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DENTRO IL PALAZZO di FRANCO LARATTA “No all’arroganza di certa politica”

novembre 15, 2008 di Redazione 

Prosegue la collaborazione dell’Onorevole con il Politico.it. Comincia con questa riflessione sui limiti della nostra classe dirigente (anche in confronto con il tempo nuovo avviato dall’elezione di Obama negli Stati Uniti) la serie di appuntamenti fissi di questa rubrica. Potete partecipare commentando all’interno.

Nel disegno, Franco Laratta. Tratto da www.francolaratta.it

Pallina bianca nell’urna nera

(e viceversa)

Prima puntata

di FRANCO LARATTA*

“Ove si volesse esprimere voto favorevole alla proposta: la pallina nera va inserita nell’urna bianca e la pallina bianca nell’urna marrone. Ove si volesse esprimere voto contrario alla proposta: la pallina nera va inserita nell’urna marrone e la pallina bianca nell’urna nera”!
Non è uno scioglilingua, ma un vecchio metodo di votazione tutt’ora in vigore nel Parlamento italiano. E come se in America, per votare Obama (che è nero) occorreva mettere la pallina bianca nell’urna nera e la pallina nera nell’urna marrone. Viceversa per McCain(che è bianco)!
Da noi tutto è più complicato e difficile.
Oltre che vecchio. Il nuovo presidente degli States ha 47 anni, mentre il presidente del consiglio Berlusconi ne ha 72 (saranno 77 alla fine della legislatura. E non finisce qui!), il precedente primo ministro (Prodi) all’epoca sfiorava i 70. I presidenti della Repubblica per essere eletti devono avvicinarsi agli 80!
Quello che non manca alla nostra classe politica è l’arroganza nella gestione del potere: mentre in America si apre l’epoca del soft power di Obama (il potere che dialoga e non si impone) e in Inghilterra il sindaco di Londra e molti ministri del Governo vanno al mattino in ufficio con la Metro, in Italia c’è un ministro (Scaiola, che a suo tempo definì un ‘rompicoglioni’ il povero Biagi ucciso dalle BR) che nei giorni scorso si è imbufalito per qualche goccia d’acqua che infiltrandosi nell’aeroporto di Fiumicino gli ha bagnato la pregiata giacca. In tanti hanno ascoltato le urla del ministro: ‘E’ una vergogna, questo è il Paese delle banane”!
Intanto a Roma un violento nubifragio ha messo in ginocchio la città e un fulmine ha ucciso un ragazzino di 12 anni che si era riparato sotto un albero. Scaiola è lo stesso ministro del volo Roma-Albenga: Annozero ha rivelato che lo stesso ha preteso un aereo ad hoc per raggiungere Roma il lunedì e rientrare a casa il venerdì: 6 passeggeri in media su un aereo da 66 posti. Un formidabile spreco di Stato: il volo costa 134 mila euro a settimana e rende poco più di 12000 euro. Assurdo. Tanto più che a soli sessanta chilometri da quella pista c’è l’aereoporto di Genova.
Verrebbe voglia di urlare, con Totò, in faccia a quel ministro: “ma mi faccia il piacere”. Vada a piedi sig. Ministro!

FRANCO LARATTA*

*Deputato del Partito Democratico

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