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Blog di Giulia Innocenzi su il Politico.it “La crisi democratica del Pd”

gennaio 27, 2009 di Redazione 

Con questo pezzo sulla ‘crisi’ del Partito democratico comincia la sua collaborazione con il Politico.it Giulia Innocenzi, 25 anni, esponente Radicale e già candidata alla segreteria dei Giovani democratici. Il nostro giornale, il giornale della politica italiana, sceglie con lei uno dei suoi giovani migliori e investe sul domani. Brillante, preparata, Giulia curerà questo spazio, libero, nel quale avrà modo di porre i suoi temi nella maniera efficace, “centrata” che le è propria. E dopo di lei anche un altro giovane di valore comincerà a proporsi dalle nostre pagine: ma di questo parleremo nei prossimi giorni. Il primo post di Giulia Innocenzi.

Nella foto, Giulia Innocenzi davanti al simbolo del Pd nella sede di Largo del Nazareno. Note quotidiane, notizie, video, la possibilità di interagire con lei e proporre commenti sul suo blog: http://giuliainnocenzi.com

Meno di un terzo gli iscritti al Pd rispetto a Ds + Margherita. E non è per la “questione penale”…

di GIULIA INNOCENZI

Il tesseramento nel Pd va male, anzi, è quasi fallimentare. Cominciato con un non inizio, in cui si era annunciato che tessere non ci sarebbero state, è partito poi a tratti, in qualche circolo, senza troppo clamore. Secondo i dati de Il Giornale, pubblicati il 27 gennaio, a dicembre 2008 risultavano 300mila iscritti, a fronte dei 990mila di Ds e Margherita di un anno prima. Tutta colpa della “questione penale” e degli scandali che hanno colpito il Pd, come sostengono in molti? Non credo, anzi. Se le persone sapessero che la loro tessera rappresentasse la forza di esprimere un’idea, una volontà programmatica, un’iniziativa politica, penso sarebbero in molti a iscriversi, proprio per dare il loro apporto positivo in un momento tanto difficile. Il punto è che la gente sa che non è così, che quella tessera serve più “alla conta”, e non alla democrazia diretta che dovrebbe vigere in un partito.

Durante le primarie dei Giovani Democratici sono andata a via dei Giubbonari, la sede storica del Pd a Roma, e ho preso la tessera. Da allora neanche una email per confermarmi l’iscrizione. Eppure mi sono anche autodenunciata perché, letto lo Statuto, ho appreso che il più grande partito democratico italiano non vuole che il tesserato Pd sia tesserato ad un altro partito (e dov’è finita la vocazione maggioritaria tanto invocata se è negata addirittura nel suo Statuto?), e io alla mia tessera radicale ci tengo molto. Ci tengo, sì, perché con tutti i difetti che si possono additare a Radicali italiani (e a tutti i soggetti della “galassia radicale”, visto che ho fatto l’iscrizione al pacchetto), al Congresso io voto, mi posso candidare a Segretario, posso presentare mozioni, emendamenti, e tutto ciò che nelle normali democrazie dovrebbe potersi fare. Purtroppo, però, i nostri partiti sono spalleggiati proprio dalla Costituzione, che all’art. 49 dice che il “metodo democratico” riguarda solo la vita esterna dei partiti, e non i loro affari interni. E così, anche se ti iscrivi al Pd, non puoi fare niente, non puoi dare il tuo lavoro alla causa democratica e riformista, non puoi decidere niente. Se ti candidi a delle primarie indette dal partito e ti arrivano segnalazioni di irregolarità, anche se le denunci, nessuno ti prenderà in considerazione. E perché proprio adesso, nel momento della colata a picco del Pd, chi ne è fuori dovrebbe salire sulla sua barca, affondando?

GIULIA INNOCENZI

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