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Il punto di Fattorini. Le scelte di Vendola e della ex “minoranza” di Rifondazione

marzo 2, 2009 di Redazione 

A breve intervista al leader della sinistra critica. La prepariamo ricostruendo i passaggi della nascita di MpS. Verso quale approdo si muovono i vendoliani. La firma come sempre è di Marco Fattorini.

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Nella foto, Nichi Vendola

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di Marco FATTORINI

Tempi duri per l’opposizione in parlamento, figuriamoci poi per coloro i quali non possono più frequentare le aule di Montecitorio e Palazzo Madama per discutere e votare emendamenti.
La cosiddetta sinistra radicale è uscita con le ossa rotte dalla tornata elettorale di aprile e tutt’oggi ancora non è chiaro quale sia il processo di ricostruzione e riforma di quella sinistra che non si riconosce nel PD.
L’imputato d’onore della recente sconfitta, Rifondazione Comunista, ha ufficialmente cambiato rotta in agosto con il congresso di Chianciano, dove il timone del partito è passato nelle mani di Paolo Ferrero, per una spicciolata di voti sull’avversario Nichi Vendola, amico ed erede politico di Fausto Bertinotti.
Delusione e rammarico intorno a quello che da sempre è stato individuato come l’uomo del cambiamento della sinistra, lui che di esperienza politica ne ha a sufficienza per realizzarlo.

Nichi Vendola è impegnato in politica sin da giovanissimo prima con la FIGC e poi con il Pci, tesi di laurea su Pierpaolo Pasolini e poi l’approdo nei due partiti già citati come dirigente. Nel 1991 insieme a Cossutta fonda il movimento per la “Rifondazione Comunista”, che poi diventerà partito e lo farà approdare in parlamento. Nel 2005 Vendola diventa governatore della Puglia battendo il presidente uscente e attuale ministro Raffaele Fitto.
Da quando siede alla scrivania della Regione Vendola è stato un attivo protagonista di discussioni e dibattiti di riforma e cambiamento della sinistra, tanto da diventarne uno dei personaggi centrali del confronto; lui uomo di sinistra, omosessuale dichiarato e cattolico praticante, non censura nessuna delle sue anime e anzi è sincero portatore di un’identità affermata senza remore di alcun tipo.

In questi mesi il dibattito interno a Rifondazione si è trasformato in battaglia: il dissenso e la distanza tra la corrente di Ferrero e quella vendoliana sono diventati troppo forti ed episodi di una certa risonanza hanno contribuito a consumare lo strappo.
Uno su tutti? La vicenda del giornale di partito.
Il segretario Paolo Ferrero ha infatti rimosso e sostituito il direttore Sansonetti e il comitato di redazione del quotidiano “Liberazione”, un apparato che era in evidente sintonia con la linea di Vendola. “Come possiamo mettere tra parentesi la piccola storia ignobile del processo sommario e della condanna di un collettivo redazionale e di un direttore che hanno fatto di Liberazione un giornale vivo, un luogo della libertà e delle idee, piuttosto che un morto repertorio della linea del gruppo dirigente del Partito?”.
Queste le parole pronunciate alcune settimane fa dallo stesso Vendola di nuovo a Chianciano nell’ambito di una convention in cui il governatore della Puglia ha riunito i suoi sancendo ufficialmente la fuoriuscita da Rifondazione – da lui definita come una “casa di spettri” – per dare vita ad un nuovo progetto indipendente: “Rifondazione per la Sinistra”.
Una decisione perentoria e definitiva, dopo almeno sei mesi di vita da “separati in casa” data da un’inconciliabilità di fondo in un ambiente non più vivo e stimolante come quello di Rifondazione.

Nichi Vendola ha le idee chiare, non vuole essere nemico di Rifondazione ma intraprendere un percorso politico differente e innovativo che ha come scopo quello di dare nuova linfa alla sinistra e dunque ad un’altra concezione della politica che possa rispondere alle sfide incalzanti che l’attualità propone senza tregua.
La ricetta vendoliana genera un nuovo, ennesimo movimento-partito che si piazza a sinistra del Pd; sono già tante le mini-formazioni di sinistra, quasi tutte alle prese con lo stesso identico problema: ridare un volto attuale, credibile ed effettivo alla sinistra comunista e antagonista. E’ comunque verosimile che in vista delle elezioni europee si verifichino alleanze e avvicinamenti strategici che coinvolgano anche la nuova creazione del governatore pugliese.
E’ proprio il caso di chiedersi se questa volta Vendola sarà l’uomo del destino o se si impantanerà insieme agli altri leader sinistrorsi tra le macerie della Sinistra Arcobaleno.
Le doti le ha, il seguito di stima e apprezzamento anche, staremo a vedere le evoluzioni concrete di un rinnovamento a cui tanti aspirano, ma in cui ormai pochi credono.
Un uomo nuovo, è quello di cui la sinistra ha bisogno.

Marco Fattorini

Commenti

One Response to “Il punto di Fattorini. Le scelte di Vendola e della ex “minoranza” di Rifondazione”

  1. LETIZIA on marzo 11th, 2009 19.13

    no Vendola non ha le idee chiare, noi che lo abbiamo sostenuto con grande passione, ma che non abbiamo nè idoli, nè dogmi, sappiamo che lui ha tradito la sua base, per fare un operazione di ceto politico. Nobili idee, ma la coerenza non è ilo suo forte, deludono i suoi metodi ricattatori e presuntuosi, pur di far fuori Ferrero si è circondato dei peggiori “intellettuali” affamati solo di protagonismo e di potere.
    CHE GRANDE DELUSIONE…..

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