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Cominciamo a parlare di musica Conosciamo Bjork, elfo d’Islanda

novembre 5, 2008 di Redazione 

Oggi parliamo di giovani, e apriamo così anche la rubrica musicale. Musica contemporanea, elettronica. Parliamo di Bjork, la cantante islandese dalle sonorità “a volte inquietanti”, poco easy leasting, come ce la descrive, in questo ritratto, la nostra Dejanira Bada.

di Dejanira BADA

Si dice che il genio sia prerogativa e virtù dei folli. Se è così, Bjork è davvero matta come un cavallo e senza ombra di dubbio assolutamente geniale. Personaggio controverso, poliedrico, di nicchia, ma amata in tutto il mondo da giovani e non solo, Bjork è ormai sulla scena da più di quindici anni.
La sua carriera artistica iniziò in realtà alla tenera età di undici anni, quando cominciò ad intraprendere gli studi per suonare il pianoforte, ma il suo vero debutto avvenne nel ’93, con l’album, per l’appunto, “Debut”, dal quale venne estratto il singolo “Human Behaviour”, che la rese famosa al grande pubblico, grazie anche al supporto del produttore Hooper (Massive Attack). Questo pezzo fece subito chiedere a se stessi da dove potesse arrivare una voce simile, un personaggio così intraprendente e sperimentale, capace di creare una musica quasi mistica e sicuramente inimitabile.
Ci si è informati e si è scoperto che la ragazza in questione arrivava dalla freddissima Reykjavik, Islanda, una terra splendida, quasi sconosciuta, di certo ancora incontaminata, che tanto ha ispirato l’artista in questione. C’è sempre stato qualcosa in più dentro l’animo di Bjork, un qualcosa di ermetico, di folle, d’inspiegabilmente e semplicemente bello. La sua voce, il suo stile inconfondibile, le sonorità a volte inquietanti, come lo sono i suoi famosissimi brani “Army of me” oppure “Bachelorette”, hanno reso la cantante un mito, una persona che sembra non esistere in questa realtà, ma soltanto nella fantasia o nel mondo degli elfi.
Bjork sembra proprio appartenere ad un altro pianeta, data anche la sua conformazione facciale con occhi a mandorla, naso all’in sù ed orecchie quasi a punta. Un viso più che particolare dalla cui bocca fuoriescono parole che sono melodia anche senza l’ausilio della musica.
L’ispirazione della compositrice però, non arriva di certo soltanto dai paesaggi fantastici dell’Islanda, ma anche da Londra, città dove la cantante si è ben presto trasferita. Nel suo paese di origine fonda vari gruppi tra cui le “Spit and Snot”, band punk tutta al femminile, gli “Exodus” (jazz) e per ultimi gli “Sugarcubes”.
Dato il susseguirsi di innumerevoli controversie all’interno di quest’ultima band, Bjork decise di trasferirsi a Londra e fu solo qui che iniziò la sua ascesa tra le stelle.
Ascoltare Bjork non è certo easy listeaning, ma la cantautrice non tardò a far giungere apprezzamenti più che favorevoli da parte della critica e da parte di un pubblico attento alle nuove tendenze e di tutto ciò che fosse all’avanguardia.
Successivamente la sua scalata verso il successo proseguì con un album più elettronico, “Homogenic”, per continuare con “Vespertine”, un disco molto più introverso, intimista e poetico.
Ad oggi il suo ultimo lavoro s’intitola “Volta”, dove la cantante ha dato ampio margine, come di consueto, a molta sperimentazione, spaziando dall’electro music a quella da camera, dall’uso del violoncello, all’ausilio dei sintetizzatori.
Bjork è un’illuminata, non c’è che dire, e si dà il caso che il suo compagno sia Matthew Barney, uno dei più famosi artisti contemporanei, dal quale ha avuto una bambina nel 2002. Barney eccelle nel rappresentare cinematograficamente, oppure attraverso le sue installazioni e sculture, il disagio e la condizione malata dei tempi che stiamo vivendo, tanto che le sue opere non possono essere esposte al Moma di New York, ma nella succursale, il P.S.1, causa l’efferatezza e la crudezza dei suoi lavori. E allora chi meglio di lui merita ed è all’altezza di stare accanto ad un personaggio come lei…
Bjork ha anche provato a fare l’attrice nel film di Lars von Trier “Dancer in the Dark”, un musical nel quale ha interpretato Selma, donna incredibilmente forte, cieca, che cerca di nascondere il suo dramma per continuare a lavorare in fabbrica per poter pagare un operazione a suo figlio che lo salvi dal perdere la vista come lei. Un film stupendo, che le è valso il premio come miglior attrice al 53° festival di Cannes.
Bjork riesce bene in tutto, tanto che le nomination ad awards di ogni genere sono davvero numerosissime. Il mondo, i nostri tempi, hanno bisogno della sua musica, di un individuo in grado di esprimere le emozioni in questo modo. Probabilmente non tutti possono cogliere il significato ed apprezzare la bellezza quasi estetica delle sue canzoni, ma sta di fatto che ogni secolo ha avuto il suo genio. Noi possiamo vantare di aver avuto un personaggio quasi ancestrale in ambito musicale, che ci aiuterà, anche in futuro, a protrarre la sopportazione dell’”insostenibile leggerezza dell’essere”: Bjork.

Dejanira Bada

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