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Le opinioni. Harry Potter e i Gendarmi della memoria. Fantastico e surreale

ottobre 23, 2008 di Redazione 

Apriamo con questo fondo di Fabrizio Ulivieri lo spazio dedicato alle opinioni di letterati e intellettuali. Comincia Ulivieri muovendo una dura critica al sistema culturale italiano, “reo”, secondo lo scrittore fiorentino, di tarpare le ali alla produzione (letteraria e cinematografica) fantastica e surreale. L’accusa è anche di egemonia di una certa visione di centrosinistra. Sentiamolo

A lato, la locandina di Harry Potter

HARRY POTTER E I GENDARMI DELLA MEMORIA

di Fabrizio ULIVIERI

Davanti allo spaventoso, e senza spiegazioni, successo mondiale della saga di Harry Potter mi è venuto spesso da chiedermi se in Italia avrebbe mai potuto essere scritto un simile libro. Penso proprio di no. Per varie considerazioni. La prima è che l’Italia è un paese profondamente cattolico e che tutto ciò che viene a dare esposizione alla magia in modo pubblico e mediatico è fortemente osteggiato dalla chiesa e dalla mentalità cattolica. E difatti, se non sbaglio, il famoso decano degli esorcisti italiani, padre Gabriele Amorth, ne aveva chiesto la messa all’indice, ovvero la non pubblicazione in Italia. Un’altra considerazione è che la cultura italiana è una cultura le cui tradizioni pagane, qualora sopravvivano, non hanno nulla a spartire con la mitologia celtica, sassone e norrena che hanno alimentato i libri della Rowling.Ma la considerazione che mi trova più disposto è che in Italia non si poteva scrivere un libro come Harry Potter perché la cultura italiana, laica, è imprigionata, impastoiata ed incapace di liberarsi dalla visione neorealista che ha dominato il mondo culturale laico dal dopoguerra ad oggi. La letteratura del fantastico in Italia non ha spazio. Non si pubblica se non si è in linea con la visione neorealista della cultura e della scrittura. E difatti quali sono i vessilliferi contemporanei del successo: Nanni Moretti, Pieraccioni, i fratelli Vanzina, Fabio Volo, Federico Moccia…per non parlare di scrittori emergenti che hanno avuto successo (sic!), come Elena Ferrante (doppio sic!). Che hanno costoro tutti in comune? Semplicemente riproducono pedissequamente una visione dell’entertainement in quanto ri-specchio della vita reale e di tutti i giorni, magari camuffato dal tono comico, o più innovativamente rispetto al primo neorealismo, dalla nevrosi. Anche film recenti, e pure belli, non riescono a liberarsi dal senso della tragedia sociale immanente alla visione neorealistica. Per esempio I cento passi, o Quando sei nato non puoi più nasconderti.

Dove sono stati prodotti Il Signore degli Anelli, La bussola d’Oro (di Philip Pullman), Harry Potter? Non certo in Italia. Opere simili in Italia non si potevano produrre, prima di tutto perché non ci sono persone in grado di realizzare film senza il contributo statale, e soprattutto non ci sono persone in grado di scrivere film o libri del fantastico.

Ma che c’entra tutto questo con i Gendarmi della Memoria?

La frase è presa a prestito da Giampaolo Pansa, che ha cominciato a fare un’opera di demolizione delle menzogne “rosse” della resistenza e del dopoguerra. E dunque a demolire tutta quella cultura che ha impregnato e si è impregnata di neorealismo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Sì, perché il neorealismo è nato parallelamente alla crescita della sinistra dal dopoguerra in poi, che ha intriso di realismo ciò che la chiesa cattolica aveva già intriso come “senso di dipendenza” da … che è ben diverso dal senso religioso della vita. Dipendenza, in quanto il cattolico praticante dipende sempre da…dal confessore, il confessore dal vescovo, il vescovo dal cardinale, il cardinale dal Papa. Il senso religioso è sviluppato nella dipendenza, nel bisogno di sentirci sempre dire quello che si deve fare e come lo si deve fare. Non nel cuore. Lutero ci ha insegnato a vivere la parola di Dio nel cuore, non il cattolicesimo! Il cattolicesimo fa vivere la parola di Dio nella parola della Chiesa.

E’ forse diverso il laicismo creato dalla sinistra, che con la sua creatura ha controllato e controlla interamente la cultura italiana dal dopoguerra ad oggi?

Chi ha portato avanti il neorealismo in Italia? La sinistra, il PCI. Basta dare un’occhiata ai maggiori nomi del neorealismo per convincersene. E quale più grande Gendarme della Memoria potevano creare i vari Gendarmi della Memoria? Hanno creato un sistema che riesce a funzionare, ancora oggi, e a tarpare l’inventiva e il fantastico indipendentemente da…

Dunque il cattocomunismo ha radici ben profonde e ben più lontane dagli anni in cui è stata coniata la parola.

Io credo con Giampaolo Pansa che ci sia davvero necessità di riscrivere da un lato la nostra storia dal dopoguerra in poi, e parlo della storia insegnata sui banchi della scuola (da che parte stavano, in fondo, i più noti storici del dopoguerra? Non certo dalla parte della destra) e dall’altra di rieducare la cultura italiana all’indipendenza e all’amore per il fantastico ed il surreale, uscendo finalmente dalla pochezza di epigoni che si ostinano a perpetuare una memoria vecchia, che è più uno scheletro nell’armadio che un fattore di freschezza ed innovazione.

Fabrizio Ulivieri

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