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Dentro il palazzo di Franco Laratta Come scegliere i parlamentari

dicembre 2, 2008 di Redazione 

Terzo appuntamento con la rubrica del deputato del Partito democra- tico. Una legge elettorale che, se- condo tutta l’opposizione, non va. Le contestazioni di alcuni candidati per il modo in cui sono state gestite le primarie dei Giovani democratici. La richiesta, comunque, dalla base, di primarie sempre. L’Onorevole ci porta nel ginepraio delle modalità di scelta dei candidati e degli eletti – tema di grande attualità specie nel partito di Veltroni – offrendo alcune valutazioni. Eccole.

Terza puntata

di FRANCO LARATTA*

Perchè non sorteggiare i candidati alle elezioni?!

Primarie? Macchè. Alla fine vengono eletti sempre gli stessi! Le baby primarie stile giovani pd? Per carità di Dio! Allora i candidati scelti direttamente da Roma con il porcellum? No, basta con le imposizioni dall’alto, non siamo una colonia. E poi da Roma mettono in lista mogli, amanti, segretarie e clienti.
Ma allora, come si fa a scegliere i parlamentari (ma anche i consiglieri regionali) accontentando tutti e dando a chiunque la possibilità di concorrere? Come si fa a impedire che ‘i soliti noti’ occupino sempre e comunque i posti di potere e con i loro pacchetti di voti battano sempre ‘i poveri ignoti’?

Questioni già note nell’antica Roma. Problemi irrisolti da secoli e in qualunque epoca. Temi che hanno lacerato qualsiasi forma di democrazia. Senza alcuna vera soluzione definitiva.

Un’idea ci sarebbe: eliminare le liste dei candidati! Qualsiasi cittadino può essere votato. Chi prende più voti vieni eletto. Semplice, comodo, democratico; e molto economico. Ma a me, a pensarci bene, viene da ridere.

Occorre trovare una soluzione seria, e al più presto, per porre fine ai guasti di questa schifezza di legge elettorale.

C’è da dire che con le precedenti leggi elettorali (il proporzionale in vigore per 40 anni della prima Repubblica, poi i collegi del ‘mattarellum’ in vigore dal 1994 al 2005) i candidati non sono mai stati scelti veramente dal basso. C’era sempre qualcuno ‘in alto’ che compilava le liste ( e ‘ordinava’ quali quaterne votare!) o sceglieva i candidati nelle singole circoscrizioni uninominali.

IL PD qualcosa di serio l’ha fatto. Prima di tutto un tetto al numero delle legislature: chi ha fatto già tre mandati al parlamento non è stato ricandidato (salvo qualche eccezione). Ampio spazio, quindi, ai giovani trentenni (alcuni dei quali capilista), a personalità del mondo della cultura, della scienza, della società. Anche se alcune di queste scelte sono state criticate in maniera piuttosto aspra.

Poi, il PD, ha deciso di fare pulizia nelle proprie liste: chi è stato condannato non potrà essere candidato. E vale sin dalla condanna in primo grado (il che è piuttosto punitivo e presenta molti dubbi, ma è giusto in questo particolare momento). Ma anche qui….!

Rimane comunque tutto intero il problema della selezione della classe dirigente, dei candidati alle varie competizioni elettorali. E se tornassimo alle vecchie e care preferenze? Come dite? Chi ha pacchetti di voti vince sempre? Chi ha soldi e li sa spendere viene sempre molto votato? Chi gestisce potere, fa clientele e si spende molto in promesse e inganni risulta il primo eletto? Giusto. Vero. Basta guardare cosa accade al sud quando si vota con le preferenze: stendiamo un pietoso velo.

E allora non ci rimane che un metodo: il sorteggio! Sorteggiare fra 60 milioni di italiani chi dovrà sedere in Parlamento!

Dopo di ciò, non ci resta che piangere.

FRANCO LARATTA*

*deputato del Partito Democratico

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