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L’esclusiva del 4/12. Interpellanza del Pd sul risparmio energetico

dicembre 10, 2008 di Redazione 

il Politico.it è in grado di anticiparvi qui, ora, il testo dell’interpellanza urgente dell’On. Laratta e di altri trenta parlamentari dell’opposizione sulla decisione del Governo di diminuire il vantaggio economico per chi ha scelto di dotare le proprie abitazioni di strutture che favoriscono il risparmio di energia. Eccolo.
ULTIMORA: Il Ministro Tremonti annuncia che toglierà la retroattività al provvedimento. All’interno il dispaccio che dà conto anche della nostra anticipazione.

Il testo dell’interpellanza

“On. F. Laratta (Pd) e altri 30 parlamentari presentano interpellanza urgente al Governo:

‘Uno scandalo la marcia indietro del Governo sul 55% di detrazione sul risparmio energetico (Decreto Legge 185/2008). Danneggiate decine di migliaia di famiglie”

Il deputato del Pd, On. Franco Laratta, insieme ad altri 30 deputati dell’opposizione, ha presentato una interpellanza urgente al ministro dell’Economia.

Il Fatto. In merito alla detrazione del 55% sul risparmio energetico il Decreto Legge n.185/2008 (art. 29, commi dal 6 all’11) sottopone all’obbligatorio assenso delle Entrate la concessione del bonus per gli anni dal 2008 al 2010, da richiedere tramite comunicazione telematica. Il provvedimento, infatti, prevede il cosiddetto “silenzio-rifiuto”. Trascorsi 30 giorni dalla domanda, se le Entrate non rispondono positivamente, l’istanza è rigettata. I fondi previsti sono 82,7 milioni di euro per il 2008; 185,9 milioni per il 2009 e 314,8 milioni per il 2010, oltre i quali non saranno accolte le domande. Poiché la detrazione si può godere in rate da 3 a 10 anni, è dubbio se i tetti massimi di spesa degli anni dal 2008 al 2010 siano riferiti alle rate di detrazione che lo Stato dovrà concedere in tali anni, oppure all’ammontare complessivo della detrazioni che saranno richieste nei tre anni in oggetto.
E’ facile prevedere che almeno 9 su 10 tra i cittadini e le imprese che hanno sostenuto nel 2008 ingenti spese di risparmio energetico, anche perché motivati dalla certezza di godere della detrazione, dovrà accontentarsi (come prevede appunto il decreto legge) della ben più limitata detrazione sul recupero del 36%, anziché della più consistente detrazione del 55%, su un tetto di spesa molto ridotto: 48 mila euro, anziché su una cifra variabile da un minimo di 54.545 euro a un massimo di 181.818 euro a seconda del tipo dei lavori eseguiti. Infatti nel solo nel 2007, sono state richieste detrazioni per 825 milioni di euro, contro gli 82,7 milioni di euro disponibili per il 2008 (anno in cui le domande per il bonus sono state sicuramente in crescita rispetto a quello precedente).
Poiché pare che l’istanza telematica di detrazione alle Entrate si presenti solo dopo aver affrontato le relative spese, e non prima di affrontarle (altrimenti il meccanismo di controllo sull’entità della copertura della spesa perderebbe senso), in molti rinunceranno a partire da dicembre 2008.

L’interrogazione al Governo

Si chiede di sapere se il Ministro dell’Economia:

- è consapevole che tutto ciò provocherà un vero e proprio fermo alle opere di riqualificazione energetica degli edifici, visto che i lavori andranno eseguiti con la consapevolezza che l’unica detrazione certa rimane quella del 36% fino a 48 mila euro di spesa;
- è consapevole che la retroattività rende il decreto dannoso per cittadini e imprese (anche incostituzionale?) e di sicuro immorale perché reca danni gravissimi a decine di migliaia di famiglie italiane che si erano mosse facendo investimenti e sostenendo spese consistenti nel rispetto di una norma che poi è stata a loro danno modificata;
- cosa intende, infine, fare l’Esecutivo per ripristinare le condizioni precedenti al suddetto decreto che avevano creato un clima favorevole per le imprese, i cittadini e tutte quelle famiglie che avevano iniziato immediatamente ad investire in opere di risparmio energetico per loro abitazioni e ora si sentono traditi e presi in giro dal Governo.”

Ed ecco il dispaccio dopo l’annuncio del Ministro dell’Economia:

“Il Parlamento correggera’ la norma contenuta sulle detrazioni fiscali al 55% per gli interventi di risparmio energetico, eliminando la retroattivita’”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. La decisione del ministro dopo una convulsa giornata di pressioni e contestazioni ad opera del Pd.
Per primo il deputato del Pd On. Franco Laratta aveva annunciato una interpellanza urgente che in poche ore aveva raccolto decine di firme dei colleghi deputati; poi l’uscita di Ermete Realacci e quindi di W. Veltroni che davano forma e sostanza alla dura protesta popolare che sulla rete prendeva sempre più forza. Ilpolitico.it anticipava il tutto già stamane pubblicando per primo l’interpellanza di Laratta e altri 30 deputati poi diventati 80 col passare delle ore.
Nel primo pomeriggio lo stesso On. Laratta con gli altri colleghi annunciava ostruzionismo in aula se il governo non ritirava il provvedimento definito ‘scandaloso e immorale’. Quindi le prime crepe nella maggioranza di centro-destra che giungevano fino al Governo. E alla fine Tremonti che annuncia un emendamento per correggere la retroattività della norma sul taglio alle risorse per il risparmio energetico. “Vittoria – afferma Laratta – ma è ancora poco.
Bene il ritiro della retroattività, ma alla fine il governo dovrà riprestinare interamente il vecchio provvedimento che consente ai cittadini di realizzare ‘la casa ecologica’ con le detrazioni del 55%. Tremonti deve ripristinare anche tutte le risorse a disposizione delle famiglie, visto che per il solo 2008 sono state richieste detrazioni per 825 milioni di euro: segno del grande successo del provvedimento.
Occorre ripristinare tutti i fondi necessari, eliminare il silenzio-rifiuto e tutte le altre restrizioni previste nella contestatissima norma del decreto 185/08″.

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