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Cosa è accaduto tra Palazzo Chigi e Quirinale. Il fatto punto per punto

febbraio 6, 2009 di Redazione 

E’ un passaggio delicato. Il Capo dello Stato sconsiglia l’adozione del testo da parte del Governo. Il Cdm lo vota e, all’unanimità (pur con i distinguo del ministro Prestigiacomo), lo approva. Il Presidente Napolitano esprime rammarico e annuncia che non potrà firmare: “E’ incostituzionale”. Si apre un conflitto istituzionale. il Politico.it vi aggiorna su quanto sta avvenendo. La ricostruzione dettagliata di quanto accaduto finora, all’interno, di Lorenzo Castellani.

di Lorenzo CASTELLANI

Il Decreto Legge. <<In attesa dell’approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vita l’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi>>.
Questo il testo del decreto legge, proposto dal Ministro Sacconi, approvato oggi all’unanimità dal Consiglio dei Ministri in merito alla vicenda di Eluana Englaro. Il dl ricalcherebbe la seconda bozza messa a punto nella notte, quella cioè che riprendeva i rilievi del costituzionalista Onida prevedendo il divieto di sospendere alimentazione e idratazione artificiale solo fino a che non venga promulgata una legge sul testamento biologico.
Silvio Berlusconi. Dubbi sollevati dall’opposizione e da alcuni giuristi in merito al Decreto legge. Questo infatti non risponderebbe ai caratteri delineati dall’articolo 77 della Costituzione Italiana, di “necessità ed urgenza” necessari ad adottare provvedimenti di questo genere. A tale obiezione, sollevato ieri in conferenza stampa a Palazzo Chigi, così ha risposto il Presidente del Consiglio: “sussistono i presupposti di necessità e urgenza, presupposti che sono affidati alla responsabilità del governo in base all’articolo 77 della Costituzione: poi spetta al Parlamento decidere se confermare o meno questi presupposti”. Oggi durante la difficile discussione del testo al Consiglio dei Ministri il Presidente avrebbe detto: “Andiamo avanti con il decreto. Se io non intervenissi con un decreto, sentirei personalmente di aver compiuto una omissione di soccorso. Non possiamo far ricadere su di noi la responsabilità della morte di Eluana”. Dopo il no di Napolitano il Premier ha espresso la volontà di riunire le Camere per approvare una legge nel giro di 2 o 3 giorni.
Il Quirinale. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso, in una lettera di questa mattina indirizzata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, della quale e’ stata data lettura in Consiglio dei ministri, un nuovo diniego all’adozione di un decreto legge sul caso di Eluana Englaro. Contestualmente, a quanto si apprende da fonti governative, il capo dello Stato avrebbe sollecitato un rapido pronunciamento del Parlamento sul testamento biologico.
Nella lettera, molto articolata, inviata al presidente del Consiglio sulla vicenda di Eluana Englaro, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano invita il governo a non procedere ad approvare un decreto legge e, a quanto si è appreso, aggiunge, sulla base di molteplici pareri giuridici, che un provvedimento d’urgenza non si può varare in contrasto con sentenze passate in giudicato. Il capo dello Stato citerebbe in proposito almeno cinque precedenti di decreti non firmati dal Quirinale con questa motivazione, che riguarderebbero le presidenze di Sandro Pertini, Francesco Cossiga e Oscar Luigi Scalfaro. “Confido che una pacata considerazione delle ragioni da me indicate valga ad evitare un contrasto formale in materia di decretazione”. Si conclude così, la lettera che Giorgio Napolitano ha inviato al presidente del Consigli.
Il no di Napolitano. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, “ha preso atto con rammarico della deliberazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto-legge relativo al caso Englaro. Avendo verificato che il testo approvato non supera le obiezioni di incostituzionalità da lui tempestivamente rappresentate e motivate, il Presidente ritiene di non poter procedere alla emanazione del decreto”. E’ quanto si legge in una nota della Presidenza della Repubblica. Dunque Napolitano non firmerà il Decreto Legge.
Il Governo. Decreto legge varato dunque dal Governo nonostante il no del Colle. Secondo fonti ministeriali, Stefania Prestigiacomo titolare dell’Ambiente, avrebbe voluto astenersi dal voto sul dl. Ma il Cavaliere sarebbe intervenuto chiedendo unità del Cdm. Da qui la decisone di approvare il decreto legge.
I sostenitori politici. Un appello affinche’ venga fatto il decreto “pro-Eluana” e’ stato rivolto al Consiglio dei ministri, al momento in corso a Palazzo Chigi, da un nutrito gruppo di senatori e deputati di entrambi gli schieramenti(Pdl-Lega Nord-Udc-Teodem) . ”Pur comprendendo la complessita’ dei risvolti giuridici di cui il Consiglio dei ministri – dichiarano i parlamentari – deve tener conto, di fronte ad un atto che deliberatamente mette fine ad una vita umana pensiamo in coscienza che non si debba lasciare nulla di intentato. Ci appelliamo quindi al presidente del Consiglio e ai ministri affinche’ diano una testimonianza forte a sostegno della vita in tutte le sue fasi’.’
Il Vaticano. Dopo giorni di campagna a sostegno di Eluana e della tutela della vita umana, indipendentemente dalle condizioni di questa. La Chiesa oggi ribadisce con Monsignor Elio Sgreccia, Presidente emerito della pontificia accademia per la vita, dopo l’approvazione da parte del governo del decreto che impedisce la sospensione dell’idratazione dell’alimentazione, in assenza di una legge sul testamento biologico.
“Eluana è viva” “ha il diritto di vivere” e “la comunità politica deve sostenere la sua vita con i mezzi che ci sono”.
Questioni giuridiche. Napolitano rifiuta di firmare il Decreto Legge. A norma di quanto disposto dall’articolo 87 della Costituzione Italiana il Decreto Legge viene emanato, quindi esiste e può dispiegare i suoi effetti, solo con firma del Presidente della Repubblica Italiana.
Napolitano potrebbe perciò aver deciso di non firmare un decreto che riterrebbe incostituzionale onde evitare un’ipotetica messa in stato d’accusa per attentato alla Costituzione secondo quanto disposto dall’articolo 90 della carta costituzionale.
Il Presidente della Repubblica ha probabilmente ritenuto incostituzionale il Decreto Legge in quanto approvato dal Governo senza che esistano i presupposti di necessità ed urgenza previsti ex art 77.
Anche la Corte Costituzionale potrebbe essere chiamata a pronunciarsi in merito alla legittimità costituzionale (per gli stessi motivi addotti sopra) del provvedimento normativo che cancella di fatto la decisione della Corte d’Appello di Milano, confermata in Cassazione.
Ad Udine intanto… Alla casa di riposto ‘La Quiete’ di Udine, dove da martedi’ si trova ricoverata Eluana Englaro, e’ partita la ”fase due” del protocollo che prevede la progressiva diminuzione dell’idratazione e dell’alimentazione che tengono in vita la donna. Lo si e’ appreso in ambienti della stessa struttura assistenziale friulana e della famiglia Englaro. Poco dopo le 7 di questa mattina, il dottor Amato De Monte, il primario di rianimazione incaricato di attuare il protocollo previsto dal decreto della Corte d’Appello di Milano, e’ entrato alla Quiete uscendovi dopo un’ora circa. Secondo la presidente della struttura, Ines Domenicali, che non ha piu’ ”in carico” Eluana, ”tutto procede secondo il protocollo”. Anche Giuseppe Campeis, avvocato che assiste la famiglia Englaro, da questa mattina si e’ passati alla fase due del protocollo. ”Tutto procede come previsto”, ha detto.

Lorenzo Castellani

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