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Forum su sfida Soru-Cappellacci tra i sardi di Fb: “Come voteremo”

febbraio 10, 2009 di Redazione 

Dibattito-raccolta di opinioni tra per- sone che vivono, sono nate o co- munque votano in Sardegna a pochi giorni dalle elezioni. Selezionate tra una serie di contributi ottenuti attraverso il diffuso social network. Esperimento di giornalismo partecipativo “condotto” applicato alla “piazza virtuale”. Per farci un’idea del senso comune e dell’orientamento a meno di una settimana dalla decretazione del vincitore.

Nella foto, “squarcio” di Sardegna

opinioni raccolte da Francesca POCCIONI

La “piazza” nella quale li abbiamo incontrati è una delle piazze più grandi d’Italia, del mondo; quella (virtuale) di Facebook. La ricerca è sfociata in un fiume di proposte, consigli, soluzioni per la regione. Ecco i pareri delle persone interessate.

Massimiliano C., 31 anni, celibe, lavora in provincia di Cagliari in una piccola impresa familiare; ci dice di non avere un preciso orientamento politico: ‹‹Non seguo un partito fisso, bensì chi mi ispira più. il popolo sardo ha bisogno di fatti concreti››. Relativamente al presidente uscente condivide solo alcune scelte: ‹‹Soru ha fatto delle buone cose ma ne ha fatte altre in modo negativo e smisurato. Non e’ giusto che noi giovani siamo costretti ad oltrepassare il Tirreno per trovare lavoro… Troppe leggi a nostro sfavore, troppe tasse, troppe difficoltà per gestire la propria attività, troppa burocrazia per poterne aprire una nuova e troppa gente che non capisce o che non e’ a conoscenza di leggi e cose simili nel poter indirizzare un giovane ad intraprendere››.

Elisabetta Mura, Sassari, di anni 43, nubile, diplomata, programmatrice informatica, vive sola, senza figli, è di sinistra e vorrebbe la riconferma di Soru alle prossime elezioni: ‹‹Per me ha governato bene, credo che lui ami veramente la nostra isola e faccia davvero il bene della Sardegna. Ho fiducia in lui››. Approva le scelte fatte dalla Giunta: “Parlo di raccolta differenziata dei rifiuti, siamo una delle regioni che è cresciuta di più in Europa, l’ambiente è più protetto, credo siano entrati anche più denari nelle casse della regione e quindi sarà possibile aumentare gli investimenti nelle “cose” ancora da fare: infrastrutture, la 131 (l’arteria principale dell’isola, ndr) ad esempio è già stata rinnovata ed ampliata… La Sardegna è un’isola meravigliosa, circondata da un mare bellissimo: le coste vanno protette! Se l’ambiente viene difeso tutti potranno godere dei benefici: il turista potrà vivere il mare sano e incontaminato, il pescatore avrà più frutti dal mare, gli stessi abitanti avranno una vita più sana››. Non ama la campagna elettorale del PDL, “con un premier onnipresente e un candidato presidente quasi anonimo”. Ma cosa servirebbe davvero alla sua regione? ‹Una flotta aerea e navale di proprietà della Sardegna e persone che amano veramente l’isola tanto da poterla traghettare verso un futuro sempre migliore››.

Emanuele Dettori,19 anni, di Sassari, diploma di scuola superiore, cameriere, vive ancora in famiglia. Orientamento politico: centrodestra, e, nello specifico, a favore del candidato Ugo Cappellacci. Giudica inconsistente l’operato di Soru: ‹‹Soru, secondo me, in Sardegna non ha fatto niente di buono e quindi non merita la riconferma››. ‹‹La Sardegna come il resto del mondo e’ un bene di tutti e tutti ne devono usufruire, ci vuole una svolta e Cappellacci la può dare. Sembra una persona a posto e penso che ci possa togliere tante “castagne dal fuoco”››.

Mauro Aste di Cagliari, 36 anni, un diploma di scuola media superiore, impiegato nel settore turismo, vive a Dublino per lavoro, senza figli. Ci dice voterà Soru. ‹‹La caduta della Giunta in Sardegna è semplicemente lo specchio della tendenza-voltagabbana interna alle due coalizioni che fanno crollare i governi come castelli di carte››. Ma ‹‹Soru ha sbagliato solo nell’imporre la tassa sul lusso, per il resto sta cercando di modernizzare la Sardegna, ad esempio per ciò che riguarda trasporti e turismo, mentre Cappellacci e’ un raccomandato di lusso››, sostiene. ‹‹Purtroppo siamo una regione povera, che presenta innumerevoli sacche di disoccupazione, formate soprattutto negli anni ’70 quando i governi sostenevano che la Sardegna dovesse diventare un grande polo chimico industriale. Ci fu un grande spreco di risorse estratte dalla famigerata cassa del Mezzogiorno. La mia regione – prosegue – ha delle grosse risorse storico culturali e, soprattutto, naturali, per cui sarebbe opportuno un maggiore investimento manageriale e organizzativo in particolare nel settore alberghiero, per favorire il turismo, che però ad oggi e’ in mano a società del nord Italia››.

Marinella Marini ha 59 anni, risiede a Quartu Sant’Elena (Cagliari); è pensionata della Regione. Single, vive con sua figlia di vent’anni. Entrambe di sinistra. ‹‹Queste elezioni mi spaventano un po’, non riesco a capire. Non riesco a capire da che parte sta la gente, trovo molte persone che voteranno Soru, ma anche tante che non lo voteranno, che hanno ancora gli occhi bendati››. ‹‹Soru secondo me ha governato molto bene – dice – anche considerato lo sfascio totale che ha trovato quattro anni fa. Oggi la Regione è cambiata, sono stati rimessi a posto i conti, il bilancio per la prima volta non è stato chiuso in passivo. Ha fatto lavorare di più gli impiegati regionali, ha soppresso tanti enti inutili accorpandoli per enormi risparmi, ha aumentato i fondi per le borse di studio per merito agli studenti universitari. Ancora – spiega – ha restituito ai sardi La Maddalena, ha iniziato i lavori della metropolitana, ha diminuito i costi dei trasporti aerei, ha avviato i lavori per portare il gas in Sardegna e tante altre cose che sarebbe lungo elencare››. Non ama molto le “visite” di Berlusconi sull’isola, Marinella: ‹‹Dovrebbe rimanere a Roma a fare qualcosa di buono per gli italiani››. E Cappellacci? ‹‹Non abbiamo ancora avuto il “piacere” di sentire la sua voce e soprattutto di conoscere il suo programma. Alla Sardegna serve soprattutto un sardo che la governi, e Soru potrebbe continuare e migliorare quello che ha iniziato a fare››.

Alice Guerrieri, cagliaritana, nubile, studentessa universitaria, vive in famiglia con i genitori e un fratello. Ci parla bene di Soru: ‹‹Una figura importante per la Sardegna, capace di concepire di un progetto all’avanguardia come Tiscali, nel cuore di una terra dove il terziario non ha mai brillato; una persona intraprendente e geniale con una vera e propria inclinazione per l’economia››. ‹‹Per noi sardi – sostiene – è una fortuna poter contare su di lui, e non è certo un caso che il Pd veda proprio in Renato Soru un potenziale candidato alla presidenza del Consiglio››. ‹‹La Sardegna di Soru è lanciata verso la modernizzazione e lo sviluppo, é una Sardegna dei sardi e per i sardi, non per l’ennesima volta colonia estiva di imprenditori e politici in vacanza. Perché Soru è intimamente interessato al bene della sua terra e di chi la abita, conosce tutto della Sardegna, ogni realtà anche se minuscola. Lo dimostra frequentando i luoghi, e per i sardi non è più una novità vederlo in giro››. Opinioni diverse, ovviamente, su Ugo Cappellacci: ‹‹Io non saprei dove collocare Cappellacci, che per la Sardegna non ha alcun progetto concreto. Mi sembra solo capace di fare discorsi aleatori, cioè un po’ demagogici e banali. Non è mai stato parte attiva della scena politica sarda, per questo non si capisce perché voglia governare la Sardegna né perché dovremmo preferirlo a Soru››. Berlusconi, dal canto suo, ‹‹non conosce nulla delle migliaia di realtà, di programmi, di progetti, di lavori, di imprese, di sfide umane che i sardi quotidianamente portano avanti. Si espone anche a costo di creare una situazione, a mio modo di vedere, paradossale e imbarazzante per il suo schieramento››.

Gianmarco Soddu, 26 anni, vive a Cagliari (da Genoni), studia Giurisprudenza e non ha preferenze politiche. E lo dimostra, bacchettando un po’ tutti i protagonisti del voto. Soru? ‹‹Le elezioni anticipate parlano chiaro: se uno si dimette vuol dire che le condizioni per governare non c’erano. Cosa mi dice che ci sarebbero ora, se venisse rieletto?››. E tuttavia il giudizio sulla legislatura appena terminata non è del tutto negativo: ‹‹C’è di bello che Soru ha cercato di svecchiare la politica, mettendo da parte quella sorta di servilismo che aveva caratterizzato i nostri precedenti governatori, nel rapporto con Roma››. Il candidato Pdl Ugo Cappellacci: “Ha solo un’esperienza come amministratore locale a Cagliari, non vorrei essere esagerato ma è quasi sconosciuto: per quanto ne so una terra che ha prodotto ministri e sottosegretari più due Presidenti della Repubblica potrebbe dare di più e, a costo di apparire superbo, da sardo dico che avrebbe meritato di più››. Non voterà Gian Marco, come ci spiega in sardo: ‹‹”dde su cancaru a ssu arrabiu”, che significa più o meno “dalla padella alla brace”…››.

Sergio Vargiu, 61 anni, in pensione con 3 figli, voterà alle prossime elezioni per Renato Soru: ‹‹Secondo me il Presidente uscente ha governato bene››. E’ critico, allo stesso modo, sulla campagna elettorale del centrodestra: ‹‹Penso che Silvio Berlusconi debba preoccuparsi dei seri e gravi problemi della nazione e lasciare che la campagna regionale venga svolta dai candidati appunto regionali››. Estremamente critico, da uomo di centrosinistra, anche su Cappellacci: ‹‹Temo che, da presidente eletto, diventerebbe il porta-borse del premier››. Alla Sardegna servirebbe, secondo Sergio, maggiore libertà di decisione: ‹‹Serve più autonomia effettiva e reale, non basta dire e scrivere Regione Autonoma della Sardegna quando le decisioni cruciali per il nostro bene vengono prese dal governo nazionale››.

Samuele Pitzalis ha 21 anni, è di Villasor, in provincia di Cagliari, nessuna preferenza politica. Si asterrà. Giudizi contrastanti sul presidente uscente. Spiega Samuele: ‹‹Sono impiegato a tempo determinato, non ho una casa mia; alle persone nella mia situazione Soru ha fatto del bene. Ha tagliato gli sprechi, cancellando ad esempio alcuni corsi regionali inutili; ha migliorato sicuramente la Sardegna. E però – ci dice – ha aumentato le tasse alle piccole-medie imprese, agli artigiani: falegnami, baristi, barbieri… E’ per questo che non tornerà al governo. Soru non è stato la soluzione››. ‹‹Penso che me andrò molto presto. Penso che la Sardegna stia per entrare in una crisi in cui non voglio piombare››. Cosa servirebbe? ‹‹Puntare sull’energia rinnovabile, su alberghi e villaggi vacanze, una tassa d’ingresso salatissima e un sistema di istruzione decente››.

Alberto Sotgiu è uno dei sardi che vivono fuori regione: a Pavia, nel caso. E’ un educatore di 28 anni. Voterà Soru alle elezioni regionali. Andrà a votare perché, ‹‹per la prima volta, vale la pena votare per difendere un tentativo di innovazione e cambiamento per la nostra terra››. ‹‹Uno dei meriti di Soru è avere creduto nella tecnologia e nella ricerca in Sardegna, nella tutela ambientale. E poi ha proposto un modello di gestione impostato sulla serietà, sull’efficienza e sul risparmio, con tagli alla burocrazia regionale››. ‹‹Ha dato – prosegue – fiducia e speranza ai giovani che vogliono investire sulle conoscenze e sulle competenze che possono essere riportate e sviluppate in Sardegna. Il progetto Master and back, ad esempio, è qualcosa di neppure immaginato dagli studenti e ricercatori sardi fino a qualche anno fa››. L’unica critica? ‹‹Credo sia troppo poco diplomatico, ma è normale se si considera che non è un politico di professione che si è dovuto scontrare con le vecchie logiche››.

Francesca Poccioni

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