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La diretta dell’Assemblea che ha eletto nuovo leader Franceschini

febbraio 21, 2009 di Redazione 

Niente primarie e scelta immediata del segretario: l’ex vice di Veltroni è stato votato da 1047 delegati su 1258. il Politico.it vi racconta la giornata.

La cronaca

17.23) Si chiude l’Assemblea Nazionale del Partito Democratico – che da pochi minuti ha un nuovo leader – sulle note della “Canzone popolare” di Fossati, quello che è stato a lungo l’inno della stagione dell’Ulivo. Un segnale, un auspicio forse, per un ritorno all’evocato spirito originale, quello dell’avvio del percorso comune dei riformisti e delle due vittorie di Romano Prodi. Finisce qui anche la diretta de il Politico.it. Vi ringraziamo di cuore per averci seguito. Alla prossima

17.18) Dario Franceschini è il nuovo segretario del Partito Democratico. Ha ottenuto 1047 voti su 1258 votanti; 92 preferenze sono andate invece ad Arturo Parisi

16.37) Assente oggi per motivi di salute Beppe Fioroni, costretto ad un ricovero in ospedale e che sta seguendo l’Assemblea da casa

16.36) Fra pochi minuti sospensione degli interventi e verrà comunicato il risultato del voto

16.12) E’ in corso il voto per l’elezione del nuovo segretario. Alle 16.30 la chiusura delle urne

15.30) Riprende la diretta de il Politico.it per la tirata finale di questa Assemblea nazionale - almeno per ciò che riguarda l’elezione del nuovo segretario, con la quale si è deciso di procedere con il voto a larghissima maggioranza di cui vi raccontiamo più in basso.

Nella sala sono in corso gli ultimi interventi a titolo personale. Si sono succeduti dirigenti noti e meno noti del Pd, tutti naturalmente – perchè la partita vera era il voto sul percorso da seguire, tra elezione oggi del nuovo leader e primarie – a confermare il loro sostegno alla candidatura di Franceschini.

Ci torneremo nel corso dei prossimi giorni, ma visto che si profila l’ascesa dell’ex vicesegretario di Veltroni alla guida del Partito Democratico vale la pena di raccontare qualcosa di lui.

Giovane dirigente della Dc a Ferrara, ha partecipato all’evoluzione (o ritorno) in Partito Popolare, candidandosi anche alla segreteria della successione a Franco Marini, per la quale si sfidò, perdendo, con Pierluigi Castagnetti – che oggi, è un dato di non assoluto rilievo politico visto che i due appartengono alla stessa area culturale, ma valga come curiosità, gli ha rinnovato con una certa dose di percepibile “affetto” la sua stima.

Franceschini fu il primo, nell’estate del 2007, a “rompere” lo schema Ds-Margherita nel momento della fondazione del nuovo partito, dichiarando che avrebbe votato e sostenuto, lui, ex Dl, la candidatura alla segreteria di Walter Veltroni.

Tra i due c’è un rapporto di amicizia antecedente alla loro recente collaborazione politica che, naturalmente, con questa è andato rafforzandosi. Veltroni, dal canto suo, non ha avuto dubbi ad indicare nel suo ex “delfino” la persona giusta per succedergli e traghettare il partito fino al congresso di ottobre.

Un aspetto particolare dell’amicizia – un altro dettaglio poco politico, di curiosità – riguarda la comune passione per la scrittura: sia Veltroni, com’è noto, sia Franceschini hanno dato alla luce i loro primi romanzi, e sembra sia stato proprio Veltroni a spingere l’amico a pubblicare quello che, come spesso accade, per un certo periodo era rimasto “manoscritto chiuso nel cassetto”.

Anche sul piano politico c’è una forte affinità tra i due, pur provenienti, appunto, da esperienze anche molto diverse tra loro. Significativa la “decisione” con la quale Franceschini aveva recentemente annunciato che avrebbe votato contro il disegno di legge per far riprendere alimentazione e idratazione nei confronti di Eluana Englaro. Un’ispirazione fortemente Democratica, oltre che laica, che conferma l’assoluta vicinanza, quando non già coincidenza, tra culture anche non cattoliche e cattoliche, presenti all’interno del partito. E, comunque, vale per il futuro segretario.

Sospendiamo gli aggiornamenti fino alle 15.30, quando torneremo in diretta per seguire il voto finale. Grazie per l’attenzione, cari lettori. A dopo

13.35) Parisi: “Mi candido per rafforzare questo momento di democrazia. Il rapporto di forza è stato 83 a 17. e mi sono chiesto se costringervi ad una ulteriore prova. E’ il partito al quale ho dedicato la mia vita. E ho deciso di confermare la mia candidatura”

13.32) Due proposte di candidatura a segretario: Dario Franceschini e Arturo Parisi. Il voto ci sarà alle 15.30. Ora l’intervento di Parisi

13.30) Si conclude il discorso di Dario Franceschini

13.29) Franceschini: “Il mio primo atto se verrò eletto segretario? Andrò nella mia città davanti al Castello Estense. Dove furono trucidati tredici ragazzi innocenti e furono lasciati esposti perchè li vedessero tutti. Chiederò a mio padre – dice commosso – di portare la sua vecchia copia della Costituzione”. Scatta un lungo applauso

13.28) Franceschini: “Quando si tratta di difendere lo stato di diritto alzano la voce. Berlusconi ha in mente una forma moderna di autoritarismo. Vuole diventare il padrone d’Italia. Vive come un ingombro il Parlamento. Arriva al cinismo di attaccare la Costituzione attorno al letto di una ragazza morente. Arriva a legalizzare le ronde. E cercherà di avere il consenso alle Europee per completare il suo disegno strisciante. Non è il momento della delusione. E’ il momento di non tradire i nostri padri, i loro ideali, il loro sacrificio. E’ il momento di raccogliere tutte le forze per difendere la democrazia italiana e la Costituzione”

13.25) Franceschini: “Noi non vogliamo tradire le nostre – le nostre – ispirazioni e siamo dalla parte dei lavoratori. Ma dico ai sindacati: non dateci più il dolore di dover decidere se venire in una piazza in cui non siete tutti insieme”

13.23) Franceschini: “Ripetere, dire tutti le stesse cose. Non cercare l’originalità per distinguersi. Lo dico ai leader: mai più interviste per parlare dei nostri problemi interni. Sui giornali, in televisione solo per proporre, solo per contrastare il Governo”

13.22) Franceschini: “Lotta all’evasione fiscale”

13.22) Franceschini: “Scuola, scuola, scuola. Dobbiamo investire nel capitale umano”

13.21) Franceschini: “Risorse per i salari bassi, risorse per le imprese, e per i servizi essenziali”

13.20) Franceschini: “Dobbiamo fare opposizione propositiva ma dura. Di fronte ad un Governo che nega la crisi, perchè vogliono evitare che la percezione individuale si trasformi in una percezione collettiva, e che questo crei tensione, e si accentuino i problemi. Ma noi dobbiamo parlare della crisi. Le persone aspettano che la politica si occupi dei loro drammi”

13.19) Franceschini: “Abbiamo un elettorato di un certo tipo. E gruppi dirigenti che sono ancora troppo la somma di Ds e Margherita. Dobbiamo aprire le finestre” e fare entrare persone che non appartenevano ai due partiti di provenienza

13.18) Franceschini: “Conosco il valore del senso di appartenenza. E ci devono essere iscritti e militanti. Ma ci sono anche altre persone”

13.18) Franceschini: “Dobbiamo costruire una cosa nuova anche nei valori, e non essere solo l’unione dei riformismi del ’900″

13.17) Franceschini: “Difenderò sempre la libertà di dire la propria della Chiesa. Ma rimane inviolabile il principio della laicità dello Stato”. E parte un applauso molto forte dalla platea

13.15) Franceschini: “Alimentazione e idratazione devono essere garantiti salvo ci sia una volontà diversa espressa dalla persona. Ma che cos’è il disegno di legge che impone anche ad una persona cosciente una volontà diversa dalla propria?”

13.14) Franceschini: “Perchè sui temi eticamente sensibili ci sono differenze? Perchè sul resto abbiamo avuto anni per ascoltarci, questi sono temi completamente nuovi. Ma la coscienza di un laico e quella di un cattolico non si fanno le stesse domande? Non hanno le stesse paure? Perchè non cercare di andarci incontro. Un lavoro comune, dobbiamo dialogare”

13.13) Franceschini: “Collocazione europea. Lavoreremo per costruire in Europa un campo in cui stiano tutti i riformisti: i socialisti e i non socialisti. Non entreremo nel Partito socialista europeo. Ma non potremo stare in un luogo in cui non ci siano i socialisti europei. Non fosse altro perchè qui siamo nello stesso partito”

13.10) Franceschini: “Vocazione maggioritaria o coalizione: perchè metterla così. Indietro non torneremo. Ma è chiaro che dovremo costruire delle alleanze per vincere. Dovremo parlare con l’Udc. Dovremo parlare con i nostri vecchi alleati. Sì ad una coalizione con un programma vero. Rimarremo nel bipolarismo e sempre alternativi alla destra”

13.06) Franceschini: “Aprirò ai giovani, quelli che vengono dalla base e hanno già avuto modo di provare la politica. Ascolterò le personalità ma non le coinvolgerà perchè c’è bisogno di freschezza”

13.04) Franceschini: “Non farò trattative. Mi prenderò le mie responsabilità. Chi applaude oggi non venga a chiedere di nominare qualcuno domani”

13.04) Franceschini: “Io azzererò il governo ombra, il coordinamento, tutti gli organismi nazionali (a parte la direzione che è stata eletta)”

13.03) Franceschini: “Non avrò padrini o protettori”

13.02) Franceschini: “Dovremo garantire il congresso e le primarie in ottobre”: sembra voler confermare, quindi, la data prevista del congresso, che non sarebbe così anticipato

13.00) Franceschini: “Gli errori di Veltroni sono i miei errori. Lo sanno anche quelli che mi hanno chiesto di candidarmi”

12.59) Franceschini fa riferimento a Prodi e l’Assemblea applaude

12.57) Franceschini: “Senza la decisione di Veltroni di candidarsi alle primarie non ci sarebbe stato il Partito Democratico”

12.56) Franceschini: “Il mescolamento c’è già stato. Non ci saranno crisi – elettorali, interne – che ci faranno cambiare idea e tornare indietro. C’è già un senso di appartenenza a questo partito”

12.54) Franceschini presenta la propria candidatura

12.51) Su 1229 presenti, 1006 hanno votato sì, 207 no, 16 astenuti: un voto larghissimo a favore dell’elezione, oggi, del nuovo segretario. E questo apre la seconda fase: la presentazione delle candidature. Ma a questo punto la scelta è pressochè scontata: Dario Franceschini sarà il prossimo segretario del Partito Democratico “per il resto del mandato”: cioè fino al nuovo congresso, che si dovrebbe tenere subito dopo Europee e Amministrative - salvo cambiamenti dati eventualmente anche da risultati imprevisti alle elezioni

12.39) Ora il conteggio dei voti contrari. Ad una occhiata, sembra che ci sia una maggioranza di “sì” all’elezione, oggi, del nuovo segretario. Ma aspettiamo ovviamente l’esito del conteggio

12.36) Silenzio e una certa “suspance” in sala, dove gli scrutatori, uno per “zona” della platea, stanno procedendo al conteggio dei badge alzati che esprimono il voto favorevole all’elezione, oggi, di un nuovo segretario

12.35) Si vota: sull’ipotesi di “procedere all’elezione di un nuovo segretario nazionale per il resto del mandato”.

12.34) Errani: “Chiedo però a Franceschini tre segnali di discontinuità. Sull’organizzazione, che va realizzata: non possiamo chiamare i cittadini solo a votare alle primarie. Secondo, costruire un nuovo organismo dirigente che raccolga le esperienze del territorio. Infine, dobbiamo essere per un nuovo patto sociale, dobbiamo dire che l’obbligo di idratazione e alimentazione è sbagliato in uno stato laico, la posizione di Marini (che propone che il Pd faccia un gruppo nuovo insieme ai Socialisti europei, ndr) sulla collocazione europea è giusta: attuiamola in autonomia ma con forza e coerenza”

12.29) Conclude la serie di interventi Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna, che rappresenta un gruppo di presidenti e segretari locali che sostengono Franceschini: “Faremmo fatica a far capire agli elettori che noi abbiamo bisogno di parlare di noi, e non del Paese. Io sono per eleggere oggi un segretario pieno, che ci porti dopo le elezioni Europee al congresso”

12.20) Enrico Morando: “Rinviare la decisione e la discussione interna non è la soluzione ai problemi. Sono per congresso e primarie subito. E, nel caso, voterei Franceschini nel confronto con Bersani”

12.14) La Finocchiaro, dalla presidenza, stigmatizza le “grida” che di tanto in tanto arrivano dal fondo della sala: “Servono solo a fare correre gli operatori e a far dare ai media una rappresentazione sbagliata e parziale di questa assemblea”. Ne approfittiamo per dire che la sala è gremita, a differenza di quanto registrato nelle precedenti occasioni di riunione dell’Assemblea Costituente-Nazionale quando le presenze erano sempre (se si eccettua la prima) molto limitate.

12.10) Realacci: “Ho paura di due mesi (di campagna elettorale per le primarie, ndr) quando si avvicinano soprattutto le elezioni amministrative. In questo caso rischiamo di perdere anche a Bologna e a Firenze”

12.07) Ermete Realacci per la scelta di Franceschini “segretario vero” eletto oggi in assemblea

12.06) Lerner: “Franceschini non farebbe diversamente da Veltroni. Ci nasconderemmo dietro un falso unanimismo”

12.02) Gad Lerner per primarie subito: “La compattezza di facciata ci può fare molto male. Siamo stati compatti dietro un gruppo dirigente che ci ha portati di sconfitta in sconfitta, con la paura di scegliere perchè sennò si spacca tutto che ha prodotto, in realtà, le spaccature con la società che mi fanno considerare necessario il passaggio delle primarie. Ci vuole un congresso vero”

11.59) Tortolini: ”Voglio un partito nel quale si riscopra il senso di appartenenza. Un partito organizzatio. Non è una questione burocratica”

11.57) Tortolini: “Ci vuole un forte segno di discontinuità nelle classi dirigenti”

11.55) Tortolini: “Voglio un partito del quale si sta da che parte sta. Sulle politiche del lavoro, sul testamento biologico. Non un partito che si affida alla società e basta”

11.55) Matteo Tortolini, giovane segretario del Pd di Piombino, a favore della reggenza: “Il nostro è un progetto di medio-lungo periodo. Attenzione a scelte di urgenza. Noi dobbiamo sfidare il centrodestra sul piano culturale. Le primarie sono uno strumento straordinario ma c’è una sfida di medio-lungo periodo, culturale da affrontare”

11.51) Concia: “Le differenze sono una ricchezza. Facciamole emergere”

11.49) Dopo Bindi parla Paola Concia: “Sono qui a rappresentare donne e uomini che guardano dove vogliono andare e non da dove vengono. Con me Giuseppe Civati, Marta Meo, Ivan Scalfarotto, dirigenti, amministratori, sindaci”. La Concia esprime, qui, quel movimento di base del quale parlavamo all’inizio che chiede da tempo il rinnovamento. “La crisi sia un’opportunità per fare finalmente il Pd”

11.48) Bindi: “Io chiedo oggi all’assemblea di eleggere un segretario, senza aggettivi. Al quale chiedo di essere segretario di garanzia. Di chiudere la stagione della gestione della maggioranza del 14 ottobre e di aprire una fase unitaria del nostro partito. Che dev’essere unito e plurale anche nel rapporto con i territori”

11.46) Bindi: “Visti i problemi nel nostro orizzonte potrebbe anche esserci la conclusione di questo nostro progetto. Potrebbero nascere un nuovo centro e un nuovo partito socialdemocratico in questo Paese”

11.42) Bindi: “Non abbiamo completato il tesseramento. In alcune regioni non ci sono i circoli. Un partito in queste condizioni non è in grado di fare un congresso vero. Inoltre, siamo alla vigilia di elezioni impegnative. Soprattutto le amministrative, che interesseranno più di cinquemila comuni nei quali abbiamo già celebrato le primarie. La scelta non è quindi tra congresso e nuovo segretario ma tra primarie e nuovo segretario. Ma le primarie, che sono uno strumento prezioso, non sono la soluzione di tutti i nostri problemi e non possono sostituire la riflessione sui problemi. Nuovo leader lascerebbe intatti tutti i problemi che il partito non è riuscito a risolvere”

11.40) E’ il momento di Rosy Bindi, che difende l’opzione della reggenza e di Franceschini, con una sensibilità diversa di cui ora parleremo. “Sbagliata la scelta delle dimissioni da parte di Veltroni”

11.39) Rognoni: “Se aspettiamo ottobre c’è il rischio che ad ottobre saremo sempre di meno”

11.36) Rognoni: “Siamo consapevoli del disastro degli ultimi sedici mesi. Non vogliamo più un segretario costretto a mediare tra dirigenti dei vecchi partiti. Abbiamo bisogno di un segretario che traduca una linea condivisa. Ho creduto in Veltroni. Poi ho visto continuare a predicare bene e a razzolare mai, come nel caso dell’elezione dei consiglieri Rai”, che sarebbero stati “spartiti” tra le varie componenti

11.35) Interviene ora Carlo Rognoni, ex consigliere di amministrazione Rai, dirigente ligure del Pd: “Io sono per primarie e primarie subito”

11.34) Conclude Fassino: “Le primarie non devono essere un esercizio solo plebiscitario. Scinderle dal congresso impedirebbe un esercizio democratico legato al dibattito politico. Per questa ragione credo dobbiamo scegliere qui e oggi. E se sceglieremo bene da domani possiamo riprendere il nostro cammino e restituire speranza e fiducia a chi vuole un’Italia migliore”

11.33) “Dario Franceschini è l’uomo che può guidarci in questa fase”. Fassino fa una serie di riferimenti – rinnovamento, coinvolgimento dei territori, impossibilità di affidare il partito nelle mani della sola dirigenza nazionale – nella direzione delle richieste che sono emerse dalla base

11.32) Fassino: “La proposta è di eleggere un segretario”, un segretario vero

11.28) Fassino: “Abbiamo bisogno di una guida solida e sicura subito. C’è bisogno di una forza politica in campo in grado di interloquire con i cittadini. Abbiamo passaggi parlamentari come il voto sul testamento biologico, quello sulla giustizia, che richiedono la presenza di un leader che sia in grado di garantire certezza di direzione. E’ preferibile eleggere il nuovo segretario qui nell’Assemblea costituente” 

11.27) “Non ci faremo male e sceglieremo cose utili per il Pd”: Piero Fassino è il secondo a prendere la parola sulle due “mozioni” in campo

10 – 11.25) ”Tornare ai cittadini è l’unico modo per ricominciare. Ricominciare dalla politica, ricominciare alla democrazia”. Conclude così il suo intervento a favore di primarie subito Arturo Parisi

9 – 11.20) Il primo intervento “parziale” è di Arturo Parisi, che critica Veltroni per la decisione di non rassegnare le dimissioni nella sede deputata, l’Assemblea di oggi. E, pure, Parisi poi “chiede scusa” all’ex segretario per la solitudine nella quale è stato lasciato e il cui sentimento dice di “comprendere”.

8 – 11.17) Il clima è molto diverso da quello che si è respirato nelle precedenti Assemblee. C’è uno spirito di coinvolgimento consapevole della presenza di una forte “opposizione” esistente alla linea della dirigenza attuale.

7 – 11.14) Parleranno cinque “oratori” a favore della opzione-reggenza e cinque per le primarie subito. Franceschini non terrà una relazione introduttiva: una scelta distensiva per andare incontro alle richieste della parte che sostiene l’ipotesi del ritorno al voto.

6 – 11.08) ”SIamo un partito, non ci disperderemo”. Anna Finocchiaro invita a rinserrare le fila respingendo critiche e timori piovuti sul Pd in queste ultime settimane. Poi attacco al Governo e un ringraziamento a Veltroni. Lungo applauso dall’Assemblea

5 – 10.57) E’ cominciata l’Assemblea Nazionale del Partito Democratico. La prima a parlare è Anna Finocchiaro, che ha il compito di coordinare il consesso.

4 – 10.26) Lo “scontro” che si profila è dunque tra la vecchia, storica dirigenza del Pd e dei suoi partiti di fondazione, la classe dirigente del centrosinistra degli ultimi quindici anni, e una base che da tempo lancia segnali di malcontento, un malcontento esploso nell’ultima settimana dopo la debacle in Sardegna e le dimissioni di Veltroni. E, con la base, ci sono tutte quelle componenti figlie già di un rinnovamento iniziato da Veltroni, o estranee soprattutto ai due partiti di provenienza, Ds e Margherita: questi ultimi che in qualche modo “cannibalizzano”, con le loro vecchie dirigenze, un partito che, nelle intenzioni, doveva essere completamente “nuovo”, aperto alla società e in grado di produrre, al proprio interno, un rimescolamento – che in parte, peraltro, c’è stato - capace di comporre una base nuova e rappresentativa, in maniera libera, dei filoni riformisti italiani.

3 – 10.18) Siamo in attesa dell’inizio dei lavori dell’Assemblea, che, lo ricordiamo, venne eletta alle primarie nelle quali fu scelto Walter Veltroni come primo segretario del Partito Democratico. E’, di fatto, l’Assemblea Costituente del Pd, formata per costruire e definire la struttura, le regole del nuovo partito. Va detto che, in effetti, fin’oggi l’Assemblea è stata condotta senza lasciare molti margini alle iniziative che potessero provenire dalla sua “pancia”; e questo è forse il principale motivo di polemica da parte della componente di Arturo Parisi. Un potere che, a quanto sembra, l’Assemblea poi rinominata Nazionale sembra oggi intenzionata a riprendersi.

2 – 10.15) Secondo quanto trapelato nella giornata di ieri dal gruppo intorno al coordinamento del partito, dal quale è venuta la decisione-proposta della reggenza Franceschini, sostenuta anche da Veltroni, il nodo dovrebbe essere sciolto subito, con la presentazione delle tesi alternative sul palco dell’Assemblea Nazionale e, poi, subito il voto tra reggenza e primarie subito.

E’ una scelta che mira ad evitare l’esplosione di un dissenso molto forte che si stava preparando, nella base e dunque anche nell’Assemblea, che la esprime, dopo che il coordinamento aveva di fatto messo un’ipoteca sulle decisioni dell’Assemblea stessa formulando l’ipotesi della reggenza, alla quale non veniva immaginata alternativa.

1 – 9.51) Buongiorno, cari lettori, benvenuti alla seconda diretta scritta de il Politico.it. Oggi raccontiamo l’Assemblea Nazionale del Partito Democratico, quella che decide. Che decide se il Pd si affida al suo attuale vicesegretario Dario Franceschini per una reggenza-segreteria “ponte” che dovrebbe durare fin dopo le Europee, quando anche coloro che sostengono questa ipotesi affermano si dovrebbe celebrare il congresso anticipato. Oppure se il popolo del Pd torna subito a votare, a ridosso delle elezioni Europee, per eleggere un nuovo segretario con pieni poteri.

Le due “anime” che sostengono le due tesi contrapposte sono identificabili l’una, la prima, quella che promuove la candidatura di Franceschini alla reggenza, nella dirigenza attuale del Pd, con qualche eccezione: gli Ulivisti, quelli che fanno da sempre riferimento a Romano Prodi, e che in questi mesi hanno condotto battaglie di “democrazia” all’interno del Partito Democratico, per una vita interna, appunto, la più “regolare” e democratica possibile, che chiedono anch’essi di andare subito alle primarie, e che nel caso si voti invece per “nominare” una reggenza sosterranno la candidatura, alternativa a quella di Franceschini, di Arturo Parisi; e alcuni esponenti dell’area più vicina al segretario dimissionario Walter Veltroni, tra i quali Stefano Ceccanti, il costituzionalista fedelissimo dell’ex sindaco di Roma che promette di presentare una mozione perchè si torni subito a votare.

Questi ultimi fanno da riferimento al più vasto e popolare movimento di base che chiede le primarie: è una costellazione variegata di sensibilità e correnti di base: ci sono i cosiddetti “autoconvocati” del Lazio, un gruppo di militanti che si sono organizzati, appunto nella Capitale, per promuovere dall’interno istanze di rinnovamento; rinnovamento che è l’”ideologia” di un’altra, vasta area del partito, fatta di giovani, e non solo, che lo chiede da tempo e che costituisce la seconda “componente” di questo “movimento”; e, poi, più in generale, una larghissima parte della base nel suo complesso, che ad ogni occasione in cui ha avuto modo di esprimere la propria preferenza, in questi giorni successivi alle dimissioni di Veltroni, lo ha fatto sostenendo la tesi delle primarie subito.

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