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Elezioni sarde, ecco che aria tira: “Testa a testa. Liste: Pdl avanti”

febbraio 11, 2009 di Redazione 

Abbiamo chiesto ai tre principali quotidiani locali – “la Nuova Sardegna”, “Il Giornale di Sardegna”, “L’Unione sarda” – di raccontarci l’atmosfera, la situazione, le previsioni a ormai quattro giorni dal voto che deciderà il nuovo governatore sardo e molto di più. La sfida tra Soru e Cappellacci (e Berlusconi) è entrata nel vivo. Sentiamo.

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Nella foto, i quattro mori simbolo della Sardegna

di Luca LENA

Tra le esasperate dispute da campagna elettorale, la Sardegna si avvicina al voto stretta nella morsa dei due principali candidati. La politica si accende entro i confini regionali e rimbalzano in ogni piazza i proclami di Soru e Cappellacci, i quali alternano fiduciose promesse ad attacchi diretti all’avversario. Intanto non si sprecano frasi di repertorio per far presa sul pubblico, nel tentativo di accaparrarsi le manciate di elettori indecisi. Non mancano maligne allusioni a ciò che prospetterebbe l’eventuale elezione del candidato opposto. Si dà vita ad un duello a distanza tra uomini – prima che tra rappresentanti di coalizione -, fatto di annunci, critiche, dati sciorinati a raffica, e mobilitazioni di partito che, soprattutto in quest’ultima settimana, vedranno scendere in campo i maggiori politici di entrambi gli schieramenti. Tutto ciò rende esasperata la comunicazione, con le manifestazioni prestate ad un gioco di incitamenti e climax enfatici per persuadere, con la maestria dell’orazione, le orecchie delle masse in ascolto. Niente di nuovo in fin dei conti, considerando che ci troviamo ad una settimana dal voto. Ma nella prospettiva di un elezione regionale, in cui il semplice messaggio politico deve poter fare presa in un popolo omogeneo, accomunato da analoghe esigenze, le reazioni collettive ai miasmi propagandistici serbano un’importanza notevole.
Il momento delicato che attraversa la Sardegna è fortemente percepito dalla popolazione, che avverte la valenza storica, politica e sociale delle prossime elezioni. Non si tratta solo del fermento fisiologico a cui inducono i media con la loro incombente presenza, bensì sono gli stessi mezzi d’informazione a fungere da barometro per una più efficace percezione della partecipazione pubblica.
Gli stessi quotidiani locali, che raccolgono informazioni dal territorio, scoprono come il respiro del popolo sardo sia fortemente indirizzato all’avvenimento elettorale. «La regione sente l’importanza di queste elezioni poiché in queste settimane abbiamo impostato il giornale convergendo strettamente sulla politica e le vendite sono aumentate nettamente» – afferma la redazione de “La Nuova Sardegna”, alla quale chiediamo inoltre quali siano le sensazioni osservabili nell’ambiente sardo per ciò che concerne l’approccio delle masse verso le figure dei candidati. «La sensazione attuale» – dice ancora “La Nuova Sardegna” – è quella di una regione spaccata a metà: al momento, forse, è Soru ad incarnare maggiormente il cosiddetto “sardismo”, ma Cappellacci ha maggiori adesioni se si parla della questione economica e di quella edile».
Su questi aspetti sembrano convergere anche le opinioni di altri quotidiani regionali. I cittadini sentono fortemente queste elezioni anche per la redazione de “L’Unione Sarda”, la quale aggiunge: «Soru punta sull’animo sardo mentre per Cappellacci l’affiancamento costante di Berlusconi potrebbe essere uno sprone e risultare quindi decisivo».
Il “Giornale di Sardegna”, infine, amplia la valutazione dando maggiore risalto alle figure dei candidati piuttosto che alle coalizioni da cui sono appoggiati: «Vediamo spesso Soru muoversi tra i paesini, dialogare con la gente comune, con gli operai, esporre proposte di rinnovamento. Ovviamente anche Cappellacci si avvicina alla gente ma lo fa con un orientamento diverso, cercando il confronto in piazza, coadiuvato dalla costante presenza del Presidente del Consiglio».
E su quest’ultima particolarità della vicenda elettorale chiediamo se realmente possa essere decisiva la presenza di Berlusconi. «Dipende», dicono ancora dal “Giornale di Sardegna”, «forse non tutti potrebbero gradire l’ingerenza politica del Presidente del Consiglio, ma è anche vero che tra la maggior parte della gente le questioni istituzionali vengono messe in secondo piano. Anche le stesse dimissioni di Soru hanno pesato più a livello di politica nazionale che sul sentimento comune».
Sulla questione pare di diverso avviso “La Nuova Sardegna” che definisce la scelta di Berlusconi ponderata e probabilmente proficua: «La figura del Presidente del Consiglio delinea meglio i contorni del candidato del PDL; quattro anni fa l’associazione imprenditoriale era vicina a Soru, oggi sembra che le cose siano leggermente cambiate».
Si ha dunque la sensazione che la fetta più cospicua dell’elettorato sia portata ad essere condizionata dalle voci piuttosto che dai fatti politici. E questo pare essere dettato dalla similitudine tra gli slogan elettorali dei candidati principali, come dice ancora “La Nuova Sardegna”: «Entrambi i contendenti sventolano l’emblema del cambiamento. Diciamo però che con Soru sarebbe un ritorno, una continuità con il lavoro lasciato a causa delle dimissioni. Mentre con Cappellacci assisteremmo ad un mutamento più forte, poiché ci sarebbe una rottura definitiva con la precedente amministrazione».
Sui sondaggi, però, sembrano trovarsi tutti d’accordo. Sarà forse la prerogativa del carattere sardo, chiuso e orgoglioso di mantenere un riserbo doveroso, ma in pochi sembrano fidarsi dei dati pre-elettorali sciorinati quasi clandestinamente in questi giorni. Inoltre, la possibilità del voto disgiunto, ovvero il diritto di poter votare un candidato assieme ad una lista elettorale che non lo supporta, complica ulteriormente le cose. Ai sondaggi non sembra credere più nessuno, considerando che spesso vengono commissionati dagli stessi partiti politici. Nessuno si fida, eppure, di fronte ad una percentuale che anticipi lo scrutinio, quasi tutti lasciano cadere l’occhio. Al momento la coalizione di Cappellacci parrebbe leggermente in vantaggio su quella del Centro-sinistra, mentre si prospetterebbe una battaglia più serrata per l’elezione del presidente. Ma questo è solo ciò che esala dal fermento silenzioso della Sardegna, dal quale non si può far altro che interpretare un flebile sentore attraverso un ardito compito di previsione. Per conoscere la realtà non resta che aspettare domenica 15 e lunedì 16, quando la volontà sarda si concretizzerà in voto.

Luca Lena

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