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Intervista a Gabriella Carlucci: “Le quote rosa? Un male necessario”

dicembre 19, 2008 di Redazione 

Colloquio con la deputata del Po- polo della Libertà. Che, provocata di recente dalle Iene, ribadisce la serietà del proprio lavoro di parlamentare. ”Lo spazio per le donne in politica? Peggio che in Afghanistan”. L’attività come vicepresidente della commissione per l’infanzia. di Sara DI FRANCESCA

Nella foto, l’Onorevole Gabriella Carlucci

di Sara DI FRANCESCA

La scena politica italiana è sempre stata dominata dagli uomini. Le poche donne però che sono riuscite ad entrare in questo mondo dorato, hanno avuto la capacità di ritagliarsi ruoli di primo piano e hanno spesso dimostrato la particolarità delle loro capacità. Nonostante tutto però il numero delle parlamentari donne è sempre inferiore alla media europea. Dal 1994 progressivamente il numero è andato via via aumentando e con esso anche le responsabilità e gli incarichi affidati ai politici del gentil sesso. Gabriella Carlucci ne è un esempio, è in politica dal 1994 e ha contribuito all’ascesa di Silvio Berlusconi, ad oggi è vice-presidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia e si distingue per il suo zelo e per la sua tenacia.
On. Carlucci, in Italia è abbastanza difficile per le donne occupare un posto di rilievo sia in politica sia nelle aziende, secondo lei siamo incapaci a ritagliare i nostri spazi o sono gli uomini che non ce ne concedono?
“Io credo che non si possa parlare in alcun modo di incapacità delle donne bensì di resistenza e persistenza di una società maschilista che ancora non riconosce pienamente spazi e meriti alle donne italiane. In Italia vi sono ancora grandissime disparità nelle retribuzioni, nelle gratificazioni professionali e personali, nella copertura di incarichi dirigenziali. Ad esempio, le statistiche ci dicono che nonostante le donne siano maggiormente istruite percepiscono mediamente uno stipendio inferiore del 25% rispetto a quello dei colleghi uomini. Il cammino verso una piena parità tra i sessi è ancora lungo e tormentato. Serve uno sforzo da parte delle istituzioni, con opportune modifiche legislative, ma servono anche cambiamenti sotto il profilo culturale e sociale che non possono che richiedere molto tempo per essere portati a compimento”.
A proposito di questo cosa ne pensa delle cosiddette “quote rosa”?
“Io ritengo le quote rosa un male necessario. Sono concettualmente contraria a considerare le donne come una categoria protetta. Purtroppo, l’esperienza parlamentare mi dimostra che senza accorgimenti opportuni, di carattere assolutamente temporaneo, le donne in Italia e nel mondo saranno sempre sottorappresentate. Si pensi che nella specifica classifica mondiale, dedicata alla rappresentanza femminile, l’Italia occupa posizioni di assoluta retroguardia dietro Ruanda ed Afghanistan, con percentuali di presenza di poco superiori al 10%. Una misura straordinaria ma temporanea è assolutamente necessaria”.
Lei, oltre ad essere una donna in politica, è anche una donna di spettacolo. Quanto è stato difficile per lei dimostrare che “oltre alla gambe c’è di più…”?
“Difficilissimo. Il mio impegno in politica è datato addirittura 1994. Un percorso lungo, difficile, costellato di grandi sacrifici per dimostrare tutto il mio valore in politica e per dimostrare che la gradevole presenza fisica è compatibile con la competenza e la conoscenza. Abbattere i luoghi comuni è sempre difficile ma credo che il mio impegno, la mia costanza siano state a lungo riconosciute e premiate. In questa legislatura ricopro l’importante incarico di Vicepresidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia, un ruolo delicato, importante, un riconoscimento significativo da parte del mio gruppo parlamentare per tutto il lavoro sin qui svolto nelle commissioni e nell’aula di Montecitorio”.
Di recente Lei ha proposto una mozione riguardante il problema della violenza sulle donne, un vera e propria piaga sociale anche negli Stati più avanzati. In quale direzione si sta muovendo il Parlamento Italiano?
“I dati relativi al fenomeno della violenza sulle donne nel nostro Paese sono drammatici. In Italia le vittime di violenza sessuale, molestie insistenti, violenza fisica toccano la spaventosa cifra di 7 milioni. Alla luce di questo quadro di riferimento assolutamente drammatico, il Governo ha emanato, nei primi mesi di questa legislatura, tre disegni di legge che mirano a tutelare di più e meglio le donne italiane. Sta ora al parlamento tradurre in legge i provvedimenti governativi su violenza sessuale, molestie e prostituzione voluti fortemente dal Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna. Sono sicura che la nostra maggioranza, compatta ed omogenea otterrà questo obiettivo in tempi strettissimi”.
On. Carlucci, lei è membro della Commissione Parlamentare per Infanzia, qual è la situazione riguardante la tutela dei minori in Italia? C’è una regolamentazione a riguardo?
“Anche in questa materia il Governo Berlusconi si è mosso prontamente. Dall’inizio della legislatura sono stati approvati alcuni provvedimenti, come quello che mira all’istituzione del garante per l’infanzia o quello che inasprisce le pene per l’odioso reato di pedopornografia, i quali tendono tutti coerentemente ad assicurare maggiore tutela e protezione ai minori residenti in Italia. La commissione Infanzia ha compiuto una serie di indagini conoscitive, basi essenziali per arrivare ad individuare possibili criticità nel mondo dei minori ed eventuali interventi specifici. Innanzitutto quella riguardante il rapporto tra media e minori, la quale ci sta offrendo dati davvero allarmanti. Ad esempio c’è una stretta connessione tra obesità minorile, cattivi comportamenti e massiccia esposizione alla televisione. Di sicuro, a conclusione di tale indagine, la commissione produrrà, al’attenzione del Parlamento, un documento ufficiale, spunto di riflessione per opportuni interventi legislativi”.
Tutta Italia ha visto il suo scontro con il Trio Medusa della Iene. Come mai quella reazione da parte sua, da lei che meglio degli altri conosce il mondo della televisione e tuttora ne fa parte?
“Ed invece sta proprio qui il punto. Proprio perché conosco gli effetti devastanti che il mezzo televisivo può generare sull’onorabilità e sul buon nome di una persona ho reagito con veemenza e determinazione. Il mio lavoro parlamentare, fatto di decine e decine di interrogazioni, migliaia di votazioni, centinaia di proposte di legge e il lavoro svolto nelle Commissioni a cui appartengo, è sconosciuto ai più. Il rischio derivante dal blitz che ho subito dalle Iene, era quello di far passare il messaggio che la sottoscritta è una parlamentare fannullona. Non permetto a nessuno di infangare la mia attività parlamentare ed il mio impegno politico. E’ solo e soltanto per questo motivo che ho agito in quel modo”.
Anche lei come la maggior parte del centrodestra crede che la satira sia di sinistra?
“Vi è di più. La satira è fatta da gente che milita nella sinistra. La Guzzanti è forse il personaggio emblematico di tale orientamento. Detto questo, se fatta con educazione e sobrietà, non ho nulla contro la satira. Le Iene sono spesso protagoniste di vere e proprie aggressioni che nulla hanno a che vedere con la satira. Mi piacciono i programmi della Dandini e le imitazioni di Neri Marcorè. Quella di Di Pietro la trovo geniale”.

Sara Di Francesca

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