Top

Figli di immigrati irregolari, ecco come il ddl sicurezza può negare la registrazione

marzo 19, 2009 di Redazione 

E’ uno dei punti controversi del pacchetto presentato dal Governo, sul quale lo stesso Pdl è diviso. Riguarda il diritto alla registrazione della nascita dei figli di immigrati irregolari. I bambini si ritroverebbero senza identità e non avrebbero, ad esempio, diritto alle cure ospedaliere. E potrebbero essere negati ai genitori e dichiarati in stato di abbandono. Ce ne parla Andrea Onori.

Nella foto, bambini con genitori di diversa nazionalità

-

di Andrea ONORI

Il controverso pacchetto sicurezza è tornato in discussione in questi giorni ed è in gran parte riservato all’immigrazione, ed è su questo che, su più fronti, è esplosa la polemica.

Se fosse confermato il testo votato al Senato la legge modificherebbe drasticamente il fenomeno migratorio e la condizione dei migranti sul territorio nazionale. Si è parlato molto della libertà di denuncia da parte dei medici degli “irregolari”, quando questi si presentassero nelle strutture ospedaliere per curarsi. Il disegno di legge, ed è qui il punto, è molto restrittivo anche per quanto riguarda qualsiasi atto di stato civile, come il matrimonio di un cittadino o cittadina straniera, o tra cittadini stranieri, ma non solo, per potere accedere ai quali dovrà essere esibito il titolo di soggiorno del richiedente.
Tutto questo vale anche per la dichiarazione-registrazione della nascita di un figlio o per una morte.

Per quanto riguarda la registrazione della nascita ed il riconoscimento del figlio naturale, chi nasce da due genitori “irregolari” non potrebbe essere registrato in Italia. Oppure se il papà è irregolare ed il figlio nato regolarmente in Italia, il papà non ha il diritto di riconoscere il figlio.
I bimbi non avrebbero dunque “identità”, non potrebbero accedere alle cure ospedaliere e c’è il rischio che, dopo il parto, non vengano consegnati ai genitori e vengano dichiarati in stato di abbandono.

Il progetto di legge è stato concepito allo scopo di evitare che, per mezzo del matrimonio, avvenga la regolarizzazione della condizione di soggiorno dei cittadini stranieri fino a quel momento considerati irregolari.

Ma un provvedimento di questo tipo andrebbe a violare la convenzione di New York (frutto della convenzione di Ginevra del 1951) firmata dall’Italia nel 1970. La convenzione è chiara sui diritti del bimbo, e prevede espressamente l’obbligo di registrazione della nascita di un qualsiasi bambino nato in qualsiasi paese che abbia sottoscritto la Convenzione a prescindere dalla cittadinanza dei genitori e ovviamente dalla regolarità del loro soggiorno.

Andrea Onori

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom