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“Test veloce” all’On. Favia (IdV): ‘Mi ispiro a De Gasperi e Di Pietro’

novembre 12, 2008 di Redazione 

di Amalia DI CARLO

Onorevole David Favia, Innanzitutto le chiediamo: perché ha deciso di intraprendere la carriera politica?
“Per aiutare a risolvere i problemi dei miei simili, soprattutto dei più deboli”.
A chi si ispira? Nella storia, nel presente del nostro Paese.
“De Gasperi di ieri, Di Pietro oggi”.
Quali sono le sue massime aspirazioni, in politica?
“Non ho massime aspirazioni politiche; sono già soddisfatto così; in politica contano anche le circostanze, vedremo…”.
Onorevole Favia, lei è un avvocato ed è giusto chiederle cosa pensa del decreto Alfano sulle intercettazioni.
“E’ assurdo. Le intercettazioni sono un mezzo di prova e non possono essere limitate. Sarebbe come limitare la testimonianza. Bisogna garantire che non trapelino fatti riservati inerenti terze persone”.
La libertà di informazione è messa a repentaglio?
“Certo che sì. Condivido però il limite di cui sopra”.
Se fosse Ministro della Giustizia riformerebbe i processi? In che modo?
“Finanzierei l’assunzione di più giudici e la “macchina” della giustizia. Velocizzerei i processi usando nel civile la formula processuale del rito del lavoro e implementerei i tentativi giudiziali obbligatori di conciliazione. Nel penale basta dare mezzi agli uffici. Chi ne ha non ha arretrati”.
In merito alle riforme Brunetta e Gelmini, qual’è la sua posizione?
“Sono contrario totalmente alla Gelmini perchè è solo un taglio di fondi e, compresa l’università, prospetta la privatizzazione della scuola col rischio che possano studiare bene solo i ricchi.
Sulla riforma Brunetta non condivido il fatto che colpisce indiscriminatamente anche chi sta male davvero oltre l’impianto generale che penalizza il pubbico dipendente”.
In conclusione, come crede possano cambiare le relazioni internazionali con l’elezione di Barack Obama alla Casa Bianca?
“In meglio. Credo che il quadro delle alleanze storiche non muterà ma che possano distendersi i rapporti con Russia e medio oriente”.

Amalia Di Carlo

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