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La Calabria si mobilita per Saverio Strati. Laratta: “Per lui, Bacchelli”

marzo 23, 2009 di Redazione 

E’ il maggiore scrittore calabrese vivente, vincitore di numerosi premi, oggi costretto a vivere in stato di indigenza. L’iniziativa è partita dal deputato del Partito democratico (nella foto). Numerose azioni di solidarietà dalla sua regione, che si prepara a pubblicare gli scritti inediti. La storia.

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Nella foto, l’onorevole Franco Laratta

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“Legge Bacchelli per il più grande scrittore calabrese Saverio Strati, ridotto in povertà”

Saverio Strati, il più grande scrittore calabrese vivente, vive in condizione di povertà a Scandicci. Autore di circa 40 opere, vincitore di premi internazionali, tradotto in diverse lingue, da circa un decennio non riesce più a farsi pubblicare da Mondadori (la sua casa editrice da sempre).
Per lui, il deputato del Pd calabrese, Franco Laratta, insieme ad altri parlamentari dei due schieramenti (Minniti, Laganà, Fortugno, Tassone, Lo Moro, Calipari, Marini, Napoli) ha chiesto l’applicazione della Legge Bacchelli che prevede un vitalizio per i grandi artisti che si trovano in condizioni di indigenza.
Intanto, dopo l’iniziativa del “Quotidiano della Calabria”, è ormai una gara di solidarietà a favore di Saverio Strati.
Così, dopo la richiesta della legge Bacchelli in molti hanno chiesto per il grande scrittore calabrese Saverio Strati (che, ad oltre 85 anni, stanco e molto malato, vive in piena indigenza e senza alcun sostentamento o reddito) che la Regione Calabria e le Università della regione intervengano immediatamente. Ad esempio stampando le opere inedite di Strati che potrebbero essere destinate alla scuole calabresi da parte delle istituzioni preposte (Regione e Province, ad esempio). La Provincia di Cosenza si è subito fatta avanti, così come quella di Catanzaro, i comuni di Cosenza e Catanzaro e altri Enti Pubblici.

L’on. Laratta ha poi aggiunto: “Vorrei anche proporre il conferimento della “Laurea onoris causa” a Saverio Strati da parte dell’Università della Calabria. Strati, come tutti gli riconoscono, ha raccontato con grande talento le storie della nostra Calabria, affermandosi con successo fino ad essere considerato il più grande scrittore calabrese vivente. Ma oggi vive quasi in miseria, dimenticato dai media e da grande parte della nostra terra. Ma le istituzioni non posso partecipare alla cancellazione di una grande storia e alla eliminazione di un enorme talento letterario. Non è giusto assolutamente. Anche perchè, quello che fa ancora più male della stessa condizione di miseria in cui vive il grande scrittore, è l’oblio in cui egli è caduto da tanti anni. Cancellato e dimenticato da tutti. Tanto che per molti Saverio Strati è già morto da molto tempo”.

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Chi è Saverio Strati

Saverio Strati nasce a Sant’Agata del Bianco il 16 agosto 1924. Interrompe gli studi dopo il conseguimento della licenza elementare per intraprendere il mestiere di muratore, pur continuando a coltivare la sua passione per lo studio e la lettura. Legge in questi anni le opere della cultura popolare, il Quo Vadis, i romanzi di Alexandre Dumas, “I Miserabili” di Hugo.
Al termine della seconda guerra mondiale, riprende finalmente gli studi interrotti a undici anni. Grazie all’aiuto finanziario di uno zio che risiedeva negli Stati Uniti, inizia a prendere lezioni private da alcuni professori del Liceo Galluppi di Catanzaro. Scopre e si appassiona alla lettura di grandi scrittori come Croce, Tolstoj, Dostoevskij, Verga.
Nel 1949 consegue la licenza liceale classica e si iscrive all’Università di Messina; inizialmente, per assecondare la volontà dei genitori, segue le lezioni di Medicina, ma dopo un breve periodo passa alla facoltà di Lettere.
Decisivo è l’incontro con il critico letterario Giacomo Debenedetti che in quegli anni insegnava a Messina, e del quale Strati segue le lezioni su Svevo e su Verga. Spinto da un compagno di studi, nel ’53 fa leggere il proprio racconto La Marchesina a Debenedetti, che esprime immediatamente un giudizio favorevole.
Incoraggiato da questo ed altri pareri autorevoli, Strati inizia a riordinare i primi racconti che andranno a formare il volume La Marchesina, e che Debenedetti stesso porterà l’anno successivo ad Alberto Mondadori, a Milano. Inizia inoltre la stesura del suo primo romanzo La Teda.
Nel ’53 si trasferisce a Firenze per preparare la tesi di laurea sulle riviste letterarie del primo ventennio del novecento. Compaiono i primi racconti sulle riviste Il Ponte, Paragone, e sul quotidiano Il Nuovo Corriere. Finisce di scrivere La Teda e inizia il secondo romanzo, Tibi e Tascia.
Nel 1958, dopo aver sposato una ragazza svizzera conosciuta a Firenze, si trasferisce in Svizzera, dove vive fino al 1964. Qui scrive i romanzi Mani Vuote e Il Nodo e molti racconti. Dal soggiorno in Svizzera, che Strati considera come una svolta nella sua narrativa, nasce anche il romanzo Noi Lazzaroni, pubblicato nel 1972. Dal 1964 vive a Scandicci.

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Opere

• La marchesina [racconti] – Milano – Mondadori – 1956
• La teda [romanzo] – Milano – A. Mondadori – 1957
• Tibi e Tascia [romanzo] – Milano – A. Mondadori – 1959 – Premio Internazionale Veillon 1960
• Mani vuote [romanzo] – Milano – A. Mondadori – 1960
• Avventure in città [racconto lungo, poi confluito in Gente in viaggio] – Milano – Mondadori – 1962
• Il nodo [romanzo] – Milano – A. Mondadori – 1965 – Premio Sila 1966
• Gente in viaggio [racconti] – Milano – A. Mondadori – 1966 – Premio Sila 1966
• Il codardo [romanzo] – Milano – Bietti – 1970
• I racconti di Saverio Strati – Firenze – Galleria Pananti – 1970
• Noi lazzaroni [romanzo] – Milano – A. Mondadori – 1972 – Premio Napoli 1972
• È il nostro turno [romanzo] – Milano – A. Mondadori – 1975
• I cento bambini [favole] – Cosenza – Lerici – 1977
• Il selvaggio di Santa Venere [romanzo] – Milano – A. Mondadori – 1977 – Premio Campiello 1977
• Il visionario e il ciabattino [romanzi brevi] – Milano – A. Mondadori – 1978
• San Gregorio Magno – Firenze – Pananti – 1978
• La bella Aurora – Firenze – Pananti – 1979
• Il diavolaro [romanzo] – Milano – A. Mondadori – 1979
• Piccolo grande Sud [racconti] – Firenze – Salani – 1981
• Re Pero – Firenze – Lisciani-Giunti – 1981
• 57 favole – Firenze – Pananti – 1982
• Al mare insieme agli altri – Firenze – Pananti – 1982
• Fiabe calabresi e lucane – scelte da Luigi M. Lombardi Satriani e tradotte da Saverio Strati – Milano – A. Mondadori – 1982
• I cari parenti [romanzo] – Milano – A. Mondadori – 1982
• Ascolta, Stefano [romanzo] – Milano – Mursia – 1984
• Miti, racconti e leggende – Reggio Calabria – Gangemi – 1985
• Viaggio in macchina – Soveria Mannelli – Rubbettino – 1986
• La conca degli aranci [romanzo] – Milano – A. Mondadori – 1987
• L’uomo in fondo al pozzo [romanzo] – Milano – A. Mondadori – 1989
• L’arpia – Lungro – Costantino Marco – 1993
• Il ritorno del soldato – Cosenza – Periferia – 1994
• Il vecchio e l’orologio [racconti] – Lecce – P. Manni – 1994
• Melina – Lecce – P. Manni – 1995
• Novelle di Calabria – Reggio Calabria – Laruffa – 1996
• La figlia del mago della pietra bianca – Falzea – 2000
• Il Natale in Calabria – Vibo Valentia – Qualecultura – 2006

Commenti

5 Responses to “La Calabria si mobilita per Saverio Strati. Laratta: “Per lui, Bacchelli””

  1. ester on maggio 29th, 2009 13.11

    ciao lo sai che mi è piaciuta tanto la tua storia e le tue opere.

  2. nicola bruno on giugno 25th, 2009 22.23

    E’ un caso che mi sia soffermato su questa pagina. Conosco la produzione letteraria di Strati. Trovo DOVEROSO che le Istituzioni si facciano carico di assicurare alle menti fertili ed illustri come quella di Strati, una serena e molto dignitosa esistenza. Strati, con Alvaro e La Cava, sono stati, letterariamente, gli ambasciatori dell’altra Calabria, creativa, verista, realista.
    Le figure dei personaggi di Strati, il vecchio diavolaro nella Torino industriale che lascia le luci accese perchè tutti vedano che lui è lì, a Sant’agata….
    Sono certo che anche Strati ha lasciato accese, pur vivendo a Scandicci, le luci della sua casa di Sant’Agata del Bianco, così come accese le ha lasciate nelle menti e nei cuori, talvolta disperati, dei suoi tanti affezionati lettori , calabresi e non.

  3. cosimo de matteis on giugno 26th, 2009 01.42

    Lo confesso: pure io ritenevo fosse morto. Non sentivo su riviste e giornali notizie che lo riguardavano. Scopro con piacere che è vivo è vegeto. Non conosco bene la c.d. legge Bacchelli, ma ritengo che un artista che tanto ha dato debba essere aiutato se vive nella indigenza. (andrebbe aiutato ogni indigente, ma questo è un altro discorso). Ripeto: non conosco le modalita della suddetta legge ma presumo che basti che venga applicata quella. E null’altro. Ve lo devo proprio dire? Quando ho letto di strane proposte di acquistare e/o ristampare le sue opere per destinarle a biblioteche, scuole, enti eccetera ,mi son venuti cattivi pensieri.(ancora ricordo il tempo passato in biblioteca ad ordinare centinaia di copie di un inutile volume autocelebrativo che un tale si era fatto stampare e che l’Ente provincia, complice, aveva acquistato a iosa-con denaro pubblico- per tenerlo negli scatoloni, ancora chiusi. la casa editrice, ovviamente, ne fu molto lieta). ma Sturzo possibile che non ci ha insegnato niente riguardo lo SPERPERO DI DENARO PUBBLICO?

  4. CRISTINA on novembre 7th, 2009 17.10

    Ho appreso che Strati versasse in condizioni di indigenza dalla tv, perchè qualche giorno fa, dopo la morte di Alda Merini (che pure, vergognosamente, aveva ottenuto il sussidio Bacchelli solo 8 anni dopo averslo richiesto) la giornalista e scrittrice Paola Calvetti ha colto l’occasione, nel ricordare la poetessa scomparsa, per lanciare un appello a favore di Strati. Da calabrese, mi sembra veramente impensabile che Strati non abbia di che vivere a 85 anni, e per giunta malato. Bisogna assolutamente fare di più!
    Gli scrittori vanno amati, rispettati, conosciuti, studiati soprattutto quando sono in vita. Trovo e ipocrite certe manifestazioni di stima fatte sempre e solo post-mortem, quando, dopo aver lasciato una persona di talento languire nella sua solitudine, ci si vuole in qualche modo “appropriare” del valore e della bellezza delle sue opere, una volta che è morto!
    Speriamo che si ponga presto fine a questa vergogna.

  5. mauro on dicembre 25th, 2009 19.48

    Giusto aiutare Saverio Strati. Sconcertante che lo stato in questi casi,non intervenga subito ed in maniera incisiva.
    Mauro Rondoni (Ravenna)

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