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Dentro il palazzo di Franco Laratta “Perchè bocciamo la social card”

dicembre 29, 2008 di Redazione 

Lettera del deputato del Partito De- mocratico al Ministro dell’Economia Tremonti. Laratta (ci) spiega le ragioni per cui l’opposizione considera fallimentare l’esperimento della ricarica sociale per i meno abbienti e invita il Governo ad assumere misure diverse.

Nel disegno, l’Onorevole Laratta. E’ tratto da www.francolaratta.it

di FRANCO LARATTA

Ecco le ragioni del flop della social card!

Sig. Ministro dell’Economia, i Caaf delle organizzazioni sindacali ci fanno sapere che fino al 17 dicembre sono state consegnate 300.000 social card su 1.500.000 previste! Altre 200mila, secondo le previsioni, saranno distribuite entro il 31 dicembre. L’insuccesso della social card è dovuto ai requisiti molto restrittivi per ottenerla.
Tra le condizioni per aver diritto alla card ci sono:a) – non si deve superare complessivamente l’importo di 15.000 euro di valori mobiliari (depositi, titoli ecc.);

b)- non si deve essere proprietari, insieme al coniuge, di più di un immobile con quota maggiore al 25%. La quota di proprietà dei due coniugi deve essere sommata (es. marito 15%, moglie 15%, totale 30%: non si ha diritto alla card); tra questi immobili rientrano anche le pertinenze delle abitazioni principali (garage-box);

c) – I soggetti interessati, quale prima condizione per avere diritto alla card, non devono avere un ISEE superiore ai 6.000 euro (un valore realmente troppo basso) e non devono avere un reddito complessivo superiore a 6.000 o 8.000 euro (dipende se sono under o over 70).
Per quanto riguarda il bonus alle famiglie ci sono alcune considerazioni e domande da fare:

a) – perchè non si prende come riferimento l’Ise che indica la situazione economica delle famiglie?
b) – a differenza della card, i valori mobiliari qui non c’entrano, quindi anche chi ha depositi per centinaia e migliaia di euro può avere diritto al bonus;
c) – se i componenti del nucleo, richiedente compreso, non possiedono alcun reddito o possiedono redditi esenti da irpef (esempio solo pensione sociale oppure rendita Inail) non hanno diritto al bonus. Ma in realtà sono coloro che effettivamente sono i più svantaggiati;
d) – se all’interno del nucleo familiare c’è un componente fiscalmente a carico, che ha una Partita IVA aperta, il nucleo perde il beneficio. Anche se non fatto alcun movimento ed ha un reddito pari a zero!

A questo punto il governo deve cambiare completamente impostazione, passando dalla social card ad un assegno una tantum ai pensionati, lavoratori e disoccupati. Un assegno consistente, da inviare subito, direttamente a casa, senza umilianti adempimenti burocratici. C’è bisogno di un forte intervento del Governo perché ormai troppe famiglie sono alla disperazione.
La situazione relativa alla distribuzione della social card nel sud è ancora più drammatica. Fila di bisognosi davanti ai Caaf e agli Uffici Postali rimangono delusi e amareggiati quando scoprono di non avere alcun diritto nemmeno all’elemosina di Stato.

FRANCO LARATTA

*Deputato del Partito Democratico

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