.

66 anni, ligure di Levanto, Garimberti ha lavorato alla ”Stampa” prima di approdare nel 1988 a “Repubblica”. Già direttore del “Venerdì”, sul quale da dieci anni – dai tempi della direzione – cura una rubrica, è esperto di esteri e politica internazionale ed ha avuto anche una breve parentesi - due anni – proprio alla Rai, come direttore del Tg2.

-

di Lorenzo CASTELLANI

Roma, lunedì 23 marzo 2009

Grande fermento in casa Pdl. Sciolta ieri Alleanza Nazionale, pronta a confluire nel grande partito voluto da Fini e Berlusconi. Il Presidente della Camera è l’uomo del momento. Apprezzato da chi all’interno del partito non stravede per Berlusconi, la sua intelligenza è molto stimata anche dagli avversari. Fini sembra poter realizzare l’utopia di una destra nuova, di stampo gollista che supera i vecchi fantasmi simbolici e di vicinanza al fascismo senza dimenticare le proprie radici ideologiche e culturali. Si pone come futuro leader del “partito degli italiani”. Più trasversale del Cavaliere, laico, tollerante con gli immigrati, rispettoso della centralità del Parlamento. Gianfranco Fini è apparso emozionato ma voglioso di cambiare pagina. Pone il “no al pensiero unico” e Berlusconi ammonisce: “Come la DC ma no alle correnti”.

Il coordinatore Verdini afferma che “il nuovo partito ha una base del 42%”. Ora c’è solo da attendere il congresso non solo per l’ennesimo tripudio di entusiasmo e retorica, ma anche per definire in via definitiva posizioni, equilibri ed assestamenti interni.

Nuove idee del ministro Gelmini per la scuola. Tetto del 30% per gli stranieri in ciascuna classe. Puntare sulla lingua italiana e l’apprendimento dei principi fondamentali della Carta Costituzionale per gli immigrati. Diminuzione del 20% dei corsi di laurea.

In casa Pd Franceschini punta sul piano casa. Dichiara: “il piano casa è incostituzionale.” In quanto il decreto legge che regola l’ampliamento delle metrature abitative invaderebbe una competenza regionale sulle quali il Governo non può legiferare. «Non c’è più nulla – ha aggiunto – non ci sono più piani regolatori e i Comuni devono soltanto registrare i mutamenti. La cosa è talmente priva di senso e se andasse in porto sarebbe la devastazione del territorio italiano. Speriamo che abbiano un po’ di buon senso e si fermino». Il segretario del Partito Democratico sostiene di essere disposto ad un confronto sull’Università. Ha poi aggiunto che un taglio di fondi del 50% ucciderebbe il sistema degli atenei italiani.

Sempre in ambito universitario continuano le schermaglie tra il ministro Brunetta e i giovani dell’Onda. Pungente come al solito, dopo aver dato dei “guerriglieri” agli animatori della protesta che di fatto hanno rotto il cordone della polizia che scortava la manifestazione, oggi ha rincarato la dose: “Sono solo quattro ragazzotti violenti”. L’Onda chiede le dimissioni del Ministro. Brunetta ha poi ricordato che tale associazione non ha rappresentanti tra gli studenti eletti democraticamente nelle elezioni universitarie.

Infine, sono stati diffusi oggi i dati sugli stipendi dei parlamentari. Berlusconi si è “impoverito” parecchio nell’ultimo anno, passando da 139 a soli 14 milioni di euro dichiarati. Ovviamente guida ancora incontrastato la classifica dei politici più ricchi.
Subito dietro è tutto Pdl con Tremonti (4 milioni e mezzo), Letta (un milione e mezzo), Verdini (700mila) e La Russa (490mila).
Tra i leader politici il secondo è Dario Franceschini (230mila) che però è ancora lontano dall’ex segretario Veltroni (470mila). Seguono poi Di Pietro, D’Alema, Casini e Bossi.
Penultimo nella lista dei big è Gianfranco Fini (105mila euro) battuto anche dal Presidente del Senato Renato Schifani (160mila euro).
Tra i senatori ci sono addirittura dei nullatenenti. E’ il caso di Barbara Contini (Pdl) e Mirella Giai (Udc-SVP-Aut), che dichiara spese elettorali per 4.136 euro.
Due i casi di redditi imponibili sotto i 30mila euro: quelli dei leghisti Armando Valli (15.879 euro) e Giovanni Torri (26.389 euro).
Il più ricco a Palazzo Madama è invece l’ex ministro della Sanità e senatore del Pd Umberto Veronesi, con un imponibile di 1.635.427 euro, cui va aggiunta la proprietà di 19 terreni e 17 fabbricati.

Lorenzo Castellani

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom