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Verso il congresso Pdl. La dialettica Fi-An: 70 a 30. I tre coordinatori. Il punto

marzo 20, 2009 di Redazione 

Sono i due giorni del congresso di An. Il partito della destra italiana si scioglierà per arrivare, venerdì prossimo, pronto all’appuntamento con la fondazione del Popolo della Libertà. In attesa, la prossima settimana, di sviscerare il tema con alcuni servizi speciali che vi racconteranno quello che succederà, il nostro Fattorini fa nel suo stile il punto della situazione, concentrandosi in particolare sul rapporto dialettico tra i due principali soci fondatori, Forza Italia e, appunto, Alleanza Nazionale.

Nella foto, Piazza San Giovanni a Roma colma dei militanti di Forza Italia e Alleanza Nazionale (e della Lega) il 2 dicembre 2007: fu allora, prima ancora che con la cosiddetta “svolta del predellino”, che nacque il percorso che questa settimana porta ufficialmente alla nascita del Pdl

di Marco FATTORINI

Volendo ricercare un mese per ogni partito potremmo dire che febbraio è stato “padrino” del Pd con le dimissioni di Veltroni e la successiva assemblea che ha eletto Franceschini nuovo numero1.
Marzo invece spetta di diritto al versante opposto: il centrodestra infatti si sta preparando all’evento clou del suo futuro. Dal 27 marzo si aprirà nello scenario della Nuova Fiera di Roma il congresso fondativo del Popolo della Libertà: la creatura politica nata sul predellino di un’auto a Piazza San Babila per opera di Berlusconi e poi cresciuta fino a diventare realtà, seppur tra dubbi e qualche litigio.Un week-end denso di incontri, uomini, discorsi e votazioni. Una serie di appuntamenti, simbolici o meno, che porteranno ufficialmente ed operativamente alla nascita del Pdl: in sostanza non esisteranno più (?) Forza Italia e Alleanza Nazionale in quanto entrambi confluiranno nel nuovo partito, il cui logo è stato già visto e votato alle elezioni politiche dello scorso aprile. Gli interrogativi che roteano intorno alla convention della Nuova Fiera di Roma e al Partito che verrà sono tanti, a partire dalla presenza e dal peso effettivo delle ormai ex formazioni politiche di AN e FI, sino ai meccanismi di coordinamento e organizzazione interna che daranno attuazione al Pdl.

Di certo si sa che il rapporto tra i due grandi partiti è di 70 a 30, ovviamente in favore di Forza Italia. A quest’ultima spetterebbero 14 coordinatori regionali, mentre ad An sei.
La leadership del partito sarà invece affidata a tre coordinatori: ci saranno Verdini e Bondi in quota FI e La Russa proveniente dalle file di AN.
Certamente il triumvirato di comando è quello appena nominato ma è ovvio che la leadership sarà dei fondatori e padrini Berlusconi e Fini. Nonostante diverse controversie, grandi e piccole, dal predellino ad oggi l’esito finale di una storia lunga mesi sarà la fusione dei loro soggetti politici. Sia il premier sia il presidente della Camera presenzieranno alla kermesse romana del Pdl, ognuno con un discorso e dunque con un contributo alla fondazione, simbolica e operativa, del partito che riunirà il centro-destra e raccoglierà eredità e tradizioni anche molto diverse ma tese ad un obiettivo unitario e futuro.

I giorni di congresso oltre ai discorsi dei grandi capi vedranno anche l’intervento di numerosi giovani e poi dei pezzi da 90 di entrambi i partiti, ministri, capigruppo alle camere ecc.
Il programma c’è, i numeri anche. Sarà di certo la manifestazione politicamente più importante del mese visto che in ballo c’è il futuro concreto di uno dei due “blocchi” del mondo politico italiano. E l’avvenire di Fi e An sarà segnato da un cammino comune e condiviso, seppur ancora con diversi nodi da scogliere e gatte da pelare.
E’ comunque un dato di fatto che lungo questi ultimi mesi il lavoro e la diplomazia interna sono proseguiti con grande attività, tutti tesi a raggiungere accordi e punti di vista comuni proprio in vista di un futuro nella stessa “dimora”.

Ovviamente la valutazione del nuovo soggetto unitario di centro-destra spetterà al tempo e ai mesi a venire ma anche ai cittadini-elettori, visto che la grande sfida a cui oggi devono sottoporsi tutti i partiti di massa è quella di recuperare rappresentatività, un rapporto più diretto e fruttuoso con la gente che da troppo tempo vede la politica e i partiti stessi come entità lontane dai problemi e dalla quotidianità dei cittadini. Ricordandoci poi che vi sono elezioni europee e amministrative dietro l’angolo. Ma ancora siamo a marzo: il mese del Pdl.

Marco Fattorini

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