Top

“Blog liberale” di Giuseppe Moles Altro parlamentare su il Politico.it

febbraio 5, 2009 di Redazione 

Il nostro giornale avvia oggi una nuova, importantissima collabora- zione. A curare uno spazio sulle nostre pagine sarà l’onorevole Giuseppe Moles, 42 anni, professore universitario, deputato del Popolo della Libertà. Allievo del professor Antonio Martino (già Ministro della Difesa in un precedente Governo Berlusconi), è una personalità di valore assoluto, giovane e competente, un’altra (come i parlamentari che già collaborano con noi, oltre ai nostri più giovani) che può contribuire, col tempo, a rinnovare e a restituire spessore alla politica italiana. E’ con grande piacere, quindi, che vi proponiamo la prima pagina del suo nuovo diario politico, nella quale l’onorevole Moles si presenta.

Nella foto, il deputato del Popolo della Libertà

di GIUSEPPE MOLES

Con entusiasmo ho accolto l’invito de “il Politico” a tenere un diario sul web, e ciò soprattutto perché ritengo che la rete possa e debba essere un luogo di confronto, di analisi e di diffusione di idee e di cultura politica.
A lungo ho riflettuto su cosa scrivere in questo primo appuntamento, ed alla fine ho ritenuto giusto partire parlando un po’ di me: sono nato nel 1967 a Potenza, ma vivo a Roma da più di vent’anni; mi sono laureato in Scienze Politiche con Indirizzo Internazionale (discutendo una tesi in Relazioni Internazionali) alla Luiss di Roma, per poi iniziare presso la cattedra di Relazioni Internazionali la mia attività accademica, attività che si è interrotta nel 2001 per poi riprendere – con mia grande soddisfazione – nel 2006. Oggi insegno “Sociologia delle Relazioni Internazionali” alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università S. Pio V, Roma, e “Terrorismo Interno ed Internazionale” presso il Master in Scienze Criminologiche della stessa università.
Sono stato eletto Deputato – nella lista “Il Popolo delle Libertà” – per la prima volta in questa legislatura; sono Segretario della IV Commissione permanente “Difesa”, Componente della III Commissione “Affari Esteri e Comunitari”, Componente del “Comitato permanente sugli italiani all’estero” e Componente della “Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele”.
Non ho mai fatto politica prima di pochi anni fa, anche se in realtà ritengo che ognuno di noi faccia politica semplicemente interessandosi alle cose della vita, anzi sono convinto che ciascuno di noi “debba” fare politica quasi per autodifesa, poiché comunque la politica si occupa di noi.
Il mio impegno nella politica attiva, in realtà, inizia tra la fine del 1993 e l’inizio del 1994, e precisamente quando il Prof. Antonio Martino – che era stato mio docente di Economia Politica prima, e mio Preside di Facoltà poi – mi chiese se avessi voluto iniziare con lui un’avventura: l’avventura era la nascita di un nuovo movimento politico liberale che avrebbe portato il nome di Forza Italia, fondato da Silvio Berlusconi e pochi altri (tra cui lo stesso Antonio Martino, che ne è uno dei cinque soci fondatori). Ho accettato con entusiasmo ed emozione poiché potevo finalmente partecipare alla realizzazione di un sogno: rivoluzionare la politica italiana, partecipare ad una tanto desiderata Rivoluzione Liberale. Perché in verità sono sempre stato e sono liberale.
Ma cos’è essere liberali?
Liberale è uno che crede che la libertà sia il valore più importante perché in assenza di libertà nulla ha valore; pace e giustizia senza libertà non hanno senso; il liberale crede anche che la libertà economica sia parte essenziale della libertà tout cours, e che non si può distinguere la libertà economica dalle altre libertà; chi nega la libertà economica nega anche la libertà politica, e l’esempio più evidente del legame indissolubile tra libertà economica e libertà tout cours è proprio rappresentato dalle tasse: gli italiani sono enormemente più liberali di quanto sappiano, ed hanno capito che l’invadenza ed il costo dello stato va contrastato, e che il modo migliore per farlo è quello di ridurre le tasse.
Il liberalismo italiano aveva una certa rappresentanza politica in un partito che si diceva liberale, ma in realtà Berlusconi è stato il primo personaggio di spicco in Italia a prendere sul serio il liberalismo: Forza Italia è divenuta il partito dell’alternativa liberale all’oppressione statalistica dei comunisti, dei cattocomunisti e degli statalisti di ogni specie; noi siamo nati come il partito della libertà personale ed individuale, e ci opponiamo allo strapotere dello stato e all’invadenza della politica nelle nostre vite.
Forza Italia non è mai stata un partito tradizionale, un partito burocratico, e conteneva in sé fin dalla sua nascita un germe unitario, un partito di tutti, liberali e riformisti, laici e credenti, e quindi assolutamente “liberale”.
Ed il partito unico che verrà – perché verrà – avrà successo se saprà interpretare e rispondere alla domanda di libertà che viene dal paese; non dimentichiamo infatti che nell’ultimo mezzo secolo il centro-destra ha vinto soltanto nel 1994, nel 2001 e nel 2008, e sempre con programmi ed idee fortemente liberali: l’Italia vuole più liberalismo, non meno.
Se è vero che nessun partito, nessuna coalizione, nessun governo sono mai sufficientemente liberali, è anche vero che il centro-destra ha sempre avuto come obiettivo quello di modernizzare l’Italia e di creare una democrazia normale, fondata sull’alternanza al governo fra due schieramenti.
Detto questo, debbo anche aggiungere che se è indubbiamente vero che la scelta non è mai fra la perfezione e l’imperfezione, ma è sempre fra due soluzioni forse imperfette, è anche vero che un grande governo dimostra di essere tale non quando la congiuntura è favorevole, quando le cose vanno bene.
Un grande governo è tale quando riesce a mantenere una rotta sicura nel mare in tempesta, quando le cose non vanno bene: questo è il nostro dovere ed il nostro compito, e credo che nonostante tutto ci riusciremo.

GIUSEPPE MOLES

Commenti

2 Responses to ““Blog liberale” di Giuseppe Moles Altro parlamentare su il Politico.it”

  1. Federica on febbraio 5th, 2009 21.31

    Ciao Giuseppe,
    ho letto con molto interesse il tuo pezzo e sono davvero contenta che chi come te, che ha una visibilità su come davvero vanno le cose “in politica”, abbia deciso di condividere le tue esperienze e fornire utili spunti di riflessione.
    Alcune tue parole mi hanno colpito e mi hanno fatto ricordare che davvero ognuno di noi ha il dovere, oltre che la possibilità di fare”politica”, quantomento attivandosi perchè le proprie libertà non siano annullate e perchè le proprie esigenze vengano prese in considerazione nel rispetto di quelle degli altri. Troppo spesso tendiamo a delegare troppo a chi siede nelle istituzioni dimenticandoci che è la partecipazione della società alla politica che può portare ad un vero rinnovamento di come “funzionano le cose”.
    Il mio augurio per te e la mia speranza per tutti noi è che i politici giovani ed in gamba come te riescano davvero ad attivare uno scambio continuo e proficuo tra chi siede sulle poltrone dei bottoni ed i cittadini. A presto !

  2. Gaetano on gennaio 9th, 2010 00.23

    Abbiamo una Costituzone da difendere ma anche da modificare,dato che quando fu elaborata,1945 e il 1947,rifretteva le condizioni di un paese che oggi è profondamente cambiato.La costituzione la si può modificare salvagurdando i principi fondamentali.pittore antimafia Gaetano Porcasi

Bottom