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La strategia di comunicazione di Berlusconi e del centrodestra. Dominio sull’opposizione

novembre 16, 2008 di Redazione 

Come il presidente del Consiglio ha costruito (anche) parte del suo successo politico. Quel linguaggio comprensibile ed efficace. Messaggi chiari e immediati. Tutti per il loro leader. Non solo populismo. Un campo in cui la superiorità sul centrosinistra è manifesta e totale. La studiamo, con Luca Lena.

Nella foto, l’attuale presidente del Consigli

di Luca LENA

La strategia di comunicazione ha da sempre un ruolo decisivo nella gestione politica di un paese. Attualmente viviamo in un periodo storico che viaggia a braccetto con le tecnologie mediatiche e ne sfrutta fino all’esasperazione la portanza persuasiva. In molti vedono nei media la causa principale dell’evoluzione politica ed, in effetti, considerando le differenze con il passato, si evidenzia un cambiamento nei rapporti tra politica ed elettorato. Se prima le ideologie avevano la precedenza e la comunicazione politica era solo il richiamo a teorie e concezioni ben precise, oggi la politica ha invaso i campi della psicologia ed ha assunto i connotati dell’offerta che, a prescindere dalla sostanza del bene, offre familiarità e conforto. Alle ideologie si sono sostituite le persone, che si fanno non solo portavoce di concetti atavici ma ne assorbono la valenza politica. Con l’utilizzo dei media, l’elettore associa la teoria politica all’individuo incaricatosi di esporla. Ed ecco che una familiarità acquisita nel tempo grazie a frequenti apparizioni mediatiche, diventi una strategia lungimirante per assicurarsi consensi.

E’ su questo sfondo che appare interessante valutare il vantaggio di consensi di cui gode la destra nei confronti della sinistra. Lungi dal fare una disamina culturale che inglobi la filosofia di partito o le tendenze storiche di un popolo, ci permettiamo di considerare quali possano essere le capacità comunicative del governo attualmente in carica.

Il primo aspetto che balza all’occhio è la capacità della destra italiana di aver accentrato l’attenzione su unica persona, assicurandosi un punto fermo ed una stabilità irremovibili. Per quanto ogni coalizione possa aver le proprie incrinature nella gestione dei partiti, la destra, con Berlusconi a capo, ha impostato una sorta di piramide politica dal vertice inattaccabile, che legittima la piena responsabilità del leader e al contempo mantiene ben visibile il soggetto su cui puntare il dito in caso di controversie.
Berlusconi ha dimostrato di possedere qualità comunicative ben precise, che possono essere considerate buone o meno, ma che rappresentano una capacità di sintesi emotiva molto efficace. Un esempio pratico del “cannibalismo” mediatico di Berlusconi è riscontrabile nel faccia a faccia televisivo tra il leader di destra e Romano Prodi durante la campagna elettorale del 2006, quando ci fu l’annuncio di abolizione dell’ICI. A prescindere dalla valenza della proposta che non affrontiamo in questa sede, è importante verificare la brevità granitica con cui si espone un concetto di notevole complessità economica ma che giunge alle orecchie della gente come qualcosa di semplice, lontano dalle problematiche finanziarie gravanti sulle amministrazioni statali. E sta in questo, dunque, la forza del messaggio di Berlusconi e della destra: la semplicità diretta a colpire l’emotività del popolo.

Berlusconi ha inoltre cercato un confronto con la piazza che facesse da cassa di risonanza alle sue proposte. Ne è un esempio la creazione del PDL, che il premier ha annunciato in mezzo ad una bolgia di sostenitori, in reazione alla nascita del PD. L’aspetto sensazionalistico conferito alla vicenda – di per sé non molto diversa da qualsiasi manifestazione partitica – riflette la capacità di penetrare la cappa meramente istituzionale della politica.

Di notevole importanza è la presenza, circoscritta ma regolare, sugli scenari televisivi e sui quotidiani. Per quanto sia doveroso ricordare la sperequazione in termini di apparizioni televisive in favore di Berlusconi, ci limitiamo ad attestare quale sia la condotta scenica del leader del PDL.
Proprio a causa dell’accentramento politico che lo vede a capo di una coalizione, Berlusconi ha spesso cercato di evitare trasmissioni politiche che lo costringessero ad un confronto diretto con esponenti di partiti avversari, “sacrificando” l’immagine dei maggiori esponenti della propria coalizione.

Dal punto di vista del portamento Berlusconi si rappresenta con un’immagina linda e sorridente, predisposta allo scherzo come a voler rimarcare la costante umanizzazione di un personaggio politico che da sempre trova una mitizzazione goliardica. La cortesia con cui espone le problematiche del paese e le sue proposte solutive escono da una voce ferma che esibisce sicurezza e tranquillità.
E’ l’uomo Berlusconi che vuol farsi scoprire; la vita privata adombrata da lecite pretese di privacy viene in realtà lievemente svelata per tentare un approccio diretto e affabile con il pubblico. Questa sovrapposizione tra politica e spettacolo è una delle caratteristiche principali di quest’epoca socio-politica, di cui Berlusconi è abile artefice.

E’ probabile che semmai possa esserci una supremazia comunicativa della destra sulla sinistra, questa debba riferirsi non tanto alla sostanza dei proclami ma piuttosto alla forma. L’efficacia del messaggio si mostra nell’unità di voci che lo accompagnano, nella fermezza espositiva e nell’approccio apolitico attraverso il quale condividere una necessità, un obiettivo. A questo proposito, durante la campagna elettorale del 2001, Berlusconi stipulò virtualmente un “contratto con gli italiani”, con la promessa di rispettare almeno quattro dei cinque punti esposti nell’accordo. Una tecnica che permetteva non solo di associare Berlusconi all’operato del futuro governo, ma anche di far interagire potenzialmente la popolazione con quelli che sarebbero stati i provvedimenti da adottare. E’ l’idea del messaggio che anticipa la sostanza dello stesso ciò che assicura a Berlusconi un carattere originale nella comunicazione politica. Ai fini del nostro discorso non è importante che il contratto in questione risulti giuridicamente invalido e che le modalità di verifica d’adempimento ristagnino in una discrezionalità senza soluzione; ciò che risulta essenziale nel metodo comunicativo è l’effetto e l’immaginifica pretesa di confidenzialità tra il politico e l’elettore.

Grazie a questa sorta di protezione mediatica, la destra ha potuto costruire un fortino attraverso il quale attaccare senza essere colpita, in virtù di una comunicazione diretta, semplice, ficcante, improntata sull’ostentazione di principi facilmente accessibili perché scarnificati dalle complessità politiche che li costituiscono.

Luca Lena

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