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“Lottiamo tutti per il Tibet libero” L’intervento in aula di F. Laratta

marzo 10, 2009 di Redazione 

Nel pomeriggio di martedì è stata approvata, alla Camera, la mozione Meacci sul tema dei diritti umani nel Paese del Dalai Lama. Ecco il testo dell’intervento in aula del deputato del Pd (anticipato dal nostro giornale).

Nel disegno,

l’onorevole Franco Laratta

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di FRANCO LARATTA

Il Tibet è diventato “un inferno in terra”, e “centinaia di migliaia di tibetani” sono stati uccisi.
Sono queste le parole pronunciate dal Dalai Lama.
Questi ultimi 50 anni sono stati anni di sofferenza e distruzione per il territorio e il popolo del Tibet.
La loro religione, cultura, linguaggio, identità sono prossimi a scomparire. I tibetani sono considerati criminali, meritevoli solo della morte. E fino a quando accadrà questo, nel mondo non si potranno mai spegnere i sentimenti di solidarietà e pieno sostegno alla lotta pacifica della popolazione tibetana e del Dalai Lama.
I tibetani, sono alla ricerca di un’autonomia legittima e significativa che permetta di vivere nell’ambito della repubblica popolare di Cina. Ed è questo che il nostro Paese, l’Europa, il mondo intero devono condividere e sostenere. Ed è questo che noi chiediamo al nostro Governo.
I tibetani in Tibet vivono con una paura costante e sempre di più nel terrore.
Oggi la religione, la cultura, la lingua e l’identità, che le generazioni di tibetani hanno considerato più preziose delle loro vite, sono a rischio d’estinzione;
il popolo tibetano, viene considerato come un criminale e c’è chi intende isolarlo e cancellarlo per sempre.
I tibetani hanno bisogno di guardare al futuro e lavorare in Pace.
Il Tibet chiede pace, libertà, rispetto.
Non è un pericolo per la Cina né potrebbe mai esserlo. Ma la Cina non potrà mai essere considerato un Paese civile, fino a quando terrà il Tibet sotto una fortissima pressione, fino a quando non finiranno persecuzioni e violenza, fino a quando non saranno rispettati di diritti di un popolo pacifico, che ama vivere in pace, che vuole essere se stesso, e chiede che siano rispettati la propria cultura, la tradizione, la storia.
Fino a quando il Tibet sarà così oppresso, nel mondo ci sarà sempre qualcuno che griderà ad alta voce libertà per quel popolo, perché nessuno può far finta di non sapere e di non vedere.

Il Tibet in pace, il tibet libero e autonomo sono e saranno sempre il grido di libertà del mondo civile. Sono e saranno sempre il grido di libertà anche del nostro Paese.

FRANCO LARATTA

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