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Musica, Henry Mancini compositore da Oscar. “Padre” del motivo della Pantera rosa. Racconto biografico

novembre 13, 2008 di Redazione 

La storia dell’italo-americano autore di grandi musiche da film. Plurivincitore del premio per la miglior colonna sonora. Sua la melodia che accompagna il celebre personaggio dei cartoon ispirato alla pellicola di Blake Edwards del ’63. Ma la canzone-capolavoro è “Moon River”, cantata da Audrey Hepburn in una scena indimenticabile di “Colazione da Tiffany”. Su Politico Tv. Qui, biografia di Mancini. Tra musica e cinema.

di Domenico OCCHIPINTI

Enrico Nicola Mancini nasce a Cleveland (Ohio) il 16 aprile del 1924. Era figlio di una coppia di abruzzesi emigrati ed egli stesso nella sua biografia, “Did they mention the music?” scritta nel 1989, ci parla di loro: “Mio padre si chiamava Quinto perché era nato in quell’ordine cronologico. Da Scanno, si trasferì prima presso uno zio e poi, all’età di tredici anni decise di emigrare. Mi sono rotto il capo per molti anni per capire il perché di quella decisione e come fece a scendere dalle grandi montagne appenniniche giù a Roma e poi a Napoli per imbarcarsi per l’America e raggiungere prima Detroit e poi Boston e lavorare in una fabbrica di calzature, e tutto questo… da solo, negli anni 1910-1911. Oggi è davvero difficile capire come possano aver trovato la strada ragazzi adolescenti partiti dalla Russia, dall’Irlanda. Eppure loro ci riuscirono e mio padre si batté sempre per l’emancipazione culturale. Quando gli altri padri italiani di West Aliquippia premevano per inserire i loro figli nelle acciaierie lui si premurava di darmi lezioni di musica. Imparò a parlare bene l’inglese grazie all’aiuto di mia madre, figlia di abruzzesi, ma sempre come autodidatta”.
Fu proprio il padre, suonatore di flauto, ad avviarlo alla conoscenza dei primi rudimenti musicali e alla passione per la musica che lui accresceva anche andando ad ascoltare le grandi bande musicali nei cinema di Pittsburgh.
All’età dodici anni decise di studiare pianoforte ma la sua vocazione lo portò quasi naturalmente a completarsi passando in pochi anni all’arrangiamento ed alla composizione.
Nel 1942, terminati gli studi superiori, giunge a New York per frequentare la Juilliard school e fu proprio lì che trova la sua prima scrittura, grazie al clarinettista Benny Goodman al quale aveva spedito qualche arrangiamento.
Purtroppo gli studi musicali vengono interrotti per lo scoppio della seconda guerra mondiale nella quale Enrico viene impiegato in aeronautica e fanteria.
Al termine del conflitto ha la fortuna di entrare a far parte, come pianista ed arrangiatore, della orchestra di Glenn Miller (celebre trombettista impegnato nel conflitto mondiale e scomparso nel 1944).
Questo periodo fu di certo molto importante più per l’uomo che per l’artista dato che la cantante della band Virginia “Ginny” O’Connor di lì a poco sarebbe diventata sua moglie. Si sposarono ad Hollywood per poi trasferirsi ad Homy Hills dove accrebbero la famiglia Mancini con Monica (cantante), Felice(capo della Mr. Holland’s Opus foundation) e Chris (regista).
Il 1952 segna il primo contatto col mondo del cinema che gli regalerà tante soddisfazioni in futuro. La Universal International Studios gli commissiona le musiche per un film di Gianni e Pinotto da terminare in due settimane ed anche se ci metterà tre anni prima di consegnarle, da quel momento la sua produzione non conoscerà pause e non gli lesinerà premi e riconoscimenti.
Già nei suoi primi lavori per il grande schermo, Il Capitalista (1952) e Desiderio di donna (1953) entrambi del regista Douglas Sirk, si intuisce che avrebbe influenzato molto lo stile delle colonne sonore, caratterizzandole con una marcata impronta jazz di tipo orchestrale.
Fu l’autore di numerose melodie utilizzate ad esempio nei film di Budd Boetticher e poi nei western, horror e fantascienza proiettati di continuo nei drive-in.
Nel 1954 al termine della collaborazione con Raoul Walsh per le Giubbe rosse del Saskatchewan ed assunto ufficialmente dagli Universal International Studios viene richiesto da Anthony Mann per le musiche del film biografico “La storia di Glenn Miller” con James Stewart nel ruolo del protagonista. Questo lavoro gli valse la prima di tante nomination all’Oscar.
La collaborazione più proficua per Enrico fu quella con il regista Blake Edwards conosciuto durante la lavorazione del telefilm Peter Gunn nel 1958 e diventato poi suo grande amico.
Da questa amicizia nacque anche un sodalizio artistico che ci ha regalato alcune delle colonne sonore più famose e particolari del cinema mondiale.
Già nel 1961 con la splendida “Moon River” che tutti ricordiamo interpretata da Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany” Mancini conquista gli Oscar per la canzone e la musica e successivamente un Grammy per la migliore registrazione di un film.
Appena l’anno successivo, bissa la statuetta per la miglior canzone con “I giorni del vino e delle rose” sempre con Edwards.
Nessun premio per il motivo, che è forse il più famoso composto da Enrico: quel particolarissimo jazz che caratterizzò allora il film “La pantera rosa” (1964) ma che è arrivato ai giorni nostri perchè riproposto per i film successivi ed i cartoon che ne scaturirono. Di certo il mancato Oscar è stato compensato dal grande apprezzamento del pubblico per quel pezzo che tutti hanno canticchiato.
Nel 1970 riceve il Golden Globe per la miglior canzone con “Darling lilì” proposta nel film “Operazione crepes suzette” con Julie Andrews.
Ancora con una pellicola con protagonista la Andrews ed ovviamente di Blake Edwards vince il quarto Oscar per la miglior musica originale, siamo nel 1982 ed il film in questione è “Victor Victoria”.
L’ultimo sussulto di una carriera sfolgorante fu nel 1993 nel “Figlio della pantera rosa” dopo aver musicato oltre cento film ed aver ottenuto anche 18 nominations, 20 Grammy e 2 Emmy. La sua produzione lo ha portato, in oltre quarant’anni a pubblicare circa 50 album con 300 milioni di copie vendute.
Si spegnerà a Beverly Hills il 14 giugno del 1994 all’età di 70 anni, vinto dal cancro. In suo onore, il 13 aprile 2004, gli Stati Uniti emisero un francobollo commemorativo dove Mancini è ritratto mentre dirige davanti a una platea di spettatori, fra cui la Pantera Rosa che lo indica da un angolo e sullo sfondo scorrono i titoli dei film più famosi da lui musicati nonché quelli che maggiormente abbiamo amato.
Verrà ricordato come un virtuoso del suo genere, che con la sua grande dote di improvvisazione ha positivamente scompaginato le tradizioni ritmiche del suo periodo travolgendole con un percussionismo strumentale appreso negli anni di frequentazione delle grandi orchestre.
La sua origine italiana ha di certo influito sulla espressività del suo talento, la sua storia ci inorgoglisce, la sua musica ci ammalia ancora. Questo era ed è Enrico Nicola Mancini di professione compositore.

Domenico Occhipinti

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