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Terminata la fase iniziale degli attacchi a Gaza. La situazione. Cosa sta avvenendo

dicembre 31, 2008 di Redazione 

La proposta di 48 ore di tregua dell’Unione Europea. Come gli israeliani stanno cercando di far collassare l’intero sistema della Striscia colpendo obiettivi “sensibili” sul piano strategico e “civile”: la residenza di un capo militare, il dormitorio di un’università, il quartier generale della polizia. 62 sono invece le vittime civili secondo l’Onu. Israele dà la colpa ad Hamas che nasconderebbe i propri uomini tra la popolazione. Una nave umanitaria intercettata dalla Marina israeliana, che nega però di averla attaccata. Il diario di Gaza, di Luana Crisarà.

Nella foto, palazzi distrutti al centro di Gaza City

di LUANA CRISARA’

E’ salito a 387 il numero dei morti palestinesi dall’inizio dei bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza, mentre sono circa 1750 i feriti da sabato. Nonostante il premier israeliano Ehud Olmert ha detto martedì mattina che l’operazione è ancora nella sua fase iniziale, Tel Aviv sembra disponibile ad accettare la tregua proposta dall’Unione Europea, ma solo per 48 ore. Intanto il Movimento di Resistenza Islamica, Hamas, continua a lanciare razzi verso le città israeliane del Negev. Da sabato sono stati colpiti a morte quattro israeliani tra cui un militare e tre civili. Il fatto che la resistenza prosegua con il lancio dei razzi nonostante l’offensiva contro Hamas, fa sorgere domande circa l’utilità di un attacco di tali proporzioni da parte dell’aviazione israeliana. Le truppe di terra sono ferme, schierate al confine in attesa dell’ordine di procedere, che potrebbe non arrivare se Israele accetta la tregua.

Nonostante le piogge invernali l’aviazione israeliana ha colpito martedì la residenza di uno dei principali capi militari di Hamas durante la sua assenza. I vertici dell’organizzazione sono infatti già al sicuro sin dell’inizio dell’offensiva.

Gli attacchi sono diretti anche verso obbiettivi governativi. Questo dimostra la volontà di Israele di far collassare non solo l’apparato militare della resistenza palestinese, ma l’intero sistema nella Striscia di Gaza. Lunedì notte è stato attaccato il dormitorio femminile dell’università islamica di Gaza City, mentre martedì il quartier generale della polizia a Gaza City.

Secondo l’Onu sarebbero circa 62 i civili rimasti vittime durante gli attacchi aerei. Israele sostiene di colpire solo obbiettivi militari e imputa la colpa del coinvolgimento di innocenti solo ai militanti di Hamas, che si nascondono tra i civili.

La Marina israeliana martedì ha intercettato e colpito una nave internazionale mentre si dirigeva verso le coste israeliane per portare aiuti umanitari nella Striscia. La nave, ‘Dignity’, con a bordo alcuni attivisti del Movimento per la Liberazione di Gaza, è stata costretta alla ritirata da Israele ed è approdata nel pomeriggio nel porto libanese di Tiro. Secondo le testimonianza degli attivisti, la nave è stata speronata da una nave della marina israeliana che ha aperto il fuoco, mentre Israele nega di aver sparato contro la Dignity.

Continuano intanto le proteste in tutto il mondo arabo contro l’aggressione israeliana e contro il silenzio dei governi arabi.

L’organizzazione dei Fratelli Musulmani in Egitto ha dichiarato che il governo di Mubarak è colpevole per aver dato a Israele il via libera per l’attacco. Nello Yemen alcuni studenti sono stati arrestati per atti vandalici all’interno del consolato egiziano ad Aden, mentre protestavano contro il governo del Cairo.

Luana Crisarà

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