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Confronto tra i Governi Berlusconi e Prodi. Primo anno in tutti i campi

marzo 23, 2009 di Redazione 

Cosa hanno fatto i due esecutivi, nei rispettivi primi dodici mesi. L’azione di Prodi e Berlusconi ricostruita provvedimento per provvedimento, divisi per capitoli. Il governo più a sinistra e quello più a destra della storia della Repubblica messi a confronto in questo pezzo da non perdere.

Nella foto, Silvio Berlusconi e Romano Prodi nello studio del primo dei due storici confronti televisivi avvenuti alla vigilia delle elezioni politiche del 2006. Secondo gli analisti a vincere la sfida fu l’allora leader del centrosinistra, che avrebbe poi vinto (seppur di poco) anche le elezioni

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di Luca LENA

Dopo quasi un anno di governo Berlusconi è giusto interrogarsi sulle reali differenze con la precedente legislazione prodiana. Tralasciando almeno in parte le valutazioni interpretative per ciò che riguarda una qualsiasi comparazione politica, cerchiamo di gestire punto per punto i provvedimenti più importanti da un punto di vista oggettivo. E’ ovvio comunque che ogni tentativo di paragone rischi d’infrangersi nel malcostume di trovare differenze, migliorie e decadimenti, anche a scapito di perdere di vista il mare socio-economico che smuove il vascello politico nella traversata legislativa. E’ dunque doveroso premettere come i due ultimi governi oscillino su basi completamente diverse. Qualsiasi capacità discrezionale finisce per essere rovesciata di fronte all’imperversare della crisi economica, anche se spesso, ormai assuefatti pure da quest’ultima, ci ritroviamo a sentirne denunciare la gravità come pretesto per giustificare errori e difficoltà politiche. All’opposto ci viene anche presentata come uno spauracchio al quale non dovremmo prestare troppa attenzione, pericolosa e incalzante, ma non troppo da poter sbriciolare la fiducia dei consumatori.
Dietro a questo scenario c’è un governo che tenta di trovare una direzione nel mare nostrum ancor più agitato degli ultimi anni, che appare sempre più piccolo se confrontato alle gigantesche tempeste che crollano su Obama. Se dunque anche il leader democratico statunitense non sembra immune da una flessione nella fiducia da parte dei concittadini, figurarsi quale terremoto politico potrebbe scagliarsi in Italia, dove anche la più debole scossa genera cataclismi dallo spessore inusitato.

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Economia

Berlusconi IV
Per quanto riguarda l’intervento in campo economico, la volontà del governo Berlusconi aveva già inarcato la direzione durante la campagna elettorale. La propugnata cancellazione dell’ICI sulla prima casa, rivelatasi un’azzeccata mossa propagandistica, non si è trasformata in demagogia spicciola ma ha effettivamente portato beneficio agli italiani che hanno potuto risparmiare circa 2 miliardi di euro, pur rimanendo invischiata nella crisi globale che nel giro di poche settimane avrebbe cristallizzato i bilanci statali. I soldi non incamerati dal governo sarebbero stati utili, dunque, considerando che rispetto a paesi come la Germania, in Italia si investe meno del 10% per la ripresa economica.
Sempre legato all’argomento casa, il governo Berlusconi sta licenziando una manovra che consentirebbe di aumentare la cubatura pari al 20%, delle costruzioni esistenti e la possibilità di abbattere vecchi edifici la cui costruzione risale al 1989 per costruirne di nuovi con il 35% di cubatura in più, a patto che siano utilizzate tecniche di bioedilizia o fonti di energia rinnovabili. Inoltre è previsto un intervento che prevede la costruzione di 5.000-6.000 alloggi.
Lo scorso anno è arrivato il provvedimento in materia fiscale con il quale si è detassato il lavoro straordinario applicando una cedolare secca ai lavoratori privati con reddito non superiore a 35.000 euro.
Infine, la cosiddetta “Robin Hood Tax“, introdotta per rinverdire il prelievo fiscale portando l’aliquota al 33% alle aziende del settore petrolifero.
Il tutto ovviamente coadiuvato da una pedante e precisa lotta ai “fannulloni” cui si è impegnato in prima persona il ministro Brunetta, dando vita ad una vera e propria rivoluzione nel campo del lavoro statale, con pesanti sanzioni o incentivi a seconda del merito specifico del singolo lavoratore.

Prodi II
Il governo Prodi può vantare di aver riportato il rapporto PIL/debito pubblico entro i due punti percentuali ma, senza sminuire l’impresa del centro-sinistra, va ricordata – come già abbiamo fatto nelle premesse – la diversa condizione economica mondiale rispetto a quella attuale, dove si stima che il rapporto deficit/PIL potrebbe sforare il 4% entro la fine del 2009.
Il cavallo di battaglia della campagna elettorale dell’Ulivo fu la riduzione del cuneo fiscale, ovvero la differenza tra il costo del lavoro a carico dell’impresa e l’effettiva retribuzione spettante al lavoratore. Una manovra che produsse un taglio di 5 punti percentuali: 3% in favore delle imprese e 2% per i lavoratori.
Le politiche del governo Prodi II si indirizzarono inoltre verso forti tagli alla spesa e liberalizzazioni nel settore pubblico, nel tentativo di rendere il mercato più duttile e favorevole di fronte ad un accrescimento della concorrenza.
Il Ministro Bersani promosse – con l’omonimo decreto – misure per quanto riguarda le licenze dei tassisti, portando un professionista del settore ad ottenere più licenze e auto invece che un’unica. In campo farmaceutico, la vendita dei medicinali fu allargata ai supermercati purché gestiti da farmacisti laureati.
Inoltre, nel tentativo di ridurre l’evasione fiscale, Bersani promosse un pagamento obbligatorio che si dirigesse verso movimenti di conto corrente per importi superiori ad una certa soglia.
Tuttavia questi provvedimenti, oltre ad innescare proteste nei gruppi professionali a cui erano rivolti, non risultarono efficaci nella pratica così come invece apparivano opportuni in teoria.

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Giustizia e sicurezza

Berlusconi IV
Per ciò che concerne la giustizia il governo Berlusconi ha approvato il cosiddetto lodo Alfano che prevede la sospensione del procedimento penale per le quattro più alte cariche dello Stato. Un provvedimento che continua a creare spaccature in tutto il mondo politico poiché, nonostante i procedimenti penali vengano solo posticipati alla scadenza del mandato politico, si accusa comunque la legge di inconstituzionalità.
Nel campo della sicurezza il PDL si è mosso con grande decisione, soprattutto perché favorito dalle richieste della Lega.
Oltre all’affiancamento di militari nell’operato urbano delle forze di polizia, si sta discutendo la proposta di pattuglie di volontari privati – brutalmente definite “ronde” – con le quali poter garantire maggiore sicurezza nelle ore più a rischio delle più grandi città.
Sempre seguendo la linea leghista, all’interno del pacchetto sicurezza della scorsa estate, sono state inserite manovre per un più forte contrasto all’immigrazione clandestina.
Nel campo delle intercettazioni telefoniche, Berlusconi è intenzionato a limitarne la portata, in nome di una maggiore privacy per i cittadini, anche se dall’opposizione si muovono critiche alludendo alla possibilità che privando le forze dell’ordine di un’arma così efficace si finisca col favorire la criminalità.

Prodi II
Nel campo della giustizia, il secondo governo Prodi esordì con uno dei provvedimenti più discussi della legislatura: l’indulto firmato dall’ex ministro Mastella. La misura conformata per liberare le carceri ormai stracolme non fu votata da IDV, Lega e AN. Solo il resto del governo prodiano e Forza Italia dettero l’assenso. Fu concesso l’indulto fino ad un massimo di 3 anni per le pene detentive, provvedimento allargato anche ai reati amministrativi, favorendo più o meno indirettamente anche alcuni esponenti politici.
Per quanto riguarda la libertà di stampa Mastella ha condotto una campagna per congelare le intercettazioni telefoniche, mantenendone il segreto ed estromettendo l’opinione pubblica dalla conoscenza diretta dei fatti.

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Politica Estera

Berlusconi IV
In politica estera il governo Berlusconi ha proseguito nel sostegno, spesso definito unilaterale e acritico, nei confronti dell’ex presidente degli Stati Uniti George Bush jr. Intrattiene inoltre strette diplomazie con il leader russo Putin e quello francese Sarkozy. Per quanto riguarda le missioni del contingente italiano, il ministro Frattini ha recentemente ribadito di non voler rinforzare il già cospicuo supporto in Afghanistan.

Prodi II
La gestione di Prodi sui temi di politica estera è sempre stata segnata da un forte “eurocentrismo“, appoggiando risoluzioni di carattere internazionale senza perdere autorevolezza e autonomia interna, grazie all’esperienza maturata come Presidente della Commissione Europea dal 1999 al 2004. Sul fronte militare ha ritirato le truppe dall’Iraq, manifestando il primo segnale di scollamento dalle precedenti affiliazioni con la Casa Bianca. Nel marzo 2007 il governo Prodi ha comunque rifinanziato le missioni italiane all’estero ed ha dato il via alla missione Unifil ancora attiva in Libano.

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Politica Interna

Berlusconi IV
Alcuni provvedimenti di natura interna hanno provocato proteste nel mondo politico e sociale.
La riforma Gelmini, ad esempio, con alcune novità in campo scolastico e tagli in ambito universitario ha sollevato critiche non solo per ciò che concerne l’aspetto economico ma soprattutto da un punto di vista culturale, di fronte ad un attacco diretto allo sviluppo della ricerca.
Nel corso del 2009 si è accesa definitivamente la diatriba sul testamento biologico, con la recente tragedia di Eluana Englaro. E’ al vaglio un provvedimento che dovrebbe garantire una regolamentazione in questo ambito, ma le fronde laiche del paese minacciano di opporsi se non venisse garantita la totale libertà del cittadino di decidere sulla propria vita.
In ambito strettamente politico la Lega insegue l’entrata in vigore dell’imminente federalismo fiscale, ormai da anni l’obiettivo dichiarato del partito di Bossi. Il provvedimento si propone di garantire maggiore autonomia alle singole regioni, trasferendo oneri ed onori alle fasce provinciali del paese.

Prodi II
La governance Prodi è stata la prima dopo quella di De Gasperi del 1947 a vedere la confluenza di tutti i partiti della sinistra parlamentare; caratteristica che in breve è risultata deleteria per la stabilità interna e la possibilità di legiferare in maniera adeguata. Prodi ha spesso dovuto fondare la maggioranza sull’appoggio dei senatori a vita, ma in breve gli effetti della legge proporzionale lasciata dal governo Berlusconi ha portato i piccoli partiti a detenere un potere ricattatorio capace di immobilizzare l’intero apparato governativo.
Ignorata del tutto la lotta al conflitto d’interessi, ormai radicata nel paese da anni e richiamata in pubblico solo come spot elettorale, per poi vanificare qualsiasi parola con un’incomprensibile elusione del problema.
Ben poche sono state le manovre realmente efficaci, dunque, molto più gravi le digressioni politiche sfociate in scandali. Come il caso tra il ministro Visco e la GDF scoppiato con lo strano avvicendamento di quattro ufficiali del corpo che stavano indagando sulla scalata Unipol a BNL. Infine i proclami di disfacimento politico di Bertinotti prima e di Mastella in seguito, con quest’ultimo che in breve sarebbe finito nel registro degli indagati per concussione in affari coinvolgenti il governatore campano. La difficoltà nello stilare la finanziaria 2008, infine, sarebbe stata la goccia definitiva, portando alle dimissioni il leader dell’Udeur e alla definitiva caduta dell’ultimo governo Prodi.

Luca Lena

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