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Intervista all’On. Laratta: “Leggerò ‘Gomorra’ agli studenti calabresi’

ottobre 31, 2008 di Redazione 

Con questa intervista all’autore dell’interpellanza sul rischio di blocco delle intercettazioni, apriamo la serie di approfondimenti dedicata ai nostri parlamentari. Quarantotto anni, calabrese, deputato per il Partito Democratico, Laratta è, tra il resto, protagonista di un impegno trentennale per il sud e contro la mafia e la criminalità organizzata. Ci parla di questo, di scuola, di America, e del suo grande amore per Mina. Il servizio, del nostro vicedirettore.

di Luca LENA

Quarantotto anni, calabrese, deputato per il Partito Democratico, attivo oppositore della mafia con servizi di approfondimento e inchieste giornalistiche. Ma anche scrittore, autore di saggi, appassionato di letteratura e musica. Franco Laratta è un personaggio sicuramente poliedrico, capace di coniugare con estrema semplicità due poli apparentemente opposti come politica e arte. Si mostra aperto ma realista nel difficile recupero culturale del meridione, e critica senza mezzi termini l’attuale operato del governo.

Onorevole Laratta, com’è nata la volontà di intraprendere la carriera politica?

In realtà sono sempre stato attratto dalla visione politica della vita. Sin da giovane ho diretto alcune radio libere calabresi, in seguito ho assunto la direzione di alcune testate giornalistiche impegnandomi nel divulgare la realtà mafiosa radicata nel meridione. Successivamente sono diventato assessore nella provincia di Cosenza, fino ad avvicinarmi al partito della Margherita, entrando in contatto con alcuni esponenti come Dario Franceschini.

Lei è anche autore di libri e saggi. Quali sono gli scrittori e pensatori che hanno prodotto su di lei maggiore influenza?

Dal punto di vista letterario ho una passione per Kafka, ma se ci spostiamo in ambito più filosofico devo citare l’abate Gioacchino da Fiore che purtroppo in Italia è poco conosciuto. Eppure il suo pensiero ha ispirato personalità illustri come Dante – che lo cita nella Divina Commedia -, ma anche Michelangelo e Cristoforo Colombo.

Rimanendo in campo artistico, lei ha una vera e propria predilezione per Mina. Cosa rappresenta questa passione?

Mina non è solo una passione ma la vera e propria colonna sonora della mia vita. Quando la scoprii per la prima volta, ascoltando a un Juke box la canzone “E poi”, rimasi folgorato dalla bellezza della sua voce. Da quel momento l’ho sempre seguita riuscendo perfino a conoscerla grazie all’amicizia con suo figlio Massimiliano. In ogni caso sono sempre stato appassionato di musica, un interesse che mi ha portato anche a scrivere di critica musicale. A questo proposito verso la fine di dicembre uscirà un mio libro su Mina, che affronterà il cambiamento culturale nell’evoluzione del costume italiano.

Passando a temi politici, lei ha più volte criticato il governo di tagliare le risorse per il meridione.

Al sud si è sempre investito in maniera sbagliata. Non bisogna spendere di più, bisogna spendere meglio. La famosa autostrada A3 è in pratica una mulattiera, la ferrovia ionica ha un solo binario non elettrificato; si tratta insomma di saper dove mettere i soldi. E ovviamente rimango sconcertato quando scopro che lo Stato vuole riprendere i fondi FAS (Fondo Aree Sottoutilizzate) per investire altrove. Inoltre con i tagli alla magistratura e alle forze dell’ordine sicuramente non si difende la legalità. Bisogna riformare la classe dirigente al sud, in modo da assicurare una crescita certa.

Ultimamente ha inviato a Fini una lettera proponendo di invitare alla camera Roberto Saviano. Come vede la situazione che sta vivendo lo scrittore napoletano.

In breve comincerò un tour nelle scuole calabresi durante il quale leggerò alcuni passaggi tratti dal libro “Gomorra”. Credo che il primo passo nella lotta alla mafia sia quello di suscitare una reazione culturale. Al sud non ci si impegna all’attività politica, si tende a lasciar correre. In alcune zone del meridione si avverte un’aria pesante e pericolosa ma il silenzio e l’indifferenza verso il problema della mafia sono spesso causate dalla mancata presa di coscienza del problema. Roberto Saviano è oggi il simbolo di questa resistenza e, attraverso il suo libro, bisogna accendere nei ragazzi la voglia di conoscere e impegnarsi in questa delicata questione.

Parlando ancora di tagli, in questi giorni assistiamo a fenomeni di protesta in tutto il paese, soprattutto per quanto riguarda la riforma Gelmini.

Non dico che la scuola non debba essere riformata, ma il governo decide di attuare tagli orizzontali senza alcun criterio, né un piano di fondo. E questo lo dimostra il fatto che gran parte della legge è in realtà inglobata nella manovra finanziaria. Non esiste un provvedimento ad hoc, se non per quel che riguarda il maestro unico, l’obbligatorietà del grembiule e tutti quegli aspetti che in fondo non sono così importanti.
Il problema è che con questa maggioranza non si può lavorare; non c’è la minima possibilità di discussione. Hanno aggredito la costituzione, assumendo il pieno controllo di legiferare senza consultare l’altra metà del parlamento. Eppure basterebbe mettere il naso fuori dai confini per capire come poter gestire criticità come questa; in Germania, ad esempio, di fronte ad una situazione di rivolta simile alla nostra, Angela Merkel ha chiamato a rapporto tutti i presidenti federali, incitandoli a investire all’unisono.

Un’ultima domanda: tra una settimana verrà eletto il presidente degli Usa. Chi spera che uscirà vincitore e perché?

Vincerà sicuramente Obama. Il presidente degli Stati Uniti è anche una guida per il mondo intero, ed è troppo importante riuscire a svoltare dopo gli anni di angosce, guerre e fallimenti dell’amministrazione Bush.

Luca Lena

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