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Allam, alle Europee per sostenere l’identità cristiana del Continente

febbraio 15, 2009 di Redazione 

Cominciamo a parlare del voto di giugno – al quale il nostro giornale dedicherà naturalmente via via sempre più spazio – analizzando la scelta coraggiosa (e per qualcuno imprudente) dell’ex vicedirettore del “Corriere della Sera”, asceso nel nostro Paese per il suo giornalismo lucido e critico applicato alla realtà dell’estremismo e del terrorismo “islamici” e ora “in campo” con un proprio partito-movimento. Leggiamo.Nella foto, Magdi Cristiano Allam

di Marco FATTORINI

Negli ultimi giorni si è tornati a parlare di elezioni, precisamente di quelle europee, un po’ per le soglie di sbarramento che dividono partiti e partitini, un po’ perché effettivamente mancano pochi mesi alle consultazioni che rinnoveranno i rappresentanti dell’Italia al Parlamento di Strasburgo.Proprio nel marasma politico-elettorale è emerso un nome nuovo, ma già molto conosciuto dall’opinione pubblica, quello di Magdi Cristiano Allam.
Il giornalista nato in Egitto e laureato in sociologia alla Sapienza di Roma è da tempo un personaggio stimato ed apprezzato per la sua attività di intellettuale e scrittore. Da vicedirettore del “Corriere della Sera” ha scritto numerosi libri sul tema di estremismo e terrorismo islamico, guadagnandosi il plauso di migliaia di sostenitori ma anche le minacce di morte da gruppi internazionali. Fatto sta che da qualche anno a questa parte la sua vita è blindata dagli angeli custodi della scorta che non lo mollano un attimo.

Il coraggioso giornalista che era musulmano laico, nella notte di Pasqua dell’anno scorso ha ricevuto il battesimo dal Santo Padre, convertendosi così al cristianesimo e aprendo una nuova stagione della sua vita testimoniata anche dall’ultimo libro “Grazie Gesù”.
Esperienza che sicuramente lo ha influenzato e aiutato nella scelta piuttosto sorprendente di lasciare il giornalismo e il ruolo di vicedirettore al Corriere per fondare il partito “Protagonisti per l’Europa Cristiana” e partecipare così alle Elezioni Europee.
Una decisione quantomeno ardita che ha spiazzato molte persone, anche e soprattutto tra i suoi estimatori.

Allam però è sceso in campo senza ripensamenti e propugnando slogan a dir poco eloquenti: “fede e ragione”, “verità e libertà”, “regole e valori”. Parole di una certa importanza e forse dimenticate nel contesto europeo che Magdi Cristiano descrive come affetto da una malattia ideologica fatta di nichilismo e relativismo, un declino lento e doloroso dominato da un capitalismo selvaggio e senza regole.
La sfida che lui lancia è quella per una civiltà cristiana europea, la stessa che ha portato in auge il vecchio continente, proponendo come ricetta di cambiamento una riforma etica fatta di libertà, diritti fondamentali, affermazione del ruolo della famiglia e del bene comune. Un riforma di ampio respiro che basandosi su valori certi, oggettivi, assoluti porti giovamento e nuova linfa alla vecchia Europa in tutti i campi: da quello economico a quello sociale.

Allam propone così la sua sfida da protagonista per il cambiamento e l’affermazione di concetti e parole chiave che possono dare il loro contributo se tramutate dall’ambito ideale a quello concreto della vita reale. Certo è che la strada sarà lunga e difficile: davanti ad una soglia di sbarramento del 4% l’accesso a Strasburgo sarà quantomai ripido.
Anche se con il vento di crisi, non solo economica ma anche politica, la gente potrebbe abbracciare il progetto di Allam e magari farlo decollare. Possibile?
Staremo a vedere. Le parole generano senz’altro un notevole effetto, la pratica poi è tutt’altra storia anche se è da riconoscere che le radici cristiane dell’Europa sono un fattore importante, checché in molti le abbiano sepolte e nascoste. Chissà se stavolta qualcuno cambierà idea.

Marco Fattorini

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