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Primarie dei Giovani democratici, ecco il diario del candidato Marini

novembre 19, 2008 di Redazione 

il Politico.it vi racconta gli ultimi giorni della campagna elettorale per la segreteria della nascente organizzazione giovanile del Partito Democratico. E lo fa attraverso il diario quotidiano di uno dei quattro candidati, il 27enne bresciano Dario Marini (gli altri: Salvatore Bruno, Giulia Innocenzi, Fausto Raciti). Ecco le prime due pagine. A cura di Domenico Occhipinti.

Aggiornato a mercoledì 19

Nella foto in home page, Dario Marini. Qui accanto i quattro candidati (da sinistra, Innocenzi, Raciti, Marini e Bruno) durante un dibattito a Nessuno Tv

di Dario MARINI*

Venerdì 14

Voler guardare in faccia, stringere la mano o abbracciare chi, in questi mesi, mi ha inviato segnali di stima, appoggio o anche solo simpatia, mi ha portato, per la seconda volta, in Sicilia.
Proprio la punta dello Stivale fa da ideale rampa di lancio verso il “giorno della verità”. Girando in macchina da Palermo a Siracusa passando per Catania non nego che il mio pensiero sia andato, anche solo per un attimo al sentimento che portò al Risorgimento italiano, che scoppiò qui. Non voglio ovviamente fare un paragone che non avrebbe senso, tuttavia sento, in generale, il peso della responsabilità: trovarmi qui, fra gli amici siciliani, che con scetticismo hanno accolto il Pd alle ultime elezioni, mi ha dato modo di constatare che tira un’aria nuova. Non era difficile leggere negli occhi di ragazzi e ragazze, che già mi conoscevano grazie a quello splendido strumento di comunicazione che è internet, la gioia di partecipare. Semplicemente dialogare, interagire, ridere e scherzare con loro ha creato un clima di complicità e partecipazione. Non c’era bisogno di fare comizi o leggere comunicati, i sentimenti e le emozioni parlavano chiaro. La mia presenza lì, mi ha espressamente detto qualcuno tra coloro che sono intervenuti ai miei incontri, è stata la risposta migliore ai messaggi, i commenti, le mail che “noi ti avevamo inviato”. Dopo questa abbuffata di complimenti (e dolci tipici) riparto, un po’ stanco per l’intenso giro dell’isola ma rinvigorito da una iniezione di fiducia e con un carico di suggerimenti e proposte dei giovani ed orgogliosi siciliani.

Sabato 15 e domenica 16

Continua con un ritmo incessante il mio viaggio.
Atterrato a Bergamo effettuo un necessario “stop and go” a casa e riparto per Verona. La città degli innamorati mi suggerisce il giusto sentimento con cui sto affrontando questa esperienza: Amore per ciò che sto riuscendo a vivere grazie all’opportunità che il Partito Democratico mi ha dato.
Mi tornerà molto utile, in futuro, l’aver conosciuto e valutato le tante potenzialità ancora inespresse sparse per la nostra Italia.
L’incontro con gli amici veronesi si consuma davanti ad un’ottima pizza e poi i consensi ed i sorrisi di tutti hanno confermato la piacevolezza della serata. Purtroppo il tempo stringe, saluto tutti perché la sera stessa dovrò pernottare a Padova dove l’indomani mi aspetta l’ennesima giornata intensa.
Padova è un po’ la mia seconda casa, lì ho studiato e dunque ritrovo con piacere un sacco di amici. E’ stato bello riabbracciare Alessandro Coccolo ed ancor più convenire con lui su temi importanti quali: Un’organizzazione federale credibile per i giovani del Veneto e poi la necessità di creare una buona scuola di formazione sul territorio perché una classe dirigente competente si costruisce attraverso una educazione adeguata.
La mia tabella di marcia mi spinge a rimettermi in viaggio e dopo un sincero arrivederci a presto rivolto ai ragazzi padovani, salgo in macchina perché ho un aereo da prendere.
Avevo un aereo da prendere!Come troppo spesso avviene, mi blocco al passante di Mestre e dunque raggiungerò Bari con un altro volo. Qualche piccola seccatura in oltre un mese di cammino ci può stare ma il mio umore non conosce ribassi: E’ alle stelle!

Lunedì 17 e martedì 18

Ci eravamo lasciati con me che avevo perso l’aereo perché fermo a Mestre. Anche se con l’ultimo volo disponibile, sono riuscito a partire e raggiungere in tarda serata Matera dove, sinceramente, non credevo di trovare ancora i ragazzi ad attendermi.
Invece, con mia grande sorpresa, passando dal punto di ritrovo che ci eravamo dati, scorgo un gruppetto, neanche troppo sparuto, di irriducibili che mi viene incontro festante.
Giusto il tempo di scusarmi del ritardo, raccontandogli delle mie peripezie, che mi invitano a prendere qualcosa insieme.
Li seguo con piacere e nonostante la stanchezza, è incredibile come il tempo sia volato. Una buona birra e le tante idee propositive scambiate hanno fatto il miracolo. Qualcuno di loro, inesauribile, trova ancora la forza di uscire, io resisto fino alle tre e poi crollo.
Lunedì mattina, dopo un rapidissimo saluto ad alcuni amici di Bari, parto per Roma dove ho solo l’imbarazzo della scelta, dato che ovunque vado, trovo ragazzi che si interessano, partecipano, vivono la politica come me. Io non mi accontento e visto che alcuni giovani di Latina avrebbero voluto incontrarmi anche venendo a Roma, li stoppo e li vado a trovare io. Ho reputato giusto fare un bel giro anche per le province del Lazio e domani sera sarò a Frosinone.
Vi anticipo che sto pensando di chiudere la campagna elettorale a Napoli, privandomi dunque della possibilità di votare. Avrò un voto in meno, ma di certo tanti amici in più.

Mercoledì 19

Attraversando, di buon mattino, la tranquilla e affascinante campagna laziale, per raggiungere Frosinone, mi sono reso conto di non avvertire la tensione per le elezioni che distavano solo 48 ore. La mia serenità, che non è nè quella del favorito d’obbligo nè dello sconfitto in partenza, appartiene a chi, come me, sa di aver vissuto al massimo una esperienza elettorale fatta di dialoghi intensi, incontri costruttivi e anche pacati confronti che servono a ricordarti che solo attraverso una matura cooperazione si può raggiungere un obiettivo comune, e mai da soli.
Di certo, solo, non ero, appena giunto a Frosinone: i ragazzi che ho conosciuto sono stati eccezionali nei miei confronti.
Sarei dovuto tornare a Roma presto, invece ho deciso di rimanere a pranzo con loro: non sono riuscito a dire di no a dei miei coetanei così grintosi. A tavola, poi, mi hanno stupito, sembrava conoscessero a memoria i dieci punti del mio programma. Credo, anzi ne sono certo, che i ragazzi di tutta Italia concordino con questi punti; non perché io li ho appuntati in un decalogo ma semplicemente perché sono avvertiti come unico viatico per una politica che vuole riconquistare la fiducia della gente.
Tanti abbracci fraterni e via, torno a Roma dove mi fermo un momento. In effetti era necessario dedicare del tempo ai tantissimi che mi hanno cercato per inviarmi saluti o suggerimenti sul mio blog. Pur di rispondere a tutti faccio quasi tardi all’appuntamento con degli amici romani, per seguire la Nazionale.
Appena varco la soglia di casa loro, sento già le note del nostro inno e penso, in cuor mio, che fa sempre un bell’effetto ascoltarlo.
La partita è una amichevole e il pari finale accontenta tutti.
Venerdì gioco la mia di partita e il pareggio non può bastare.

Dario Marini*

*candidato alla segreteria dei Giovani Democratici

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