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Università francesi contro riforma dell’insegnamento. Un’altra Onda?

febbraio 11, 2009 di Redazione 

Corrispondenza da Parigi della no- stra vicedirettrice. Nuove manife- stazioni contro la politica nazio- nale del Governo Sarkozy. Racconto dal corteo organizzato per opporsi alle modifiche allo statuto degli insegnanti, appunto, e contro lo smantellamento dei maggiori istituti di ricerca. La gran parte dei professori (di destra e di sinistra) respinge la riforma, anche se alcuni di loro hanno scelto di non scendere in piazza considerando la protesta inefficace per fermare l’esecutivo. 

Nella foto, veduta della capitale francese

di Luana CRISARA

”L’università non si tocca’. ‘No al decreto della vergogna’. ‘Il decreto nuoce gravemente al pensiero’. Professori, ricercatori e studenti che si oppongo alla riforma dell’insegnamento superiore in Francia hanno usato, durante la manifestazione di martedì, slogan simili a quelli degli studenti italiani contro il decreto Gelmini, diventato legge lo scorso gennaio. C’era persino qualcuno che canticchiava il motivo della canzone ‘Bella Ciao’. Viene ribadita l’opposizione al governo Sarkozy dopo la massiccia mobilitazione di giovedì 29 gennaio, quando migliaia di persone hanno manifestato contro la politica economica e sociale.

Ma mentre in Italia “l’Onda”, ormai dispersa, è nata come un movimento studentesco spontaneo, in Francia la protesta è partita da insegnanti e ricercatori, i diretti interessati dalla proposta di decreto presentata dal ministro dell’istruzione, Valérie Pécresse.

Sono stati organizzati cortei nelle maggiori città francesi. A Parigi, nonostante il forte vento e una leggera pioggia, la protesta si è allargata agli studenti, che hanno sfilato in migliaia per le strade della capitale. Hanno manifestato tra 40 mila e 80 mila professori, ricercatori, studenti e personale che lavora nell’ambito delle università. Tutti uniti per sperare che il ministro dell’istruzione ritorni sulle sue posizioni. Ma alla domanda se credono davvero che il governo risponderà positivamente alle loro richieste, molti partecipanti hanno risposto con un incerto “speriamo…”.

I manifestanti, sostenuti dai sindacati, chiedono il ritiro del decreto che modifica lo statuto di insegnanti e ricercatori e della riforma sugli insegnanti di primo e secondo livello e si oppongono allo “smantellamento” dei maggiori istituti di ricerca. Vengono rivendicati inoltre una maggiore attenzione al servizio pubblico e il ripristino dei 1.030 posti soppressi per il 2009.

Il ministro ha lunedì nominato una mediatrice per rivedere il progetto, ma la dichiarazione non è stata accolta bene dai sindacati degli insegnanti. Domani la Pécresse si confronterà con con associazioni e sindacati universitari. Alcuni gruppi hanno già annunciato che boicotteranno l’incontro.

Dell’”Onda” studentesca non rimane che la risacca in Italia, mentre parte della comunità universitaria in Francia inizia la battaglia contro i cambiamenti voluti dal governo. Ma, come abbiamo visto nel nostro Paese, essere sulla cresta dell’onda non significa che professori e ricercatori che si oppongono alla proposta riescano a far indietreggiare il governo.

Luana Crisarà

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