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Internazionale. Guerra civile in Sri Lanka. Proibito avvicinarsi all’area del conflitto

marzo 3, 2009 di Redazione 

Focus sul conflitto nell’isola a sud-est dell’India. Il racconto è quello di alcuni volontari e dei pazienti di Medici Senza Frontiere, perchè per il resto è impossibile accedere alle zone di guerra. A combattere contro il governo sono le Tigri di Liberazione del Tamil Eelam, che aspirano alla creazione di uno stato indipendente nel nord e nell’est dell’attuale stato unico insulare.

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A lato, mappa dell’isola dello Sri Lanka con, in alto a sinistra, la costa sud-orientale del subcontinente indiano

di Andrea ONORI

E’ difficile raccontare la guerra civile che si sta svolgendo in Sri Lanka, dato che è proibito a qualunque persona avvicinarsi alla zona di combattimento. Una volontaria, che si trovava nelle vicinanze, in India, è andata con alcuni colleghi a verificare la situazione, trovando una realtà molto brutta, cartelli con la scritta “campo minato” e tanta polizia. Si possono attraversare soltanto le strade per le quali l’uragano della violenza è già passato e si rileva esclusivamente distruzione e odore di morte. Molti civili cercano di fuggire e recarsi nelle zone più sicure o addirittura varcare le frontiere ed entrare nel territorio indiano. È una guerra nella quale si scontrano ferocemente il governo e le Tigri di Liberazione del Tamil Eelam (LTTE), un conflitto nato nel 1983 e duro a morire.
Le LTTE sono un gruppo separatista organizzato militarmente che combatte per la creazione di uno stato indipendente nel nord e nell’est dell’isola dello Sri Lanka. Nel dicembre 2001, dopo vent’anni di lotta, le Tigri Tamil e il governo hanno firmato insieme una tregua. Ad inizio 2008 il processo di pace viene lasciato unilateralmente dal Governo dello Sri Lanka, il che ha chiuso di fatto le porte ad una risoluzione politica al conflitto. Il 23 novembre 2008 le truppe del governo attaccano a sorpresa le roccaforti Tamil, iniziando un’azione di conquista. L’azione ha successo, poiché l’intera area da sempre governata dalle Tigri Tamil è in mano al governo, ad eccezione però della città di Mullaivitu. Il 25 gennaio 2009 arriva la notizia che le truppe dello Sri Lanka sono entrate a Mullaivitu e stanno conducendo un’aspra battaglia con i ribelli dei comandanti del LTTE. In un solo giorno le truppe governative sconfiggono i ribelli ed invadono la città, ma gli scontri proseguono ancora oggi.
Pochi giorni fa Medici Senza Frontiere ha denunciato la situazione disperata di oltre 200.000 persone costrette nel cuore del conflitto. In Sri Lanka 200mila persone sono ancora intrappolate nella zona del combattimento, nel nord del paese, in condizioni disperate. I pazienti raccontano a Medici Senza Frontiere (MSF) di bombardamenti durati giorni interi, producendo morti e feriti. Il cibo e l’acqua potabile scarseggiano, mancano l’assistenza sanitaria e non c’è modo di uscire.
Anche a MSF è stato negato l’accesso alla popolazione intrappolata nei luoghi del conflitto e anche MSF, come tutti, si affida ai racconti dei pazienti per capire ciò che sta accadendo. Reggere psicologicamente queste violenze è davvero difficile, molte persone tentano il suicidio, i bambini piangono per la disperazione e il rumore delle bombe continua a frastornare la popolazione.

Andrea Onori

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