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Le reazioni dei medici al ddl che dà loro modo di denunciare i clandestini

febbraio 24, 2009 di Redazione 

Approfondiremo ulteriormente questo tema, intanto Andrea Onori - che comincia con questo pezzo la sua collaborazione con noi e che si occuperà del comparto dedicato alla Società che il nostro giornale rilancia - ci racconta come i medici stanno “rispondendo” alla proposta di legge.

Nella foto, un medico soccorre un clandestino allo sbarco. Non si tratta ovviamente della situazione coinvolta dal disegno di legge

di Andrea ONORI

Con 154 si, 135 no ed un astenuto, il 4 febbraio 2009 è stato approvato l’emendamento che abroga la legge sulla riservatezza dei medici davanti ad un paziente privo di documenti, fortemente voluto dalla lega e dal ministro Maroni. I medici ora dispongono della facoltà di denunciare all’autorità giudiziaria tutti i migranti clandestini. Sono trascorsi 18 giorni dalla modifica della legge e giudizi della politica, degli stessi dottori e dalla popolazione civile non sono venuti a mancare. C’è stato un coro di dissenso, la “rivolta” è partita dalla regione Puglia che già dallo scorso settembre aveva esteso ai medici di famiglia l’obbligo di offrire assistenza anche agli stranieri senza permesso di soggiorno. L’esempio pugliese raccoglie sostenitori anche in altre Regioni come il Piemonte, le Marche e Lazio, pronte a varare mozioni sull’obiezione di coscienza per i professionisti della sanità. Per informare i clandestini alcune strutture sanitarie hanno affisso all’ingresso e distribuito volantini informativi in tutte le lingue nei quali si spiega che nessuno corre il rischio di essere segnalato alle autorità di polizia. La cancellazione della legge di non segnalazione crea, nell’immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche, una reazione di paura e diffidenza, in grado di ostacolarne l’accesso alle strutture sanitarie. C’è anche il timore che in futuro potrebbero diffondersi malattie infettive, disturbi nella sfera materno infantile e patologie irreversibili.
Nonostante le astensioni di molti medici e distribuzione di volantini, sembra che molti degli irregolari non si concedano più alle cure mediche preoccupati di essere segnalati come clandestini, in alcuni casi tanto da disertare i Pronto soccorso e gli ambulatori pubblici della Penisola italiana. Le notizie diffuse nelle ultime settimane sull’emendamento li hanno allarmati e in parte allontanati dagli ospedali. Nelle strutture sanitarie di Roma e Milano contattate dall’agenzia di stampa Adnkronos si è infatti registrato un calo degli accessi di stranieri tra il 10% e il 15%. In alcune strutture del Nord picchi fino al 50%.
“Questa legge riduce il medico a fare la spia”, denuncia Medici senza frontiere, “venendo così contro ai più elementari diritti umani”. A partire da queste discussioni animose e ribellioni, i medici hanno cercato di rendersi utili e di opporsi fermamente alla legge. E’ stato votato all’unanimità un documento, dal Consiglio nazionale della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) riunito ieri a Roma, nel quale si ribadisce “nero su bianco” il “forte dissenso all’emendamento al ddl sicurezza”, già passato al Senato, “che abroga il divieto per i medici di denunciare alle autorità gli immigrati irregolari che si rivolgono, per essere curati, alle strutture sanitarie pubbliche”.
I medici che segnalano gli immigrati irregolari potranno essere sanzionati dagli Ordini professionali di appartenenza per aver violato il Codice deontologico secondo la nota dell’agenzia Adnkronos.
In particolare, nel documento si legge che la norma di segnalazione “è in netto contrasto con i principi della deontologia medica, espressi in particolare dal giuramento professionale e dall’art. 3 del codice deontologico, che impongono ai medici di curare ogni individuo senza discriminazioni legate all’etnia, alla religione, al genere, all’ideologia, di mantenere il segreto professionale e di seguire le leggi quando non siano in contrasto con gli scopi della professione”.
Il documento prosegue poi con un appello alle Istituzioni: “Il Consiglio nazionale si appella al Parlamento con un fermo richiamo alle superiori esigenze di tutela della salute oltre che agli imprescindibili principi di solidarietà, patrimonio storico della nostra nazione. E sollecita pertanto la Camera dei deputati a non approvare questo emendamento, contrastante con i principi fondanti del rapporto persona malata e medico, ripristinando quanto previsto dalla normativa precedente. Sollecita infine un’audizione urgente presso le sedi istituzionali competenti, allo scopo di motivare compiutamente la posizione espressa dai medici e dagli odontoiatri italiani”.

Andrea Onori

Commenti

One Response to “Le reazioni dei medici al ddl che dà loro modo di denunciare i clandestini”

  1. lelio orsetti on febbraio 27th, 2009 03.47

    Di fatto, se l’immigrazione clandestina è diventata un reato, il medico che non denuncia un reo diventa complice di un reato. Gli immigrati clandestini hanno spesso problemi di salute perché non provengono certo da paesi che possano vantare un livello accettabile di assistenza sanitaria. Costringere, perché così diventerebbe di fatto, i medici a diventare dei delatori, significa avere a disposizione forse la miglior fonte possibile di segnalazione dei clandestini, siano essi buoni o cattivi, già (magari illecitamente) integrati e con un lavoro (nero o abbronzato), o alla ricerca di facili profitti in un paese che, comunque per ora, ha un sistema molto più democratico e tollerante di quello di origine e quindi maglie più larghe. Non sarà per caso che il gioco mediatico segnalato sinteticamente e così bene nell’articolo di Luna De Bartolo stia cercando di farci assimilare il concetto di immigrato a quello tout court, di delinquente?! Scherzo, certo che è così. Il libro “L’Orda” di Gian Antonio Stella, sottotitolo: “Quando gli albanesi eravamo noi” dovrebbe essere distribuito nelle scuole.

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