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Obama presidente. Ma il circolo on line del Pd che porta il suo nome pensa di cambiarlo…

dicembre 1, 2008 di Redazione 

Il sogno di vedere Barack alla Casa Bianca è diventato realtà, ma proprio per questo va sostituito con un altro. E’ la tesi di Ivan Scalfarotto che propone agli oltre 700 iscritti alla prima sezione on line di un partito politico italiano di sostituire il riferimento al neo-presidente Usa con uno a Biagi o Vittorio Foa. Paradosso di un partito che, nella sua base, fatica ancora a farsi forza “a vocazione maggioritaria” e di governo o il legittimo dubbio di chi non vuole essere legato alla responsabilità dell’uomo più potente del mondo? Amodio Viola ci racconta questa storia.

di Amodio VIOLA

Silvia si dichiara favorevole. Anche Filippo lo è. Raffaele invece è contrario, come Luigi. Ognuno con le proprie ragioni. Obama o non Obama? L’Obama candidato o l’Obama Presidente? O entrambi? Insomma la discussione è aperta nel Circolo on line “Barack Obama” del PD, sul suo possibile cambio di denominazione. Ad una settimana dall’election day americano, fu Ivan Scalfarotto a tracciare un punto di svolta cruciale, ponendo un importante interrogativo, che sa di bivio: continuare a chiamarsi Obama significherà, in caso di esito positivo della tornata elettorale, appoggiare sempre per principio la politica del governo degli USA? Le elezioni sono terminate e tutti siamo venuti a conoscenza dell’esito, ma il quesito di Scalfarotto non ha trovato ancora una risposta definitiva.Sembra essere arrivata l’ora delle decisioni difficili per questa esperienza nata il 16 febbraio 2008 per iniziativa de iMille, che affonda le radici nelle analisi di gruppo di lavoro coordinato da Corrado Truffi e Daniele Mazzini, sulla partecipazione politica on-line. Un percorso che non ha potuto fare a meno del fondamentale contributo dello stesso Ivan Scalfarotto all’interno della Commissione Statuto per fare approvare norme che prevedono l’affiancamento dei circoli on-line a quelli territoriali del PD. Ma procediamo per gradi e proviamo a conoscere meglio il Circolo e le sue attività. Il Circolo si muove esattamente come un semplice circolo territoriale che tutti hanno sotto casa, ma ha la propria sede su internet, dove si svolgono buona parte delle attività con le sue stanze, i suoi luoghi e le sue strutture. L’approccio alla rete nasce dalla volontà chiara di rinnovamento. Ed il rinnovamento della politica italiana passa anche attraverso i mezzi e le modalità. Così internet è fondamentale per poter garantire una maggiore trasparenza nella pratica politica e nel consentire anche a molti, che normalmente non lo farebbero, di partecipare alla vita di un partito politico. Abbattendo vincoli di spazio-temporali si offre la possibilità, alle persone che per varie ragioni non sono in grado di partecipare all’attività di un circolo territoriale, di vivere attivamente la vita politica del PD. Nel blog ci sono: un forum libero; un forum operativo, equivalente a una sala riunioni, in cui si vota, si fanno assemblee e si decidono le iniziative politiche; un forum di coordinamento dove vengono prese le decisioni, aperto in scrittura solo ai coordinatori eletti ma a tutti in lettura, per garantire la massima trasparenza; una chatroom, sala conferenze per poter accogliere ospiti e far loro domande in diretta ed infine i blog personali.

Nella gestione della rete, nel passaggio dall’organizzazione virtuale all’attività reale, dalla teoria alla pratica, l’esempio da seguire non poteva che essere il modello il vincente di Obama, come ci conferma il coordinatore Lucio Scarpa: “Abbiamo seguito la campagna di Obama da vicino, anche per osservare l’uso strepitoso che stava facendo di internet. E’ stato definito il candidato facebook, ma il successo lo ha costruito sul proprio sito, che non è dedicato alla discussione ma alla raccolta e mobilitazione di oltre un milione di volontari. Un sito da dove partivano ogni giorno mail per dare morale alla truppa, inviti a fare telefonate per convincere gli elettori, richieste di donare 5$ per finanziare nuove iniziative. Un punto dove si veniva messi in contatto con altri volontari della propria zona. Il comitato elettorale di Obama è stato una poderosa organizzazione strutturata perfettamente, e con l’enorme pregio di far sentire anche l’ultimo dei volontari un piccolo tassello fondamentale per la costruzione di un grande sogno. L’organizzazione era basata su internet ma da lì scattava nell’azione sul fantomatico “territorio” sempre citato dai nostri politici e realmente coinvolto isolato per isolato da Obama. C’erano gruppi di volontari in ogni angolo di America e lui ha toccato nel suo tour elettorale cittadine che mai avevano visto un comizio di un candidato presidente. Proprio i comizi sono stati il suo punto forte, le qualità di oratore sono entusiasmanti e grazie ai discorsi ha saputo coinvolgere i suoi sostenitori. E riguardo i comizi torna l’uso sapiente del web, in particolare youtube, la quantità di video è impressionante come il numero di click ricevuti, però non si è fermato al web neanche in questo caso. Il suo “spot” finale di 27 minuti è stato trasmesso a reti unificate, prima volta nella storia delle candidature. Quindi internet come base, ma uso sapiente di tutti i media e grande mobilitazioni”.
Il Circolo ha mosso i primi passi insieme alla crescente figura di Obama, già da quando partiva sfavorito nella sfida con Hillary Clinton. Speranza e cambiamento, ovvero i concetti-chiave della trionfale campagna elettorale hanno sostanziato il Circolo ancora in fasce. Le finalità sono ovviamente le stesse di un Circolo Territoriale: aiutare il PD nella sua azione politica, ma in modo innovativo, usando gli strumenti che la rete mette a disposizione per fare politica. Tra le iniziative vanno ricordate le importanti campagne di rinnovamento della politica italiana come “primarie vere, primarie sempre”, o iniziative come “mappa democratica”, un aggregatore innovativo delle presenze democratiche su internet. Gli iscritti al circolo formano un gruppo alquanto variegato che trova la possibilità di essere ascoltato con maggiore attenzione ai circoli tradizionali: si va dal 15enne al pensionato, dall’ex DS o Margherita al “grillino” recuperato. I diritti civili sono la tematica che più appassiona.

Insomma stiamo parlando di un Circolo che ha costruito una propria identità in autonomia rispetto alla figura di Obama, ma è ovvio che non è del tutto indipendente. Si giunge, pertanto, alla proposta di Scalfarotto di prendere in considerazione un cambio di nome del Circolo prima della nottata elettorale ma il fervido quanto acceso dibattito si è protratto sin dopo il risultato e perdura ancora oggi. Non mancano proposte e considerazioni che trovano spazio negli appositi forum. Capacità di leggere il presente, fattori emotivi, affettivi e razionali sono gli ingredienti del forum di discussione. Correnti diverse, dunque, animano il dibattito. Perchè cambiare nome? Il rischio di ritrovarsi a rinnegare il proprio simbolo dopo una decisione magari condizionata dalla realpolitik o semplicemente non condivisa, è abbastanza alto e spinge gli ormai migliaia di utenti verso una scelta razionale, ponderata. Ad esempio Obama ha affermato di essere contrario alla guerra in Iraq, ma non alla guerra in generale. E poi intitolarsi col nome di un capo di Stato alla lunga potrebbe creare qualche difficoltà alle finalità stesse del Circolo: aiutare il PD nella sua azione politica. Il gruppo che vorrebbe cambiare il nome manterrebbe però un forte legame con Obama, non con la persona ma con i valori che rappresenta. E c’è anche chi è a favore del cambio radicale ritenendo che dal 4 novembre Obama non è più un simbolo, ma un capo di stato e di governo. Perchè tenere il nome? Un possibile cambio di nome potrebbe nuocere alla visibilità e alla riconoscibilità dello stesso Circolo, oltre a mettere da parte legami simbolici e affettivi. Il sito conta migliaia di iscritti ed una nuova denominazione comporterebbe alcune difficoltà nel reperire l’indirizzo su internet. Senza contare che molti degli utenti si sono avvicinati anche perché attratti o legati al nome di Obama. Il gruppo favorevole al mantenimento del nome indica quindi diversi motivi: da quelli sentimentali a quelli più pragmatici come la riconoscibilità ormai raggiunta dal Circolo. Fra questi è opinione comune che si debba continuare a puntare su Obama come figura di cambiamento anche adesso che è stato eletto.

I rischi ed i vantaggi di restare legati al nome Obama senza se e senza ma, sono al vaglio degli iscritti ed una risposta in merito giunge sempre da Lucio Scarpa: “Intanto cerchiamo di non farci influenzare dalla Presidenza. Nel senso che il Circolo ha costruito in questi mesi una propria identità, che non discende dal nome che porta, ma dalla fusione dei percorsi individuali di tutti gli iscritti. Il nome “Barack Obama” racchiude molte di queste storia, ma non tutte. Chi ci conosce sa bene che il Circolo Obama ha delle posizioni diverse da Barack, a volte anche più avanzate, come quando si parla di diritti civili. Chi non ci conosce imparerà a farlo attraverso le nostre iniziative. Il Circolo fa già molte cose che non c’entrano direttamente con Obama. E’ vero che dall’esterno quel nome può sembrare molto ingombrante, ma nella realtà di tutti i giorni noi siamo molto più legati ai temi italiani che ai fatti americani. Siamo molto più caratterizzati dal fatto di essere un Circolo Online piuttosto che di chiamarci Obama, per cui questo rischio non ci sembra molto rilevante anche se non lo neghiamo“.
In ultima analisi non si sottovaluta la possibilità, seppur remota, di intitolare il Circolo ad un personaggio non più esistente, come Enzo Biagi o Vittorio Foa, abbracciando altre cause come la libertà di stampa o l’antifascismo. Ma la voglia di studiare il fenomeno Obama, la sua campagna elettorale, la voglia di seguire la linea tracciata dai valori di pacifismo e di cambiamento che porta con sè, lo studio di internet come nuova frontiera per la politica induce a non allontanarsi più di tanto dalla sua figura. Bhè, allora cosa fare? La decisione sul nome verrà presa nella prossima assemblea del circolo, che si terrà a dicembre. Il Coordinamento ha ritenuto che una decisione di questa portata meriti una discussione approfondita e, soprattutto, che debba coinvolgere il maggior numero possibile di iscritti. Tutti i pro e i contro sono stati rimandati: nel frattempo il dibattito è aperto ed è vivo più che mai. Per il Circolo è davvero scattata l’ora delle decisioni importanti, forse anche un po’ dolorose.

Amodio Viola

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