Diario. “Ciancimino scrisse a Berlusconi” Ecco la lettera (FOTO). Alfano: “Agguato”
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. A sorpresa, il figlio dell’ex sindaco di Palermo legato ai Corleonesi di Riina e Provenzano mostra una missiva del padre al premier, in cui Vito Ciancimino avverte Berlusconi: potrei parlare (sul modo in cui è nata Forza Italia: come vi abbiamo anticipato oggi, Ciancimino jr. riferisce che il padre l’aveva definita «un frutto - avvelenato, ndr - della trattativa tra Stato e mafia», della quale Vito era stato uno dei fautori sostituito poi, sempre secondo la testimonianza, da Marcello Dell’Utri). Vi diciamo tutto della deposizione e vi rendiamo conto delle reazioni degli uomini vicini (e non solo, naturalmente) al presidente del Consiglio, a cominciare dal ministro della Giustizia, all’epoca, peraltro, dirigente di Forza Italia nella terra di confine (tra Stato e - questa - illegalità, tra verso e falso) siciliana. Poi, le opzioni sul tavolo di Scajola per riampiazzare lo stabilimento Fiat di Termini che chiuderà («Abbiamo tempo un anno e mezzo», dice il ministro per le Attività produttive) e la deplorazione di Benedetto XVI nei confronti dei preti pedofili, ma la giornata della nostra politica è - comprensibilmente - monopolizzata dal processo di Palermo. Il racconto. Leggi tutto »
***L’intervento***
LE RAGIONI DELLA NOSTRA SVOLTA
di MASSIMO DONADI
Il giorno dopo il congresso, il capogruppo alla Camera dell’Italia dei Valori spiega al giornale della politica italiana la scelta di abbandonare la strada dell’opposizione fine a se stessa per lavorare con il Partito Democratico alla costruzione dell’alternativa di governo. Su De Luca, il candidato governatore Democratico su cui ora convergono anche Idv e Sinistra Ecologia e Libertà: «Con lui per non consegnare la Campania alla camorra». Sentiamo. Leggi tutto »
***Il commento***
IL PDL NON SA (PIU’) COMUNICARE
di LUIGI CRESPI
Il giornale della politica italiana è un giornale moderno. E considera la comunicazione non qualcosa di cui vergognarsi, come sembra essere nella concezione ad esempio di un Bersani che giustifica un (per ora molto ipotetico) maggior impatto comunicativo spiegando che ciò in cui consisterebbe - nella sua idea - «è anche sostanza», bensì come uno strumento intelligente - comunicare significa capire cosa pensano le persone, cosa desiderano, e mediare, e non stravolgere (quella non è comunicazione ma populismo) la propria proposta rispetto a questa esigenza - per perseguire il fine di fare politica. Ebbene, in questa luce, dopo giornate in cui abbiamo proposto una piattaforma per l’Italia del futuro in cui la ricerca non sia “più importante” ma divenga il cuore, la stella polare di tutto questo, in cui abbiamo parlato di lavoro (quello a rischio per le dislocazioni Fiat), e fatto inevitabilmente anche un po’ di informazione «politicienne», ma di qualità, com’è inevitabile (tutte e due) per un giornale come il nostro, con il maggior esperto di comunicazione politica del nostro Paese analizziamo la (finora assente, a giudizio di Crespi) campagna elettorale del più abile comunicatore in circolazione, quel presidente del Consiglio di cui il grande sondaggista è stato spin doctor e maestro ma anche allievo, come ebbe modo di raccontarci lui stesso, e del quale oggi giudica i suoi (epigoni) consiglieri. Solo sul giornale della politica italiana. Buona lezione di comunicazione con Crespi. Leggi tutto »
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Rassegna stampa, di A. PURGATORI
