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Cobain e i Nirvana, mito musicale “Affresco” di una storia tragica

dicembre 12, 2008 di Redazione 

Dejanira Bada dedica alla band che resta nel cuore di migliaia di appassionati questa splendida story. E’ il racconto di un’esistenza tormentata, quella di Kurt, ma anche della poesia di tutto questo. Leggiamolo insieme.

Nella foto, i bei lineamenti di Kurt Cobain

di DEJANIRA BADA

Ci troviamo ad Aberdeen, vicino Seattle, alla fine degli anni ’80. Nel 1989 esce un disco intitolato Bleach, registrato da una band ancora sconosciuta, i Nirvana. Il gruppo è formato da tre componenti, Krist Novoselic al basso, Chad Channing alla batteria (che verrà ben presto sostituito da Dave Grohl già a partire dal secondo album), e un certo Kurt Cobain, un angelo biondo ancora inconsapevole della sua tragica fine. Il trio, fin da subito, inizia a ricevere pareri favorevoli da critica e pubblico, divenendo i fautori di un nuovo genere, sotto categoria del rock alternativo, il grunge.
Kurt è un ragazzo dall’accentuata sensibilità, molto arrabbiato, intelligente, deluso ed infelice, anche a causa del divorzio dei genitori avvenuto quando ancora lui era un bambino. Cobain però, almeno inizialmente, riuscirà a trovare una valvola di sfogo nella musica più dura e più cruda.
Le sue influenze arrivano dai Melvins, dal punk e dal metal. Nonostante ciò, i Nirvana compongono canzoni dalle sonorità quasi melodiche, rese graffianti, pulsanti ed incredibilmente potenti grazie alla voce di Kurt, imperfetta ma unica ed inimitabile. Merito anche di riff da pelle d’oca, suonati sempre da Cobain, con l’arrivo di Grohl e del suo possente tocco, la batteria diventa un elemento ancor più dominante ed indispensabile, simbolo di riconoscimento di una band che segnerà per sempre la storia della musica.
Nel 1991 esce Nevermind, album che consacrò i Nirvana e che li fece diventare famosi in tutto il mondo. Canzoni come Smell like teen spirit, Come as you are e Lithium, si trasformarono immediatamente in inni della cosiddetta Generazione X, della quale facevano parte milioni di ragazzi disadattati, che iniziarono a riconoscersi nell’ideale di Kurt. Il leader dei Nirvana non vorrà mai essere visto e considerato come un mito da imitare e idolatrare. Cobain, vorrebbe soltanto cantare le sue canzoni ed essere lasciato in pace, ma l’impatto mediatico che scaturirà dal successo di Nevermind lo travolgerà e distruggerà ancor prima che la gente cominci a rendersene conto.
Kurt sin dall’età di diciotto anni, inizia a bucarsi, a spararsi nelle vene quell’eroina che tanto sembrava poter lenire il suo disagio. Prosegue il suo viaggio nei meandri dell’oscuro tunnel della droga anche a fianco della sua compagna, la cantante delle Hole, Courtney Love, che diventerà ben presto sua moglie. I giornalisti di cronaca rosa scrissero che la Love continuò a fare uso di eroina anche durante la gravidanza, ma la cantante mise al mondo Frances Bean Cobain in ottima salute.
L’esistenza di Kurt prosegue con alti e bassi e la felicità giunta grazie alla nascita della bambina avrà vita breve. Cobain continua a drogarsi pesantemente e sarà solo grazie al consiglio di amici e familiari che deciderà di provare a rinchiudersi in una clinica di disintossicazione, dalla quale però scapperà nel giro di qualche giorno.
Il tour dei Nirvana prosegue a gonfie vele, ma Kurt, come scriverà anche nella sua lettera d’addio, comincerà ad avere l’impressione che salire sul palco sia un po’ come timbrare il cartellino. Niente sembra dargli più gioia ed emozioni, la sua vita si dissolverà tra le sue stesse mani, iniziando a far nascere dentro di sé la convinzione che sia meglio bruciare in una sola vampata che spegnersi lentamente. L’esistenza va comunque avanti, e in attesa del nuovo ufficiale lavoro dei Nirvana, la band pubblica un altro disco, Incesticide, album di inediti e rarità, che non venne molto pubblicizzato, tranne per il video del brano Sliver, nonostante il disco abbia davvero un ottimo sound.
Nel 1993 viene pubblicato l’attesissimo In Utero, un disco che riporta la band alle origini, con sonorità molto più vicine a Bleach e che lascerà un po’ spiazzati anche gli stessi fans del gruppo. Nel frattempo il male di vivere del leader dei Nirvana si è reso sempre più insopportabile ed insostenibile, tanto da imporre, ancor più, la sua dominante presenza anche nella musica e nei testi della band. Non a caso, l’album, si sarebbe dovuto intitolare I hate my self and I want to die.
A novembre del ’93 i Nirvana registrano per Mtv un concerto per la serie Unplugged. Questo disco, che uscirà anche in dvd, diventerà una delle registrazioni in acustico, più belle ed emozionanti che siano mai state eseguite. Nel capolavoro in questione, Kurt rivisita le sue canzoni in maniera incredibilmente intima e struggente, proponendo anche famosissime cover come The man who sold the word di David Bowie, tre brani dei Meat Puppets, (con i quali suoneranno proprio durante l’unplugged), Jesus Doesn’t Want Me for a Sunbean dei Vaselines e Where Did You Sleep Last Night di Leadbelly. L”Mtv Unplugged In New York”, deve il suo successo anche grazie alla data di rilascio, infatti il live uscì soltanto alcuni mesi dopo la morte di Kurt Cobain. E qui arriviamo alla fine di questa tragica storia.
Durante il tour di In Utero, Kurt, proprio in Italia, per l’esattezza a Roma, tenta il suicidio per la prima volta. Courtney lo troverà in overdose da farmaci nella stanza del loro albergo. Portato d’urgenza all’ospedale Umberto I, i medici riusciranno miracolosamente a salvarlo. Una volta dimesso, Kurt prende una aereo per Los Angeles, dove si farà rinchiudere nuovamente in una clinica per disintossicarsi. Ci resterà solo due giorni, dopo di che, tornerà a Seattle e nessuno avrà più sue notizie.
Il cadavere verrà ritrovato da un elettricista nella casa del cantante, l’8 aprile del 1994. Al suo fianco un fucile, farmaci, una massiccia dose di eroina e un biglietto d’addio in cui Kurt sembra spiegare le ragioni del suo gesto. “Mi è andata bene, molto bene durante questi anni, e ne sono grato, ma è dall’età di sette anni che sono avverso al genere umano. Solo perché a tutti sembra così facile tirare avanti ed essere empatici. Penso sia solo perché io amo troppo e mi rammarico troppo per la gente…”.
L’autopsia dirà anche che Cobain in realtà aveva in corpo una dose di valium e droga talmente esorbitante da poterlo uccidere già di per se. Da qui nacquero infinite polemiche riguardo il presunto omicidio di Kurt, forse voluto dalla stessa Love, che a quanto pare si dice abbia fatto inscenare il suicidio soltanto per accaparrarsi l’eredità. Ma questa è un’altra storia. Ad ogni modo pensare che un individuo come Kurt Cobain si sia realmente ucciso, non è poi così difficile e forse è anche molto più romantico. La sua dipartita lasciò milioni di fans sperduti e distrutti, tanto che alcuni di loro, soprattutto in America, decisero di seguirlo nell’aldilà. E’ la definitiva morte del Grunge, la fine di un’epoca e l’inizio di un mito.
Ancora oggi i Nirvana sono considerati una delle rock band più influenti del pianeta, il fenomeno degli anni ’90 e il simbolo di un’intera generazione. Su di loro, in particolare su Cobain, sono stati scritti una marea di libri e biografie tutte più o meno coerenti e realistiche. Hanno ispirato film, sono stati mandati in onda speciali sulle maggiori reti televisive di musica e non solo, per non parlare dell’influenza che la musica dei Nirvana ha portato a tutti i gruppi venuti dopo di loro. Kurt ha sicuramente lasciato un segno indelebile nel cuore e nell’anima di chi ha vissuto in quel periodo, ma anche in tutti coloro che sono venuti a conoscenza dell’esistenza di una band come i Nirvana, molti anni dopo la sua scomparsa. L’angelo caduto, come spesso è stato soprannominato, non è più tra noi, ma la sua musica e le sue parole intrise di un dolore consapevole che in fondo spesso ci accomuna tutti, saranno per sempre un’eredità che mai nessuno ci potrà portare via, mai.”Non ti vorrei mai seccare
Non vorrei mai prometterlo
Non ti seguirò mai
Non disturberò più
Non dirò mai più una parola
Striscerò via per il bene di tutti ”

dalla canzone “You know you’re right”, uno degli ultimi inediti pubblicati dalla band dopo la morte di Kurt Cobain

Dejanira Bada

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