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La nuova legge sugli scioperi. I punti di dissenso con i sindacati. Ecco la riforma

febbraio 27, 2009 di Redazione 

Il ddl delega - che riguarda per ora solo i trasporti - approvato poco fa dal Governo. Come nasce lo sciopero virtuale. Quali sono gli elementi contenuti nel disegno di legge che non piacciono alla Cgil. Il servizio è di Andrea Onori.

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Nella foto, il segretario generale della Cigl Guglielmo Epifani

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di Andrea ONORI

I primi casi di sciopero sembra si siano avuti nel 1778 a Londra quando un gruppo di marinai, nel corso di una discussione salariale con i proprietari, passò di nave in nave ad ammainare le vele. Nel settembre del 1904 i lavoratori italiani sperimentano per la prima volta il sistema di lotta sociale sostenuto in Francia: lo sciopero generale. In solidarietà per l’uccisione di 4 minatori sardi, durante una rivolta operaia, scoppiata per reclamare migliori condizioni lavorative e salari più alti, per quattro giorni consecutivi ogni attività del Paese rimane paralizzata: i giornali non escono, le fabbriche si fermano, i servizi pubblici non funzionavano.
Mentre il 27 settembre 2007 si è svolto il primo sciopero virtuale al mondo, organizzato da una task force internazionale della Rappresentanza Sindacale Unitaria IBM. Lo sciopero ha avuto un enorme ed inaspettato effetto mediatico in tutto il pianeta ed ha visto la partecipazione di circa 2000 persone da 30 diversi paesi. Risultato di questa innovativa forma di protesta la discussione, con approvazione, che si è avuta oggi, in Parlamento, di una legge sullo sciopero virtuale.
Il problema sono gli scioperi selvaggi che bloccano il Paese intero, soprattutto i mezzi di trasporto. Dopo aver analizzato i dati allarmanti del 2007-2008 il governo è corso ai ripari. Per evitare scivoloni, ecco allora una riforma, che riguarda per ora solo appunto il sistema dei trasporti, che di fatto riscrive una legge del 1990 (legge 146). La novità principale è proprio l’istituto dello sciopero virtuale che sarà proclamato mentre si continuerà a lavorare, almeno tra le categorie essenziali.
Ecco i contenuti della riforma che mettono in allarme i sindacati:

1) – Referendum consultivo obbligatorio
Le nuove norme prevedono un referendum consultivo anticipato obbligatorio prima dello sciopero, a meno che non si tratti di proclamazioni da parte di organizzazioni sindacali complessivamente dotate di un grado di rappresentatività superiore al 50% dei lavoratori.

2) – Sciopero virtuale
Per alcune categorie professionali che, per le peculiarità della prestazione lavorativa e delle specifiche mansioni, determinino o possano determinare, in caso di astensione dal lavoro, la concreta impossibilità di erogare il servizio principale ed essenziale, viene introdotto lo sciopero virtuale. Lo sciopero virtuale prevede che un lavoratore dichiari l’astensione dal lavoro ma in realtà presti comunque il servizio, perdendo però la retribuzione. Questa viene poi destinata a fini sociali. In questo modo non si danneggiano i cittadini e si produce comunque una pressione sull’azienda.

3) – Norme anti-effetto annuncio
È prevista l’informazione con un ampio anticipo della revoca dello sciopero.

4) – Nuova commissione e nuovi poteri
Al posto della commissione di garanzia nasce la commissione per le relazioni di lavoro a cui saranno attribuite competenze di natura arbitrale e conciliativa. La commissione avrà anche il compito di verificare l’effettivo grado di partecipazione agli scioperi e scambierà informazioni con le autorità amministrative competenti per l’adozione della ordinanza di precettazione.

5) – Tipi di proteste vietate
Addio all’occupazione di strade, autostrade, linee ferroviarie o aeroporti in seguito a uno sciopero. È previsto infatti anche il divieto per forme di protesta o astensione dal lavoro lesive, anche per la durata o le modalità di attuazione, del diritto alla mobilità e alla libertà di circolazione.

6) – Autotrasporto
Regole specifiche coinvolgono l’autotrasporto, con riferimento specifico alle prestazioni essenziali da garantire e la durata massima delle astensioni nel comparto.

7) – Sanzioni
Il governo sarà delegato a rivedere e aggiornare il regime sanzionatorio (le multe), in caso di violazione delle regole sul conflitto da parte dei “promotori del conflitto” (le aziende che hanno comportamenti sleali) e dei singoli lavoratori, con specifico riferimento al fenomeno degli scioperi spontanei.
Le sanzioni individuali previste dalla normativa sulla regolamentazione del diritto di sciopero saranno riscosse da Equitalia e non più dai datori di lavoro.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini, esprimendosi sy questa proposta di legge ha detto che il diritto di sciopero “non può compromettere oltremisura il godimento di altri diritti della persona ugualmente garantiti in Costituzione. Non si tratta ovviamente di soffocare il diritto di sciopero, ma di armonizzarlo con l’esercizio degli altri diritti di tutti i cittadini in un’opera di bilanciamento che deve tenere conto dell’evoluzione sociale”.
La Cgil ha già annunciato un parere negativo, ma Brunetta non sembra inquietato: “Ce ne faremo una ragione”.

Andrea Onori

Commenti

One Response to “La nuova legge sugli scioperi. I punti di dissenso con i sindacati. Ecco la riforma”

  1. luca on febbraio 28th, 2009 15.20

    come si fa a dire ke lo sciopero virtuale fa pressione sull’azienda???? caso mai fa si ke il lavoratore sia disincentivato a scioperare, xke lavora e nn viene pagato.
    il fatto ke possano proclamare sciperi solo i grossi sindacati è scandaloso ,xke è + facile così controllare i lavoratori , dato ke basta corrompere i grossi sindacati e il gioco è fatto. addio sciopero.
    gli scioperi vengono fatti x creare disagi in maniera tale da far si ke la protesta dei lavoratori possa essere ascoltata: se agli scioperanti tutto ciò è impedito è ovvio ke la loro voce di protesta è molto debole.
    il fatto ke vi sia una durata massima stabilita fa si ke nn si possa scioperare ad oltransa fino a ke le rikieste vengano accettate.
    poi va beh fare le multe se uno nn rispetta queste di regole…

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